Sono passati cinque anni da quando Interzone ha chiuso i battenti per bancarotta, con più di 1.5 milioni di dollari australiani di tasse e stipendi non pagati. Oggi, grazie a nuovi documenti federali, si è scoperto che Marty L. Brickey (ex CEO di Interzone) potrebbe aver preso 14.5 milioni in fondi tratti da giochi che non sono mai usciti, in un periodo che va dal 2008 al 2010.
L’accusa cita cinque compagnie di cui Brickey fu CEO: Big Collision Games, Interzone Entertainment, MasterTitle Games, Spectacle Games e Zoonik USA. Queste società avrebbero guadagnato appena 2.300 dollari dal 2008, anche perché nessuno dei giochi che Brickey propose ai suoi investitori vide la luce. Brickey dovrà rispondere di tre capi d’accusa per frode telematica e sei per riciclaggio, per un totale di ben 120 anni di carcere.









































