Allora, visto che stasera non sono ubriaco, mi è venuta voglia di scrivere qualcosa. Se non avete proprio nulla da fare, date un'occhiata.
Beh, che dire. Ad aprile compio 18 anni. Molte persone sono contente di poter giungere a tale traguardo, ma a me, sinceramente, non me ne fotte una sega.
Laggente comincia già ad assillarmi chiedendomi cosa farò una volta diventato maggiorenne, ma anche cazzate più stupide, tipo cosa farò per festeggiare o se stasera prima di andare a dormire mi laverò le ascelle.
Il punto è che non organizzo una festa di compleanno da quando stavo in quinta elementare. Quindi il mio ultimo compleanno festeggiato è stato l'undicesimo, visto che sono d'aprile.
Forse vi chiederete "perchè?" o magari "perchè sto continuando a leggere?"
Dato che ormai sono entrato nel discorso, tanto vale che vi racconti una cosuccia...
La mia ultima festa di compleanno fu un vero disastro. Talmente disastrosa, che rimasi così scandalizzato da non volerne organizzare altre, in futuro.
Tutto cominciò ad andare storto sin dall'inizio, durante la scelta degli invitati. Pensai di limitarmi a qualche individuo della mia classe. Una cosa tranquilla, insomma, che si sarebbe svolta nel giardino di casa mia.
Immaginatevi un gruppo di bimbiminkia correre felici in mezzo al verde, mangiando schifezze e scoreggiando. Ecco, mi aspettavo una cosa del genere.
Quindi chiamai le persone più adatte per realizzare tutto ciò.
Il punto è che il tamarro della mia classe mi convinse a riservare due inviti a due bambine dell'altra quinta. "So' du fiche" mi diceva.
Mah.
Accettai. In fondo, mi è sempre piaciuto conoscere nuove persone, fin da quando ero piccolo.
Ci fu un problema però. Il tamarro di cui sopra mi fece la proposta lo stesso giorno in cui portai gli inviti a scuola. Quindi per poter consegnare i biglietti alle due bambine, dovetti rinunciare alla presenza di due miei compagni di classe. Quando questi vennero a conoscenza di ciò, ci rimasero molto male. Probabilmente mi considerarono uno stronzo, ma non dissero nulla. Fatto sta che non m'invitarono al loro undicesimo compleanno.
E fecero bene.
Tutto timido, consegnai gli inviti alle due bambine indicatemi dal tamarro. Entrmbe lo accettarono volentieri. Entrambe non vennero. Entrambe non mi avvisarono in tempo per poter richiamare i miei compagni di classe esclusi (cosa che comunque non avrei fatto perchè non mi piace trattare le persone come ruote di scorta. O magari l'avrei fatto comunque, visto che all'epoca ero un bambino che non capiva un cazzo).
C'è da dire che mentre aspettavo con ansia l'arrivo del mio compleanno, feci la conoscenza di un bambino della classe delle due pu...purtroppo non vennero, sì, quelle che purtroppo non vennero.
Questo bambino, in pratica, era l'alter ego del tamarro di classe mia. Il tamarro dell'altra quinta, in pratica.
Ci fu subito un certo feeling tra noi due.
Tra una carta dei pokémon e una cazzata, decisi di invitare anche il mio nuovo amico alla festa.
Passano i giorni. Arriva la festa.
Vengo a sapere dell'assenza di un mio caro amico. Aveva preferito andare a vedere la formula uno invece che venire alla mia festa.
Pezzo dimmerda.
"Fotteuncazzo" pensai. Tanto il regalo me l'aveva già fatto.
Invece non sapevo che il peggio sarebbe dovuto ancora arrivare.
Descrivendo a grandi linee la situazione, posso dirvi che c'era chi giocava a pallone, chi si abbuffava di porcherie come un barbone alla Caritas a Capodanno, chi si faceva i cazzi suoi e Lorenzo.
