Happy Birthday Steve Wozniak! Nato a Sunnyvale, in California, l’11 agosto del 1950, compie oggi gli anni il padre dell’Apple II. Il programmatore è stato anche il più stretto collaboratore di Steve Jobs nella creazione del predecessore Apple I e della stessa casa della Mela, divenuto oggi grazie a questi due sistemi uno dei giganti dell’intero settore della comunicazione digitale. Il primo Personal Computer firmato Apple viene presentato nel 1976, ma di fatto è venduto solo per corrispondenza e, soprattutto, è accessibile ad un solo pubblico di appassionati ed esperti di elettronica, poiché composto dalla sola scheda madre da assemblare a casa con componenti aggiuntivi. Nel successivo anno 1977 arriva il successore, che invece diventa il primo vero computer cosiddetto “User Friendly”, ovvero con interfaccia e caratteristiche accessibili a chiunque. La grafica scelta per il nome del Personal Computer è Apple ][ con gli iconici caratteri speciali delle parentesi quadre rivoltate. Il sistema è uno dei più semplici da programmare, per volere dello stesso Steve Wozniak, e viene venduto per quasi vent’anni sul mercato, diventando una vera e propria leggenda del settore.
Su Apple II nascono videogiochi importanti quali le Avventure Testuali della Infocom, Alter Ego, il gioco di simulazione di vita, ideato dallo psicologo statunitense Peter J. Favaro nel 1986, la saga ruolistica di Ultima, scritta da Richard Garriott, sviluppatore statunitense noto come Lord British, Wizardry: Proving Grounds of the Mad Overlord della Sir-Tech del 1981 e tantissimi altri.
Il modernissimo design, ideato da Jerry Manock, è ancora oggi spesso immacolato, grazie anche alla particolare scelta del colore un beige, Pantone 453, che avrebbe resistito meglio all’usura del tempo ed alla luce solare.
Per gli amanti del mondo videoludico, però, le figure di Steve Wozniak e Steve Jobs, soprannominati dalla appassionati del settore statunitensi “The Steves”, saranno per sempre legati al leggendario gioco Breakout, sviluppato nel 1976 per conto di ATARI ai tempi d’oro, e considerato da Steve una sorta di PONG per una sola persona. Il gameplay del gioco, infatti, evolve quello di base con pallina e racchette, sostituendo il secondo giocatore con un muro di mattoni da abbattere, in una sorta di evoluzione del noto sport Squash, dove si giocava in solitaria. Il successo del titolo è enorme, ed il suo rilascio avviene dapprima sul mercato Arcade con hardware dotato di una trovata ingegneristica geniale. Il titolo è costruito infatti sfruttando unicamente singoli circuiti digitali e non si appoggia su alcun processore, questo lo rende estremamente economico dal punto di vista costruttivo, con un abbassamento dei costi di produzione enorme, da sempre grande punto di forza delle opere di Wozniak, come lo stesso Apple I. Il gioco in seguito arriva sulla console dedicata ATARI Video Pinball, nel 1977 diffondendosi a macchia d’olio, sulla scia anche del successo di HOME PONG, di cui è considerato un successore ideale, e l’anno seguente, infine, in una cartuccia per ATARI VCS, grazie al port di Brad Stewart. L’enorme successo sul mercato riesce a farlo diventare una vera e propria icona del settore, ancora oggi ricordata da tutti.
Il flyer originale della versione Arcade di Breakout del 1978, un titolo che ha letteralmente spopolato nelle sale giochi di tutto il mondo.
Steve Wozniak è forse meno conosciuto dal grande pubblico rispetto a nomi quali Steve Jobs stesso, Clive Sinclair, fondatore della casa omonima, Bill Gates, ideatore del sistema operativo Windows e fondatore di Microsoft, oppure gli italiani Pier Giorgio Perotto, inventore di quello che è considerato il primo Personal Computer della storia, Olivetti Programma 101, del 1964, o Federico Faggin, ideatore del primo microprocessore, ma è sicuramente tra i più importanti personaggi della storia informatica intera.












































