Qualcosa di meraviglioso Recensione

Qualcosa di meraviglioso Recensione | Direttamente dalla Francia arriva una nuova commedia tratta dal best-seller autobiografico Fahim – Un Re Clandestino, che ci racconta intimamente le sciagure, le gioie, le sfortune e i successi di un padre e un figlio in fuga dalle rivolte del Bangladesh. Presenti nel cast Gerard Depardieu che accompagna l’ottimo esordio attoriale di Assad Ahmed. Nel cast anche Isabelle Nanty (Il fantastico mondo di Amélie) e Mizanur Rahamad. Alla regia Pierre-Francois Martin-Laval, in passato regista de i due Serial Teachers, torna a dirigere una storia che si occupa di integrazione, socialità e istituzioni. Qualcosa di meraviglioso è una commedia che tratta di umanità e lo fa in modo genuino e divertente, senza sdegnare di aprire uno spunto di riflessione sul fenomeno dell’immigrazione, guardandolo e analizzandolo dall’interno.

Qualcosa di Meraviglioso

Bangladesh – Francia

Dacca, la capitale del Bangladesh, è sconvolta dalle proteste. Fahim Muhammad (Assad Ahmed) è un giovanissimo conosciuto nei vicoli per la sua bravura nel gioco degli scacchi. In un clima di sconvolgimenti sociali e politici, per dare alla giovane promessa un futuro migliore, Nura Muhammad (Mizanur Rahamad), padre del ragazzo, decide di prenderlo a sé, allontanarsi dalla patria e dalla famiglia, per tentare una nuova vita, migliore, in suolo europeo. Lì, in Francia, ad attenderli ci sarà un grande maestro di scacchi, Sylvain Charpentier (Gerard Depardieu). Il film ripercorre le peripezie, le difficoltà di integrazione, i piccoli e grandi soprusi che padre e figlio sono costretti a sopportare, mandare giù e correre avanti, mentre per entrambi nei corrispettivi contesti sociali avviene la rinascita, la presa di consapevolezza, la caduta e la ripresa. Da una parte Fahim, abile del suo ingegno e con un innato talento negli scacchi, si destreggerà facilmente tra compagni di scuola e instaurerà un rapporto col mentore e istruttore Sylvain. Dall’altra parte la parabola di Nura mostra quante difficoltà integrative può avere un uomo adulto costretto ad abbandonare la terra di origine e ricominciare tutto daccapo, lontano dalla famiglia e dalle tradizioni, tra barriere linguistiche e divergenze culturali. Non meno problematico è Sylvain Charpentier, l’istruttore di scacchi, uomo profondamente radicato nella sua passione, scorbutico, scontroso, con qualche scatto di ira, innamorato dell’assistente Mathilde (Isabelle Nanty).

Quello che Qualcosa di meraviglioso mette in scena è una splendida composizione di personaggi, tutti limpidi e netti nelle movenze e nei caratteri, atti a comporre un quadro completo in una storia di crescita, integrazione e accettazione dell’altro e di sé stessi. Non ci sono forti pretese di denuncia sociale né scene che possono turbare la sensibilità degli spettatori: l’intera pellicola racconta una storia di successo e crescita, ricordandoci film del genere come The Millionare, Lion e Quasi Amici.

Qualcosa di Meraviglioso

Una partita a scacchi

Qualcosa di meraviglioso è una commedia brillante che farà ragionare: chi sono davvero le persone che tutti i giorni ci passano accanto? Che storie hanno? Quanto hanno lottato e stanno lottando per poter mandar avanti i propri sogni, abbracciare le famiglie lontane, guadagnarsi una vita dignitosa? A queste domande troverete risposta, in un andirivieni con spiccato humor, costituito da fraintendimenti linguistici e siparietti comici. Il lavoro registico si dipana accompagnando lo spettatore in un lavoro egregio e neppure accademico, regalandoci la possibilità di vedere le bellezze e le povertà di Parigi in egual modo, con una fotografia vivace e spigliata. Nota dolente del film è che non riesce ad evadere dai cliché del genere, proponendo una narrazione che sin dalle prima scene rivela dove vuole arrivare e come. Ogni elemento è al suo posto come dovrebbe stare in una partita a scacchi giocata a tavolino con l’avversario, lo spettatore, in comodità e senza colpi di scena. Non che sia un difetto o qualcosa che mini la visione generale, ma un pubblico più navigato riconoscerà ogni momento proposto dalla pellicola e ne intravederà le conseguenze. La storia di Fahim riprende le bellezze della commedia francese e della feel good comedy, ma a differenza di altri esponenti del genere non riesce a trascinare verso il basso per poi rialzarsi e splendere. Non c’è commedia senza dramma e spesso più il dramma è grande e più è grande la commedia. Ma d’altronde è anche Natale e possiamo permetterci di emozionarci con un occhio incantato.

Qualcosa di Meraviglioso

Qualcosa di Meraviglioso, in uscita nelle sale il 5 dicembre, è una commedia che va vista: Gerard Depardieu è in ottima forma e trascina un cast solido su una sceneggiatura vincente; l’ora e mezza di film scorre senza intoppi, divertendo e affascinando, attorno quello che è il vero protagonista: gli scacchi. Gli scacchi non sono un gioco: sono una guerra. Ed è la guerra della vita che si compie su un tavolo, occhi negli occhi col nemico, e con noi stessi, per conoscerci, superarci e rivaleggiare le avversità senza rassegnazione ma con trionfo. E questo Qualcosa di meraviglioso, ci permettiamo di dirlo, è un piccolo trionfo di semplicità e fierezza.

Non esisto. E anche se esistessi ignorerei dove sono. Perso nel NET o nel Lifestream, in qualche arcipelago sperduto dell'Alaska, forse nell'Arkham dei Grandi Antichi e, più lontano, tra montagne di D20, alla destra di Padre Ilùvatar, in un sogno b/n. Dove sono, chi sono? Nel dubbio, scrivo.