Ormai possiamo definire quanto accaduto un episodio ciclico e immutabile, quasi al pari delle maree. Durante una recente intervista rilasciata ad una emittente radiofonica statunitense il Governatore dello Stato del Kentucky, Matt Bevin, si è pronunciato con toni forti e decisi riguardo i videogiochi e, nella fattispecie, l’uomo politico ha lanciato i suoi strali contro i videogiochi violenti.
Secondo Bevin questo tipo di intrattenimento sarebbe una delle concause, se non uno dei fattori scatenanti, del recente massacro avvenuto a Parkland, Florida nel quale hanno perso la vita diciassette persone ed altre quattordici sono state più o meno gravemente ferite.
Parlando dell’argomento Matt Bevin ha riconosciuto che “si, è vero che certi tipi di giochi sono destinati ad un pubblico adulto e maturo, ma è altrettanto vero e noto a tutti che questo tipo di intrattenimento finisce poi nelle mani dei più giovani“. Parlando poi del tema della violenza nei videogiochi, Bevin ha definito “immorale” il fatto che “questi videogiochi premino l’uccisione di persone con punti extra, che ripropongano le azioni deviate di quegli studenti coinvolti nei recenti fatti di cronaca“.
Incalzato dalle domande del suo ospite, il presentatore Leland Conway, il quale ha chiesto al politico se questo fosse il preludio ad una richiesta di bandire dal territorio nazionale certi tipi di videogiochi, Bevin ha risposto che “questi non sono definibili videogiochi, è spazzatura che ci viene forzatamente spinta in gola sotto la protezione della cosiddetta libertà di parola. E’ alla stregua della pornografia e, come questa, lede e svilisce la dignità di uomini, donne ed esseri viventi. Svilisce l’umana decenza. Che bisogno abbiamo” continua il Governatore, “di un videogioco nel quale bisogna uccidere delle persone? Lo chiedo ai produttori di questa immondizia: qual’è il prezzo dei vostri due dollari di profitto? Ve lo siete mai chiesti?“.
In chiusura, chiamato ad esprimersi su un altro tema scottante, la circolazione e la facilità di reperire armi da fuoco sul territorio nordamericano, il Governatore del Kentucky ha risposto che “le armi da fuoco fanno parte della cultura Americana, da giovani, dopo aver ricevuto un fucile calibro .22 o un altro fucile da caccia per Natale, li portavamo a scuola per mostrargli agli amici. Il problema sono i videogiochi violenti, i film violenti e la perdita di valori morali che apportano al nostro Paese“.
Cosa ne pensate di questa notizia? Vi invitiamo a rimanere sulle nostre pagine, il nostro buon Marco Piccirilli a breve ci parlerà più nel dettaglio di questo ennesimo attacco verso il mondo dei videogiochi arrivato, ancora una volta, all’indomani di una sparatoria in una scuola americana.










































