Discussione: [3]Credete in DIO?

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  1. L'avatar di Doc Manhattan Doc ManhattanDoc Manhattan è offline #226
    25-10-10 23:21

    Se fosse conoscibile non sarebbe dio. E' interessante notare come un simile concetto, che di fatto è un postulato, risulti del tutto logico sia da un punto di vista fideistico sia matematico. In effetti, non è forse la matematica un linguaggio divino?
    Comunque, il fatto di non essere conoscibile implica che dio sia almeno in parte fuori dal mondo fisico, e pertanto libero dalle sue leggi. Se fosse totalmente conoscibile perderebbe il suo valore di sovrannaturalità. Tutto questo, comunque, lo suppongo e basta, perchè non ho le competenze necessarie. Ad esempio c'è il 'deus sive natura' spinoziano che apparentemente contraddice la tesi di sopra, anche se una simile visione di dio non nega per forza il suo essere stato creatore, e quindi un momento antecedente la creazione in cui dio era fuori dal mondo perchè effettivamente il mondo non c'era. Ma ripeto, non ne so abbastanza e mi limito a ipotizzare.
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  2. L'avatar di Link @ Link @Link @ è offline #227
    25-10-10 23:24

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    Se fosse conoscibile non sarebbe dio. E' interessante notare come un simile concetto, che di fatto è un postulato, risulti del tutto logico sia da un punto di vista fideistico sia matematico. In effetti, non è forse la matematica un linguaggio divino?
    Comunque, il fatto di non essere conoscibile implica che dio sia almeno in parte fuori dal mondo fisico, e pertanto libero dalle sue leggi. Se fosse totalmente conoscibile perderebbe il suo valore di sovrannaturalità. Tutto questo, comunque, lo suppongo e basta, perchè non ho le competenze necessarie. Ad esempio c'è il 'deus sive natura' spinoziano che apparentemente contraddice la tesi di sopra, anche se una simile visione di dio non nega per forza il suo essere stato creatore, e quindi un momento antecedente la creazione in cui dio era fuori dal mondo perchè effettivamente il mondo non c'era. Ma ripeto, non ne so abbastanza e mi limito a ipotizzare.
    quello che dico io e che stiamo discutendo su una definizione di dio che abbiamo dati noi stessi apriori senza sapere nulla, questa definizione avendola data noi perche non possiamo modificarla noi? e se ci fossiamo sbagliati tempo e fa e dovessimo correrreggerla?
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  3. L'avatar di Doc Manhattan Doc ManhattanDoc Manhattan è offline #228
    25-10-10 23:33

    Eh guarda, che l'abbiamo data noi la definizione sarei pure d'accordo, ma prova a spiegarlo ai fedeli
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  4. L'avatar di Link @ Link @Link @ è offline #229
    25-10-10 23:40

    su questo non saprei cosa rispondere.. io comunque non sento il dovere di far smettere di credere chi ne ha bisogno, se una persona ha davvero bisogno di qualcosa a cui aggrapparsi, meglio che abbia questo appiglio seppure a un concetto dall'uomo stesso creato, piuttosto che niente..
    secondo me questo è l'unico ruolo della religione: aiutare chi senza di essa non ha niente.. il resto si può sostituire con altro... questo dal mio punto di vista..
    quando mi chiedono perche penso di essere fuori dalla religione e perche me ne voglio tenere fuori, rispondono sempre che è perche non ne ho bisogno, e venendo a mancare l'unico fine che vedo nella religione, per me risulta di troppo..
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  5. L'avatar di Doc Manhattan Doc ManhattanDoc Manhattan è offline #230
    26-10-10 00:56

    Sono d'accordo. La religione, nell'animale uomo, è un ottimo sostituto dell'istinto. Non intendevo infatti dire che i religiosi andrebbero convertiti, anzi, buon per loro.
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  6. Leader del Forum #231
    26-10-10 01:37

    Ragionare intorno a Dio potrebbe sembrare, il più delle volte, a conti fatti, una perdita di tempo. Ma ci sono momenti in cui un uomo, o meglio l'uomo sensibile, il pensatore, si sente nudo di fronte alla grandezza del cosmo, e non può fare a meno di riflettervi. Ho visto questo topic, e non ho potuto fare a meno di pensare a Dio, alla vita dopo la morte, a quello in cui credo.

    Non è facile per me giungere alla conclusione, dal momento che so benissimo di non poter sapere, non in questo. I miei pensieri si confondono continuamente: un giorno sono un ateo convinto di vivere lo spirito dionisiaco della vita, allegro e compiaciuto della sua potenza; il giorno dopo sono il messaggero di Dio, la guida delle anime pie, il primo tra i giusti. Dovrei trovare un equilibrio, ma non ci riesco.

