Speciale Trailer La Terra di Mezzo: L’Ombra di Mordor – Otto minuti di gameplay (e polemiche)

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Warner Bros. Interactive e Monolith hanno pubblicato il lungo video che potete ammirare sopra queste parole e che illustra alcune delle caratteristiche del prossimo open-world dedicato a Il Signore degli Anelli, ovvero La Terra di Mezzo: L’Ombra di Mordor.

In un’intervista a Polygon, il director of design Michael De Plater ha raccontato in dettaglio alcune caratteristiche del gioco. “Tante cose saranno generate proceduralmente, a cominciare dai nemici che incontreremo“, ha detto De Plater. “Quando abbiamo iniziato a ragionare su L’Ombra di Mordor ci siamo prefissi l’obiettivo di creare un mondo che sembrasse vivo. Per dire, esistono nemici in ogni videogioco, ma noi volevamo spingerci oltre, evitando script di ogni tipo. Ogni avventuriero incontrerà cattivi diversi in luoghi diversi: nessuno potrà dire di aver vissuto la stessa esperienza! Oltretutto, i nemici che non ucciderete si ricorderanno di voi e, qualora li doveste incontrare di nuovo, cercheranno di farvela pagare per le cicatrici che gli avete lasciato addosso; senza contare che, nel frattempo, potrebbero anche aver buttato su qualche livello d’esperienza.

La Terra di Mezzo: L’Ombra di Mordor offrirà al giocatore un discreto ventaglio di possibilità, grazie a quello che gli sviluppatori hanno battezzato Nemisis System, ben illustrato nel video di cui sopra, dal minuto 3:17 in avanti. In sostanza, ogni problematica del gioco potrà essere risolta in molti modi, visto che il nostro alter ego avrà la possibilità di pianificare gli attacchi e di indurre alcuni nemici a lavorare per lui.

Terra di mezzo ombra di mordor artDetto questo (e commentando solo il trailer), a me La Terra di Mezzo: L’Ombra di Mordor sembra un collage di varie cose, prese per lo più da The Witcher, dai Batman di Rocksteady e, soprattutto, da Assassin’s Creed. Personalmente, sono dell’idea che copiare qualcosa che altri hanno fatto bene non è mai reato, e anzi sarebbe fantastico se quelli di Monolith riuscissero a miscelare sapientemente le caratteristiche migliori dei titoli sopracitati.

Su questo argomento, però, qualcuno ha avuto da ridire non poco. I più attenti di voi, difatti, avranno notato come alcuni asset presenti nel video siano effettivamente “troppo” simili a quelli presenti nella celebre saga di Ubisoft. Sull’argomento è intervenuto Charles Randall, ora a Capybara Games ma ex membro dello staff di Ubisoft che si era occupato dello sviluppo di Assassin’s Creed 1 e 2. “Seriamente… qualcuno è in grado di spiegarmi come mai parti del codice e degli asset di Assassin’s Creed 2 sono finiti in L’Ombra di Mordor? Basta guardare il video per capirlo: ho passato due anni a sudare su AC2 e posso riconoscere a occhi chiusi il codice che ho scritto.” Randall, che si era occupato per Ubisoft della “air assassination move” di Ezio Auditore, rincara la dose: “So di non avere alcun diritto legale sul lavoro svolto per Ubisoft, ma spero di trovare un riconoscimento speciale a mio nome, nei credit di L’Ombra di Mordor. Per la cronaca, il gioco sembra dannatamente figo.

Terra di mezzo ombra di mordor art2Ultima, personalissima considerazione su un altro fatto. Gli sviluppatori di L’Ombra di Mordor non hanno mancato di sottolineare come le grandi novità e idee presenti nel gioco siano possibili grazie alla potenza delle nuove console. Tutto bene, se non fosse che L’Ombra di Mordor è previsto in uscita anche su PS3 e Xbox 360, oltre che su PC. Della due, l’una: A) esiste un solo codice per tutte le piattaforme, ergo la maggior potenza di Xbox One e PS4 servirà solo per pompare la grafica; B) Monolith sta sviluppando il gioco su due codici diversi e quindi le versioni old-gen saranno in qualche modo castrate nei contenuti e/o nelle feature. Non so a voi, ma questo dubbio mi assale ogni volta che vedo strillate cose strabilianti da publisher e sviluppatori nei confronti di titoli cross-gen. Speriamo bene, perché L’Ombra di Mordor, da quello che si è visto nel trailer, a me sembra un gioco davvero interessante e non vedo l’ora di metterci le mani sopra.