A sei mesi dall’uscita americana di Carrie, facciamo il punto in questo approfondimento sul film.
In un mondo normale una povera ragazza tormentata dai bulli piange in camera sua e cerca conforto. Nel mondo di Stephen King la ragazza invece si diletta nel trucidare ogni essere vivente che le abbia mai fatto un torto scatenando immensi poteri mentali, quindi saremo tutti d’accordo che è meglio non mettersi contro King, che a quanto pare è piuttosto vendicativo (la leggenda vuole che abbia acquistato e preso a martellate il camion che l’aveva investito).
Vendetta, crudeltà e violenza sono temi cari all’autore e trovano un naturale approdo in Carrie – Lo sguardo di Satana, storia tragica della ragazza che da vittima diventa carnefice. Da tempo sappiamo che alla regista Kimberly Pierce (Boys Don’t Cry) è stato affidato il compito di riportare la temibile Carrie al cinema, in un attesissimo remake dell’omonimo film firmato da un maestro come Brian De Palma nel 1976.
Quel film rimane un cult del cinema horror che lanciò una giovanissima Sissy Spacek, perfetta nei panni di Carrie e aiutò molto la carriera di John Travolta. Quindi il confronto con l’originale genera automaticamente scetticismo, ma tanto la gran parte di questi rifacimenti parte dal presupposto che il nuovo pubblico non conosce l’originale e qualche nostalgico lo vedrà in ogni caso, anche solo per uno spirito pregiudiziale.
Oggi poi il successo di un film si raggiunge anche con minuziose campagne di marketing e diluendo l’attesa attraverso continui piccoli segnali di presenza, come stuzzicando l’attesa dei fan pubblicando delle foto di scena, o anche in una scansione da Empire che ComicBookMovie ha diffuso sul web. Nel caso di Carrie l’attenzione è puntata all’aspetto grafico (basta anche guardare i due character poster) e possiamo avere una granitica certezza: ci sarà ancora tanto sangue, sicuramente una dose smisurata di sangue di maiale, quello gettato sulla povera Carrie che a quel punto della storia scatena la sua furia.
Ad interpretare questo ruolo complesso è stata chiamata colei che in pochissimi anni è divenuta un simbolo del cinema horror, ovvero Chloe Grace Moretz, la talentuosa ragazzina che sembra avere una particolare attrazione per questo genere e che si è comportata perfettamente in un altro remake, a suo modo scomodo: Let Me In, ribattezzato in Italia, Blood Story….
La Moretz è il centro della campagna pubblicitaria, e le uniche foto pubblicate la mostrano non solo ricoperta di sangue, ma anche con un sguardo folle particolarmente inquietante. Il primo trailer mostrava strade deserte, distruzione ovunque e si chiudeva con un primo piano della Moretz in tutta la sua pazzia. L’attrice dovrà però duettare con una stella assoluta come Julianne Moore, che interpreta l’affascinante ruolo della madre di Carrie, donna disturbata, violenta e ultra religiosa disposta a sacrificare sua figlia a Dio.
Il film dovrebbe essere ancora più aderente al libro di quanto non lo fu quello di De Palma, ed essere aderenti alle opere di Stephen King vuole dire togliere ogni freno alla violenza, scatenando il potenziale dei suoi testi. E facendo felici tutti fan del mondo? Il 15 ottobre, data di uscita americana del film lo scopriremo. Intanto riguardiamoci il teaser trailer.
Emiliano Longobardi









































