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  1. L'avatar di paler palerpaler è offline #76
    27-08-05 22:34

    Citazione andrea81
    la seconda è ancora piu terrificante delle prima
    OCCAZZO! 8(

  2. L'avatar di Cold Winter Cold WinterCold Winter è offline #77
    27-08-05 23:59

    Anche io l'ho visto recentemente. Mi ricordo che da bambino mi sognavo quel pagliaccio ovunque, visto ora fa davvero ridere...
    "GALLEGGIANO, GALLEGGIANO TUTTI!"

  3. andrea81andrea81 è offline #78
    28-08-05 00:15

    Citazione Cold Winter
    Anche io l'ho visto recentemente. Mi ricordo che da bambino mi sognavo quel pagliaccio ovunque, visto ora fa davvero ridere...
    "GALLEGGIANO, GALLEGGIANO TUTTI!"
    "E ANCHE TU GALLEGGERAI QUI SOTTO CON ME!"

  4. L'avatar di paul-paul paul-paulpaul-paul è offline #79
    28-08-05 13:34

    in verità nel libro non dice Galleggerai ma Volerai......infatti georgie voleva sapere se i palloncini volano e non se galleggiano(cosa senza senso..) ....deve essere stato un errore di traduzione...

  5. andrea81andrea81 è offline #80
    28-08-05 13:52

    Citazione paul-paul
    in verità nel libro non dice Galleggerai ma Volerai......infatti georgie voleva sapere se i palloncini volano e non se galleggiano(cosa senza senso..) ....deve essere stato un errore di traduzione...
    si si,lo sto leggendo,comunque nella versione che sto leggendo io dice sia volerai che gallegerai.

  6. L'avatar di paul-paul paul-paulpaul-paul è offline #81
    28-08-05 14:03

    Citazione andrea81
    si si,lo sto leggendo,comunque nella versione che sto leggendo io dice sia volerai che gallegerai.
    ..mah...forse non me lo ricordo bene ....ma in che punto dice entrambe le forme?

  7. andrea81andrea81 è offline #82
    28-08-05 14:06

    Citazione paul-paul
    ..mah...forse non me lo ricordo bene ....ma in che punto dice entrambe le forme?
    Spoiler:
    «Volano», ringhiò l'essere, «certo che volano, Georgie, e quando sarai quaggiù con me, tu galleggerai...»
    La spalla di George urtò violentemente il cemento del marciapiede e Dave Gardener, che quel giorno non si era recato al suo posto di lavoro a The Shoeboat a causa dell'alluvione, vide solo un ragazzino in impermea-bile giallo, un bambino che strillava e si dibatteva contro il ciglio del mar-ciapiede, nell'acqua fangosa che ogni tanto gli lavava la faccia e faceva ri-bollire le sue grida.

  8. L'avatar di paul-paul paul-paulpaul-paul è offline #83
    28-08-05 14:10

    Citazione andrea81
    Spoiler:
    «Volano», ringhiò l'essere, «certo che volano, Georgie, e quando sarai quaggiù con me, tu galleggerai...»
    La spalla di George urtò violentemente il cemento del marciapiede e Dave Gardener, che quel giorno non si era recato al suo posto di lavoro a The Shoeboat a causa dell'alluvione, vide solo un ragazzino in impermea-bile giallo, un bambino che strillava e si dibatteva contro il ciglio del mar-ciapiede, nell'acqua fangosa che ogni tanto gli lavava la faccia e faceva ri-bollire le sue grida.
    ah sì...vabbè....ma georgie non chiede se galleggiano.... ....e per rendere + facile la comprensione nel film hanno scambiato Volerai con Galleggierai in tutte e 2 le frasi.

  9. andrea81andrea81 è offline #84
    28-08-05 14:12

    Citazione paul-paul
    ah sì...vabbè....ma georgie non chiede se galleggiano.... ....e per rendere + facile la comprensione nel film hanno scambiato Volerai con Galleggierai in tutte e 2 le frasi.
    georgi no io mi riferivo al fatto che lo diceva it

  10. L'avatar di paul-paul paul-paulpaul-paul è offline #85
    28-08-05 14:16

    Citazione andrea81
    georgi no io mi riferivo al fatto che lo diceva it
    sì..ok...ma georgie cosa chiede???? mi sembra che chiede se volano .....invece nel film chiede se galleggiano e per il resto della scenetta non viene mai citato il verbo Volare che sarebbe quello corretto

  11. andrea81andrea81 è offline #86
    28-08-05 14:21

    Citazione paul-paul
    sì..ok...ma georgie cosa chiede???? mi sembra che chiede se volano .....invece nel film chiede se galleggiano e per il resto della scenetta non viene mai citato il verbo Volare che sarebbe quello corretto
    Spoiler:

