Appena sentiamo parlare di spie, siamo abituati a viaggiare in automatico con la mente pensando alle mirabolanti avventure alla Mission: Impossible, ai gadget di altissima tecnologia di 007, macchinoni, bellissime Bond girl, elicotteri ed esplosioni. Ma come ci sono arrivati a questo punto i personaggi interpretati dai vari Tom Cruise, Sean Connery, Roger Moore et similia? The Low Road, avventura punta-e-clicca sviluppata da X-Gen Studios per PC e Nintendo Switch, prova proprio a raccontare questo tipo di retroscena, mostrandoci le peripezie di una giovane spia fresca di accademia che vorrebbe fare molto di più che del bieco spionaggio industriale, il tutto narrato in uno stile grafico simpatico, con linee di dialogo strapiene delle espressioni idiomatiche che distinguono l’inglese americano da quello inglese, una colonna sonora calzante con il genere, del sarcasmo e una dose strabordante di cinismo, tipico degli ambienti piramidali.
Anche le spie fanno gavetta…
Siamo nel pieno dei 70s; Noomi Kovacs è appena uscita dall’accademia per spie L.I.E.S., e viene assunta all’ufficio intelligence della Pendelbrook Motors, con mille aspettative tutte prontamente deluse: il suo compito sarà difatti solo quello di intercettare delle informazioni utili alle missioni al telefono, restando inchiodata al desk e lasciando la gloria all’unico agente autorizzato ad andare sul campo. Ma le si presenta l’occasione per emergere, e farà di tutto per raggiungere il suo scopo. Tanto, nell’ambiente delle spie, tra colleghi ci si può fidare ciecamente, no? Ma anche no, ovviamente. Il fatto che abbiano voluto focalizzarsi più sulle “retrovie” che sull’azione incentrata su esplosioni, sparatorie et similia è qualcosa di nuovo: il mondo dello spionaggio industriale è sempre stato sottovalutato, ma i sotterfugi e i dispettucci che le corporazioni si faranno a vicenda per primeggiare l’una sull’altra offriranno molti spunti per uno scenario dinamico.
Il sistema di gioco si presta bene alla realizzazione della trama: le parti dialogiche permettono al giocatore di scegliere tra quattro opzioni, due delle quali porteranno subito al bad ending. Una meccanica simile a quelle delle visual novel, ma con meno eros e molta più azione. Le parti al telefono, invece, saranno accompagnate da alcuni dossier da sfogliare per rendere più credibili le nostre balle clamorose, o estorcere informazioni preziose ai nostri compagni di avventura. Infine, il gioco è disseminato di piccoli enigmi e puzzle da risolvere per poter sbloccare porte e azionare comandi, proprio come i migliori film di 007 insegnano. Il tutto in un ambiente punta-e-clicca che si presta benissimo alla mappatura dei comandi della Switch; laborioso, ma realizzato in maniera molto comoda. La navigazione con il cursore è ben resa con l’analogico destro, così come l’interazione tra i vari oggetti e ambienti. Oltre al divertente gameplay, la colonna sonora che fa da sfondo a tutto ricorda molto i film gialli e di spionaggio che tanto abbiamo imparato ad amare. E per quanto il nostro cervello possa avere una sensazione di déjà vu , vi risparmio da subito la fatica: è tutta musica originale e ben fatta. Insomma, nel complesso i ragazzi di X-Gen Studios hanno fatto un lavoro carino e gradevole, il quale può fare da base per un’avventura divertente e piena di sfide per il giocatore.
… una gavetta breve e zoppicante
Peccato che duri davvero poco e abbia qualche difettuccio sparso qui e là . Il salvataggio, dall’inizio alla fine del gioco, mi contava un totale di 4 ore e 35 minuti, inclusi bad ending incontrati e i finali alternativi. Inoltre i puzzle proposti sono carini e ben fatti, ma davvero troppo pochi, nonostante le ambientazioni intricate fungano da ottimo spunto per poter disseminare il gioco di enigmi. Le lingue disponibili sono limitate al francese e all’inglese, sottotitoli compresi, cosa che potrebbe dispiacere al giocatore italiano. Fortunatamente si tratta comunque di un inglese semplice da comprendere, quindi nulla da temere. Il doppiaggio, nonostante sia molto buono, soffre un po’ di overacting, probabilmente per compensare le movenze incredibilmente lente dei personaggi. Non avete idea di quanto abbia pregato gli dèi per avere delle scarpe da corsa a mo’ di allenatore da Pokémon. A livello puramente tecnico, l’unico difetto trovato si ravvisa in qualche calo di frame sporadico, che fortunatamente, dato il tipo di gameplay proposto, influisce in maniera irrisoria. Al limite può far storcere il naso a un giocatore perfezionista, ma nulla più.
Tornando al problema della durata, che personalmente trovo più spinoso, la trama dinamica e ricca di avvenimenti, dipanandosi in sole 4 ore di gioco, darà la sensazione al giocatore di voler essere troppo affrettata; vi assicuro che seguire i vari twist, dopo un po’, vi riuscirà davvero difficile. Insomma, i film di spionaggio durano mediamente un paio d’ore, ma un videogioco può sicuramente permettersi un più ampio respiro, e gli intermezzi tra un colpo di scena e l’altro potevano essere efficacemente riempiti con qualche side quest o puzzle in più. Possiamo comunque consolarci con il finale aperto, il quale sembra lasciare aperto uno spiraglio per un eventuale sequel, ma se così fosse dovranno essere messi in opera davvero tanti miglioramenti, per rendere l’avventura ancora più divertente e godibile.
Divertente, dissacrante e simpatico, ma dura davvero troppo poco. The Low Road è come il pilot di una serie tv che potrebbe appassionarti, ma ti lascia con l’amaro in bocca, perché senti che è avvenuta troppa roba in troppo poco tempo. Interessante la premessa dello spionaggio industriale, sempre troppo tenuta in sordina nei grandi blockbuster, i personaggi sono simpatici e dotati di dosi di sarcasmo degni delle migliori pagine di shitposting. I puzzle proposti sono carini e mettono degnamente alla prova il giocatore. L’ambiente punta-e-clicca, inoltre, è reso davvero bene, grazie a una mappatura dei comandi ben progettata e che sfrutta appieno le potenzialità della Switch, mentre la colonna sonora immedesima ancora di più il giocatore nel periodo in cui il gioco è ambientato. Ottima la realizzazione tecnica, giusto qualche calo di frame sparso, ma nulla di più. Peccato per la scarsa longevità e per i puzzle, sempre troppo pochi per un gioco basato sullo spionaggio. Se cercate un’avventura carina, ma che non vi porti via troppo tempo, The Low Road farà sicuramente per voi.












































