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#136
30-08-05 10:59
perchè non è ominata nei libri di scuola?Dauntless
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Giggino Don Perignon ![]()
#139
30-08-05 11:16
Scherzi?L'inno a satana di carducci è presente in molte antologie scolastiche.savior
perchè non è ominata nei libri di scuola?![]()
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Giggino Don Perignon ![]()
#141
30-08-05 12:09
strano.l'ha fatto pure un mio amico seminarista.Non c'è niente di scandaloso in quell'ode.savior
non l'ho mai visto
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cerberus ![]()
#142
30-08-05 12:20
1- Lo avevo intuito, ma da come ne parli sembra che operai e dirigenti appartengano a due razze distinte.Gendo Ikari
1) Non sono sottospecie di uomini, per niente. Siamo tutti uomini. Si chiamano classi. Tutto qui.
2) Scusa, perchè qual'è il problema? Ora te lo chiedo io, l'imprenditore è un superuomo venuto da marte? Non credo. E non credo proprio che quello che fa lui sia qualcosa di sovrumano.
3) Certo, perchè pensi che se in italia il 100% dei lavoratori è laureato, il 100% va a fare dottori, avvocati, chirurghi, politici, etc...? Se esistono gli operai è perchè c'è bisogno di loro, non perchè non possono studiare.
2- No... nessun marziano, solo persone dotate di un particolare talento in un certo ambito.
Sarà che sono metà brianzolo, e metà bergamasco... quindi mi son fatto un'opinione basandomi su ciò che vedo, ma la realtà che ho sotto gli occhi è chiara: una buona metà degli imprenditori locali hanno la terza media esattamente come i loro operai, vengono da una famiglia di contadini esattamente come i loro operai, ma non sono operai. Siccome sono convinto che la foruna non esista, per forza di cose debbo trarre la conclusione che per mettere su un'impresa è necessario un particolare talento.
Opinione rafforzata dalla restante metà degli imprenditori locali: nipoti di contadini e ereditari delle ditte dei padri... ma non del loro talento; e di fatti le Brambilla srl o le Fumagalli snc stanno tutte fallendo.
3- No... non lo credo; in genere finiscono a fare un lavoro impiegatizio. Difficilmente un medico o un ingegere finiscono in fabbrica... poi se uno và a studiare filosofia lo deve mettere in preventivo che nessuna ditta lo pagherà mai perchè sà declamare Kant a memoria.![]()
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IL CONTE ![]()
#143
30-08-05 12:54
Ma perche ragionate per schemi preconcetti...soprattutto gendo, più che "invecchia" e più che utilizza una dialettica arcaica...di qualche scuola comunista degli anni 60
C'è chi eredità la baracca, la fabbrichetta e la grana e se la sputtana in donne, cocaina, macchine debiti etc...
C'è chi parte da zero, si fa il culo per anni e con i primi soldini mette su un'azienda e diventa ricco
Poi c'è chi non ha spirito di iniziativa e si contenta di quello che ha (può essere un signorotto che vive di rendita o un operaio che si contenta di 900euro al mese)
I casi sono tanti... resta il fatto che per i comunisti il nemico è il capitale. Per noi è la salvezza, il feticcio da adorare...anzi, il nostro DIO è il capital gain! tanto che pensavo di farmi fare una medaglia da appendere al collo alla 50cent yo-yo con il simbolo del $
C'è il 90% delle persone che è nullatenente o quasi...noi non creiamo niente. Noi possediamo!
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Gendo Ikari ![]()
#144
30-08-05 12:58
1- Le razze non esistono. Le classi si. Ma non mi fraintendere, non è certo un bene. Non a caso sono comunista. Io lotto per una società senza classi, affinché gli uomini, tutti, possano vivere in pace senza conflitti di nessuna natura. Ma ora devo vedere la realtà, e ora le classi esistono e hanno interessi contrapposti, indipendentemente da quanto ne siano consapevoli.cerberus
1- Lo avevo intuito, ma da come ne parli sembra che operai e dirigenti appartengano a due razze distinte.
2- No... nessun marziano, solo persone dotate di un particolare talento in un certo ambito.
Sarà che sono metà brianzolo, e metà bergamasco... quindi mi son fatto un'opinione basandomi su ciò che vedo, ma la realtà che ho sotto gli occhi è chiara: una buona metà degli imprenditori locali hanno la terza media esattamente come i loro operai, vengono da una famiglia di contadini esattamente come i loro operai, ma non sono operai. Siccome sono convinto che la foruna non esista, per forza di cose debbo trarre la conclusione che per mettere su un'impresa è necessario un particolare talento.
Opinione rafforzata dalla restante metà degli imprenditori locali: nipoti di contadini e ereditari delle ditte dei padri... ma non del loro talento; e di fatti le Brambilla srl o le Fumagalli snc stanno tutte fallendo.
3- No... non lo credo; in genere finiscono a fare un lavoro impiegatizio. Difficilmente un medico o un ingegere finiscono in fabbrica... poi se uno và a studiare filosofia lo deve mettere in preventivo che nessuna ditta lo pagherà mai perchè sà declamare Kant a memoria.