    «Salve, Georgie.»
    George sbatté forte le palpebre e guardò di nuovo. Faticava a credere a quel che vedeva: sembrava il personaggio di una storia, o di quei film nei quali si sa che gli animali balleranno e parleranno. Se avesse avuto dieci anni di più, non avrebbe creduto a quel che vedeva, ma George non aveva sedici anni. Ne aveva sei.
    C'era un clown nello scarico. La luce là dentro era molto fioca, ma ba-stava perché George Denbrough fosse sicuro di quel che vedeva. Era un clown, come quelli del circo o della TV. Per la precisione, era un incrocio fra Bozo e Ciambella, quella (o quello? George non aveva mai capito se era maschio o femmina) che vedeva in un programma per bambini, il saba-to mattina. La faccia del clown nello scarico era bianca e c'erano buffi ciuffi di capelli rossi ai lati della testa pelata e c'era un gran sorriso da pa-gliaccio dipinto sulla sua bocca. Se tutto questo fosse avvenuto solo qual-che anno dopo, George avrebbe certamente pensato a Ronald McDonald prima che a Bozo o Clarabella.
    Il clown aveva in una mano un mazzo di palloncini, di tutti i colori, co-me succulenti frutti maturi.
    Nell'altra teneva la barchetta di carta di George.
    «Vuoi la tua barca, Georgie?» Gli sorrideva.
    George rispose al suo sorriso. Non poté farne a meno, perché quello del clown era un sorriso contagioso. «Certo», rispose.
    Il clown rise. «'Certo.' Mi piace! Ma bene! E un palloncino?»
    «Oh... certo!» Allungò la mano... e la ritrasse malvolentieri. «Non devo accettare regali dagli sconosciuti. Me l'ha detto papà.»
    «Molto saggio, il tuo papà», si complimentò il clown nello scarico, sor-ridendo di nuovo mentre George si domandava: Come ho potuto credere che avesse gli occhi gialli? Erano di un blu vivace e limpido, il colore de-gli occhi di sua madre e di quelli di Bill. «Molto, molto saggio. Vuol dire che mi presenterò. Io, Georgie, sono il signor Bob Gray, altrimenti noto come Pennywise, il Pagliaccio Ballerino. Pennywise, ti presento George Denbrough. George, questi è Pennywise. Ecco, adesso ci conosciamo. Non sono più uno sconosciuto per te e tu non sei uno sconosciuto per me. Giii-iusto?»
    George ridacchiò. «Immagino di sì.» Allungò di nuovo la mano... e la ri-trasse anche questa volta. «Come sei sceso laggiù?»
    «La tempesta mi ha soffiiii-ato via», rispose Pennywise, il Pagliaccio Ballerino. «Tutto quanto il circo ha spazzato via. Lo senti, l'odore del cir-co, Georgie?»
    George allungò il collo. A un tratto sentì odore di noccioline! Noccioline arrostite e ancora calde! E aceto, di quello bianco che si spruzza sulle pata-tine fritte dal forellino nel tappo! E il profumo dello zucchero filato e delle ciambelle che friggevano nell'olio, insieme con l'odore più debole, ma pe-netrante, di sterco di animali selvatici. Sentiva anche l'aroma allettante del-la segatura; tuttavia...
    Tuttavia, sotto sotto, c'era olezzo di alluvione e di foglie in decom-posizione e di scure ombre di fogna. Questo odore era fradicio e marcio. Odore di cantina.
    Ma gli altri erano più intensi.
    «Puoi scommetterci, che lo sento», rispose.
    «Vuoi la tua barchetta, Georgie?» domandò Pennywise. «Te lo chiedo di nuovo perché non mi sembra che ti stia poi tanto a cuore.» Gliela mostrò, sorridendo. Indossava un costume largo, di seta, con grandi bottoni aran-cione. Una vivace cravatta color blu elettrico gli ricadeva mollemente sul davanti e alle mani aveva un paio di guantoni bianchi, come quelli di To-polino e Paperino.
    «Sì, certo», ripeté George, guardando nello scarico.
    «E un palloncino? Ne ho di rossi, verdi, gialli, blu...»
    «Volano?»
    «Se volano?» Il sorriso del clown si allargò. «Oh sì, eccome. Volano! E c'è zucchero filato...»
    George allungò la mano.
    Il clown gli afferrò il braccio.
    E George vide la faccia del clown trasformarsi.
    Ciò che vide allora fu tanto orrido che a confronto le sue più tetre fanta-sie sulla «cosa» in cantina perdevano ogni consistenza: la sua sanità men-tale ne fu distrutta in un sol colpo.
    «Volano!» cantilenò la creatura nello scarico con una voce rauca e ri-dacchiante. Trattenne il braccio di George nella sua presa ferma e viscida e cominciò a tirarlo verso quella terribile tenebra dove l'acqua turbinava e ruggiva tumultuando con il suo carico di detriti verso il mare. George torse il collo per allontanare la faccia da quell'oscurità senza ritorno e cominciò a strillare nella pioggia, a strillare pazzamente nel bianco cielo autunnale che s'incurvava sopra Derry in quel giorno del 1957. I suoi strilli erano stridenti e acuti e in tutta Witcham Street la gente accorse alle finestre.
    «Volano», ringhiò l'essere, «certo che volano, Georgie, e quando sarai quaggiù con me, tu galleggerai...»
    La spalla di George urtò violentemente il cemento del marciapiede e Dave Gardener, che quel giorno non si era recato al suo posto di lavoro a The Shoeboat a causa dell'alluvione, vide solo un ragazzino in impermea-bile giallo, un bambino che strillava e si dibatteva contro il ciglio del mar-ciapiede, nell'acqua fangosa che ogni tanto gli lavava la faccia e faceva ri-bollire le sue grida.
    «Tutto quaggiù vola», bisbigliò la lurida voce sghignazzante e a un tratto ci fu lo schiocco di una lacerazione e contemporaneamente una vampata accecante di dolore, poi George Denbrough non seppe più nulla.

