In questi giorni praticamente chiunque sembra avere in tasca la formula per salvare Nintendo e in particolare per mettere una pezza sulla questione Wii U. Ovviamente, fra le tante voci, non è mancata quella di Michael Pachter, che (come al solito) se ne è uscito con un’idea che ci limiteremo a definire “singolare”.
A suo dire Nintendo dovrebbe immediatamente chiudere la questione Wii U, definendo il modello di business adottato per tale piattaforma completamente fallato e per nulla competitivo. Sarebbe quindi opportuno interrompere la produzione della console, mettere l’orgoglio da parte e iniziare a portare i titoli first party su Xbox One e PS4. Questo però solo come misura momentanea: una volta lanciata una nuova console (fra un paio d’anni), i vari Mario, Zelda e compagnia bella dovrebbe tornare in esclusiva sulla piattaforma di casa.
Per quanto riguarda il mercato portatile, Pachter invece suggerisce una politica differente, forse un filo più sensata. Invece di bruciare i franchise 3DS, trascinandoli su tablet e smartphone, la casa di Kyoto dovrebbe attingere all’enorme biblioteca software del Game Boy Advance, con titolo venduti su iOS e Android a un prezzo compreso fra i 4,99 e i 9,99 dollari. L’idea non è neppure così campata per aria, anche se gli importi ci lasciano un filo perplessi.








