2- Questo non è sempre vero. Ti risulta che le aziende non falliscano mai? E che quando falliscono è sempre per colpa della sfortuna? Tu stesso mi dici che non esiste, e allora? Allora tra gli imprenditori ci sono plotoni di incapaci, come da tutte le altre parti. Innumerevoli sono gli esempi in cui il babbo fa l'azienda, la passa al figlio e questo la fa fallire, o analoghi. Questo ci dimostra inequivocabilmente come l'imprenditore non è saggio e furbo in quanto imprenditore. E ci dimostra anche che se sai saggio e furbo NON SEMPRE diventi imprenditore. Quante persone ci saranno al mondo furbe e intraprendenti? Una marea. L'1% di essi saranno imprenditori.
Ma basta pensare ad una cosa, per fare un esempio. Bisognerà essere furbi e intraprendenti per essere rivoluzionari? Cavolo, certo! E mille volte di più di un imprenditore! Ma nè Lenin, nè Trozki, nè Castro, nè migliaia di militanti, etc... etc... erano imprenditori. Allora scendiamo dai luoghi comuni. L'imprenditore è uno che ha i soldi e che quindi può investirli. Il 90% delle volte il capitalista delega gli investimenti a terze parti. Anche questo va valutato.
3- Si ma io ti dicevo un'altra cosa. Se tutti in italia fossero laureati, TUTTI avrebbero un lavoro da laureati? Certo che no, sarebbe impossibile.
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Gendo Ikari ![]()
#146
30-08-05 13:14
Il capitalismo ha delle caratteristiche. Ovvio, altrimenti non sarebbe un sistema economico. Tale caratteristiche creano delle situazioni particolari.savior
quali sarebbero le classi che esistono oggi di grazia?
Una fabbrica, un padrone, un lavoratore. Il lavoratore viene pagato dal padrone per creare beni di cui non sarà proprietario. Il padrone accumula capitali e li investe, per assumere altri lavoratori, impossessarsi di altri capitali, etc...
Cosa rende un lavoratore lavoratore e un padrone un padrone? I rapporti di produzione instaurati tra di essi all'interno del sistema produttivo.
Il salario dell'operaio è quantitativamente e qualitativamente diverso dal guadagno del padrone. Il primo è una parte della ricchezza prodotta dall'operaio, che il padrone gli rida per permettergli di vivere e di consumare, il secondo è il resto della ricchezza prodotta dall'operaio. Questi rapporti di produzione creano due classi, il lavoratore e il capitalista.
Il lavoratore non investe e non può farlo, perchè non ha capitale. Il capitalista non lavora e non può farlo, perchè lui raccoglie capitale. Gli interessi del primo sono di avere un salario migliore, di lavorare di mento (essere meno sfruttato), di essere più libero, più felice. Gli interessi del secondo sono di far lavorare di più l'operaio, pagandolo di me, tagliando i costi il più possibile, etc...
Le due classi hanno interessi contrapposti.
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Gendo Ikari ![]()
#149
30-08-05 13:26
Escludiamo l'eccezione che conferma la regola, come il tuo vicino (se mi dai nome e cognome, o al massimo nome della ditta e luogo è meglio, perchè non è che ti creda tanto...). Comunque tolte le eccezioni, il capitale del padrone dell'800 è uguale al capitale del padrone di oggi. Mi sembrava di essermi spiegato perfettamente, visto che ti ho già risposto indirettamente nel post di prima.savior
e da dove lo hanno tolto il capitale i "padroni"? oggi intendo, non nell'ottocento... mi spiego... da dove lo ha tolto il capitale il mio vicino di casa che era un mezzo morto di fame e che ora ha un'impresa con tanto di dipendenti?
Comunque, cosa vende un capitalista? Beni. Prodotti da chi? Dall'operaio. E su questo non potete dire un cavolo. Agnelli non era in fabbrica a produrre le fiat. La ricchezza del capitalista proviene dai beni prodotti dall'operaio. Punto e basta. Una parte di questa ricchezza, minima, viene restituita a chi l'ha prodotta, sotto forma di salario. Questo è necessario altrimenti nessuno comprerebbe macchine e nessuno potrebbe mangiare.
Dal "plusvalore", cioè quella parte di ricchezza prodotta dall'operio e tenuta dal capitalista, si origina il capitale. E non ci sono altre spiegazioni plausibili e logiche.
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Gendo Ikari ![]()
#150
30-08-05 13:28
Queste sono contorsioni causate dall'astrusità del capitalismo, ma se ci pensi bene questo non è possibile.savior
ah... visto che esistono solo il lavoratore e capitaliasta... come lo classifichi l'imprenditore che ha capitale ma non ha dipendenti?
Tu ti riferisci all'azionario, allo speculatore. Ebbene le azioni non sono altro che "pezzetti di fabbrica". Se tu hai il 20% delle azioni della FIAT, significa che i lavoratori della FIAT sono al 20% tuoi lavoratori. E si ritorna a bomba.