Lorenzo passò tutto il tempo a giocare alla playstation. Ogni tanto mi veniva a chiamare per chiedermi altri giochi. Ad un certo punto non sapevo più che cazzo dargli, così andai a rompere le palle al vicino per farmi dare dei giochi.
Mi feci prestare Crash Bandicoot e lo portai a Lorenzo. Poi quest'ultimo mi venne nuovamente a cercare. Tornai dal vicino e mi feci prestare Syphon Filter.
E poi Tekken 3.
E poi Spyro.
E poi Cool Boarders.
E poi Metal Gear Solid.
Alla fine il vicino s'incazzò con me. Non mi ricordo esattamente cosa mi disse, ma era incazzato. Gridava.
Vabbè, feci capire a Lorenzo di non rompere più le scatole e di giocare alla roba che gli avevo procurato fino a quel momento.
Non mi venne più a cercare.
Per il resto, sembrava che la festa non stesse andando malissimo.
Ma non vedevo più i due tamarri.
Li trovai dietro una siepe, mentre parlavano. Ma non erano semplici discorsi. Si stavano prendendo a parole.
Poi il tamarro dell'altra classe offese la madre di quello di classe mia.
E fu lì che partì la baby-rissa.
Fuck-yeah.
Premesso che non ricordo il motivo per il quale successe ciò (probabilmente litigarono per una ragazza...ma cazzo, solo io a 11 anni pensavo a come lanciare onde energetiche per le vie della città?), mi sentivo a pezzi.
Volevo che durante la mia festa andasse tutto bene, invece non fu così.
Vabbè, da quel momento in poi, tutti gli invitati si divisero in due gruppi...il gruppo del tamarro di classe mia e il gruppo dell'altro tamarro.
A questo punto cercai di instituire un gruppo pure io, il gruppo di quelli che non gliene fregava un cazzo di nessuno. Ma gli aderenti erano solo due: io e Lorenzo.
"Perchè l'hai invitato?" mi chiese il tamarro di classe mia, riferendosi al tamarro dell'altra quinta. Non ricordo cosa risposi.
In effetti ricordo veramente poco. So solo che gli invitati avevano intenzione di organizzare una rissa tra i due gruppi per tutto il resto della festa, ma alla fine non fecero niente.
Meglio così.
Arrivò il momento della torta. Tregua generale, tutti a mangiare.
Anche mia madre che portò la torta vide che qualcosa non andava, ma non disse niente.
Ad un certo punto dalla torta uscì Rafiky nudo con una parrucca bionda in testa e cominciò a cantare "Happy birthday...to you. Happy birthday...to you. Happy birthday...Mister President...Happy birthday, to you!"
...
Vi sto prendendo per il culo. Una cosa del genere avrebbe trasformato il mio compleanno dimmerda in un compleanno divino.
Ma non si verificò mai una cosa del genere. Tra l'altro, ancora non conoscevo Rafiky. E anche se l'avessi conosciuto, non l'avrei invitato.
Tornando seri...avete presente le guarnizioni che si mettono sulle torte? Tipo fiorellini, pisellini e patatine che sanno di ostia?
Ecco.
La mia torta ne era PIENA.
Ricordo che un invitato non voleva mangiare la torta.
"Come mai non vuoi la torta?" gli chiese mia madre.
"Perchè non ho ancora fatto la comunione" rispose lui.
Vabbè.
Quest'episodio che vi può sembrare una cazzata alimentò il mio dispiacere. A me sarebbe piaciuto vedere tutte persone felici alla mia festa, niente litigi e niente incazzature.
Sinceramente non ricordo come andò a finire la festa. Forse perchè ho cercato in tutti i modi di dimenticarlo.
Fatto sta che da quel giorno non ho più organizzato feste di compleanno.
Parlando dei due tamarri...
Oggi, quello che all'epoca stava in classe mia, è diventato un drogato dimmerda. Non che io abbia qualcosa da ridire nei confronti dei tossici, visto che anch'io sono uno di loro.
L'altro tamarro invece è un omosessuale dichiarato. Com'è buffo il mondo, nevvero?
Bah, io quì ho finito.