Nell’industria videoludica, uno dei fenomeni più in voga e in crescita del momento è quello del mobile gaming. Difatti, per motivi differenti, una buona parte dei ricavi del settore è generata da questa fetta di mercato in recente ma costante crescita, derivata dai giochi per dispositivi mobili.
La principale fonte di guadagno è quella delle microtransazioni, ma gli incassi provengono anche dagli annunci pubblicitari, ossia banner e video in cui gli utenti incappano durante la propria esperienza, volenti (magari per racimolare risorse più velocemente) o nolenti (caricamenti “obbligatori” nell’avanzamento dell’esperienza di gioco).
La chiave del successo dei mobile gaming
Il modello di business della maggior parte di questi prodotti è quello del free-to-play, ovvero quello riservato a quei giochi scaricabili gratuitamente ma che, ad esempio, consentono ai fruitori di effettuare degli acquisti, in forma di elementi cosmetici o potenziamenti.
Uno dei principali punti di forza di questi videogiochi, che ha contribuito al conseguimento del loro successo, è quello dell’accessibilità. Di fatto, essendo disponibili su dispositivi non specializzati in gaming e popolari presso la maggior parte del pubblico – quali ad esempio tablet e smartphone – vengono, frequentemente, in massa installati e giocati; inoltre, i consumatori sono variegati e in costante aumento.
Il processo di sviluppo
Per questa circostanza, numerose case di sviluppo, anche alcune tra le più illustri, hanno iniziato a manifestare un notevole interesse e si sono cimentate nella produzione di questo genere di prodotti, raggiungendo in molti casi esiti più che positivi.
In molti si sono affidati a marchi e IP già note, creandone le controparti mobile. Tra i casi più noti c’è quello di Epic Games, che dopo l’enorme successo (anche e soprattutto di pubblico) con Fortnite, ha riproposto il suo celebre battle royale in versione mobile, scalando rapidamente le classifiche degli store su cui è stato divulgato.
Il processo di realizzazione dei mobile games si distingue spesso da quello per i titoli su console e PC, per via di esigenze diverse sia nello sviluppo che nel prodotto finale. Spesso, per svilupparli sono necessari costi e tempi inferiori (anche se c’è da considerare differenti necessità e infrastrutture) e l’utilizzo di tecnologie meno complesse e dispendiose rispetto a titoli doppia e tripla A.
Articolo realizzato da Dario Musumeci










