    L'unica sensazione che certamente mi coglie, se provo a darmi una qualche risposta, è un profondo sentimento d'angoscia, di inquietudine.

    Penso che credere in Dio sia un po' avere una speranza sincera. Io voglio crederci: quando penso che morirò, che tutti quelli che conosco moriranno, che tutti quelli che mi conoscono e mi ricorderanno dopo la mia morte, moriranno anch'essi, mi sovviene alla mente, in modo limpido, l'idea condivisibile ch'io sia l'essere più insignificante dell'Universo. E provo a darmi pace con un senso non definito di giustizia: le anime che nel profondo, al di là d'ogni contesto pertinente il mondo reale, sono buone, è giusto che continuino ad esistere. E' una illusione, una nostalgia. Voglio credere che i giusti, i vinti di questo mondo, siano i vincitori dell'altro; voglio credere che un Dio esista, che un giorno tutto questo avrà un senso, che i miei nemici andranno all'inferno, che ci andrò io per non star loro vicini, anche se dovessi essere spedito in Paradiso a calci in culo.

    La mia prigione è il mio corpo: sento di essere rinchiuso in uno spazio troppo piccolo per me. E' questa sensazione che potrebbe delineare l'esistenza di un'anima che vuole uscire, che non vuole arrendersi alle leggi biologiche, che andrà avanti dopo la morte.

    Ma non mi sognerei mai di imporre la mia speranza al mio prossimo: c'è chi si accontenta dell'idea che la vita sia una sola, che sia solo questa, che tutto dopo finisca. Chi lo sa, magari loro saranno gli unici a cui non sarà data la possibilità di vivere in eterno; magari hanno ragione, ma a questo punto finirei col cadere in Pascal.

    Sento di aver fatto un ragionamento a metà, perdonatemi.
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  7. L'avatar di *"Lord"* *"Lord"**"Lord"* è offline #232
    26-10-10 14:56

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    Non è facile per me giungere alla conclusione, dal momento che so benissimo di non poter sapere, non in questo. I miei pensieri si confondono continuamente: un giorno sono un ateo convinto di vivere lo spirito dionisiaco della vita, allegro e compiaciuto della sua potenza; il giorno dopo sono il messaggero di Dio, la guida delle anime pie, il primo tra i giusti. Dovrei trovare un equilibrio, ma non ci riesco.
    Mi dica figliolo, da quanto tempo vede Dioniso e Apollo danzare assieme?

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    Penso che credere in Dio sia un po' avere una speranza sincera. Io voglio crederci: quando penso che morirò, che tutti quelli che conosco moriranno, che tutti quelli che mi conoscono e mi ricorderanno dopo la mia morte, moriranno anch'essi, mi sovviene alla mente, in modo limpido, l'idea condivisibile ch'io sia l'essere più insignificante dell'Universo. E provo a darmi pace con un senso non definito di giustizia: le anime che nel profondo, al di là d'ogni contesto pertinente il mondo reale, sono buone, è giusto che continuino ad esistere. E' una illusione, una nostalgia. Voglio credere che i giusti, i vinti di questo mondo, siano i vincitori dell'altro; voglio credere che un Dio esista, che un giorno tutto questo avrà un senso, che i miei nemici andranno all'inferno, che ci andrò io per non star loro vicini, anche se dovessi essere spedito in Paradiso a calci in culo.
    Complimenti, lei è Cristiano...



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    La mia prigione è il mio corpo: sento di essere rinchiuso in uno spazio troppo piccolo per me. E' questa sensazione che potrebbe delineare l'esistenza di un'anima che vuole uscire, che non vuole arrendersi alle leggi biologiche, che andrà avanti dopo la morte.

    ...ad indirizzo kantiano.


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    Ma non mi sognerei mai di imporre la mia speranza al mio prossimo: c'è chi si accontenta dell'idea che la vita sia una sola, che sia solo questa, che tutto dopo finisca. Chi lo sa, magari loro saranno gli unici a cui non sarà data la possibilità di vivere in eterno; magari hanno ragione, ma a questo punto finirei col cadere in Pascal.
    E se invece di finire ricominciasse daccapo? Pensaci!



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    Sento di aver fatto un ragionamento a metà, perdonatemi.
    Ti perdono solo perchè so che tu sei disposto a fare lo stesso con me

    Mi sento così... sporco dopo averlo scritto
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  8. L'avatar di Zegreat ZegreatZegreat è offline #233
    26-10-10 22:25

    io credo in Dio ed anche alla vita dopo la morte..
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