  12. L'avatar di paul-paul paul-paulpaul-paul è offline #87
    28-08-05 15:53

    Citazione andrea81
    Spoiler:


    «E un palloncino? Ne ho di rossi, verdi, gialli, blu...»
    «Volano?»
    «Se volano?» Il sorriso del clown si allargò. «Oh sì, eccome. Volano! E c'è zucchero filato...»
    George allungò la mano.
    Il clown gli afferrò il braccio.
    E George vide la faccia del clown trasformarsi.
    Ciò che vide allora fu tanto orrido che a confronto le sue più tetre fanta-sie sulla «cosa» in cantina perdevano ogni consistenza: la sua sanità men-tale ne fu distrutta in un sol colpo.
    «Volano!» cantilenò la creatura nello scarico con una voce rauca e ri-dacchiante. Trattenne il braccio di George nella sua presa ferma e viscida e cominciò a tirarlo verso quella terribile tenebra dove l'acqua turbinava e ruggiva tumultuando con il suo carico di detriti verso il mare. George torse il collo per allontanare la faccia da quell'oscurità senza ritorno e cominciò a strillare nella pioggia, a strillare pazzamente nel bianco cielo autunnale che s'incurvava sopra Derry in quel giorno del 1957. I suoi strilli erano stridenti e acuti e in tutta Witcham Street la gente accorse alle finestre.
    «Volano», ringhiò l'essere, «certo che volano, Georgie, e quando sarai quaggiù con me, tu galleggerai...»
    La spalla di George urtò violentemente il cemento del marciapiede e Dave Gardener, che quel giorno non si era recato al suo posto di lavoro a The Shoeboat a causa dell'alluvione, vide solo un ragazzino in impermea-bile giallo, un bambino che strillava e si dibatteva contro il ciglio del mar-ciapiede, nell'acqua fangosa che ogni tanto gli lavava la faccia e faceva ri-bollire le sue grida.
    «Tutto quaggiù vola», bisbigliò la lurida voce sghignazzante e a un tratto ci fu lo schiocco di una lacerazione e contemporaneamente una vampata accecante di dolore, poi George Denbrough non seppe più nulla.
    ecco infatti quello che sostenevo

  13. andrea81andrea81 è offline #88
    28-08-05 15:55

    troppo bello sto racconto,peccato che sono troppe pagine da stampare e me lo devo leggere su pc

  14. L'avatar di paul-paul paul-paulpaul-paul è offline #89
    28-08-05 16:26

    Citazione andrea81
    troppo bello sto racconto,peccato che sono troppe pagine da stampare e me lo devo leggere su pc
    fai prima a comprarti il libro..lo trovi a 8e

  15. L'avatar di paler palerpaler è offline #90
    28-08-05 16:36

    Citazione paul-paul
    fai prima a comprarti il libro..lo trovi a 8e
    credo ke se quest'anno nn mi romperanno l'anima dandomi un libro al mese a scuola, leggerò molto volentieri il libro..

    stanotte(stamattina alle 6 piu ke altro ) mi sono messo a vedere la seconda parte, ma mi sono addormentato quando si ritrovano tutti al ristorante...

 
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