Parte VII - La morte di Gesù
I Vangelo, come sappiamo, furono scritti intorno al 68-74 d.c., durante l'insurrezione degli Ebrei. Roma aveva appena finito di combattere questa sanguinosa guerra, i Vangeli erano scritti per un pubblico romano-greco quindi era del tutto naturale che i Giudei venissero rappresentati come malvagi. Perciò la parte avuta dai Romani nella morte di Gesù andava rivista e corretta, Ponzio Pilato, romano, andava descritto come un uomo onesto, serio e tollerante che accettò con riluttanza la Crocifissione. Quindi gli evangelisti si presero una bella libertà nel modificare la storia, tuttavia non avendola vissuta direttamente, lasciarono alcuni importanti particolari che permettono di ricostruire il ruolo dei romani.
Ma che ruolo ebbero i Romani nella Crocifissione? Un uomo sposato, con legittime pretese al trono, con figli destinati a formare una dinastia, rappresentava una minaccia seria e grave, possibile che i Romani stessero a guardare?
Secondo i Vangeli, Gesù viene inizialmente condannato dal sinedrio, il consiglio degli anziani giudei, che poi lo conducono davanti a Pilato e gli chiedono di pronunciarsi contro di lui.
Nei Tre Vangeli, Gesù viene arrestato e condannato dal sinedrio nella notte di Pasqua e il tutto si svolge di notte.
Ma tutta la vicenda è piena di errori madornali fatti da chi ha scritto i Vangeli ed è evidente che non conosceva le usanze di quei tempi. Secondo la legge giudaica il sinedrio non poteva riunirsi per Pasqua, di notte e in case private o in qualunque altro luogo che non fosse dentro il recinto del Tempio. Nei Vangeli il sinedrio sembra non abbia l'autorità per condannare Gesù a morte ed è per questa ragione che viene condotto davanti a Ponzio Pilato. Ma il Sinedrio l'autorità di condannare a morte qualcuno l'aveva eccome però per lapidazione, non per crocifissione.
Perciò se il sinedrio avesse voluto condannare a morte Gesù avrebbe potuto farlo per lapidazione e l'intervento di Pilato non sarebbe stato necessario.
I Vangeli fanno un altro grossolano tentativo di scagionare Roma da ogni responsabilità quando Pilato si mostra disponibile a liberare un prigioniero scelto dalla folla. Secondo i Vangeli di Marco e Matteo era un'usanza della festa di Pasqua. Peccato che questa usanza non sia mai esistita, i Romani non la adottarono mai quindi l'offerta di liberare Gesù o Barabba(probabilmente suo figlio...) è pura invenzione.
Tuttavia quando si trova davanti a Pilato Gesù viene condannato a morte per crocifissione. Da notare che la crocifissione veniva usata solo gli uomini rei di delitti contro l'impero. Quindi se Gesù fu crocifisso doveva aver fatto qualcosa per attirarsi la collera di Roma. Lo stesso Pilato lo chiama Re dei Giudei e anche sulla Croce verrà messo questo simbolo quindi ancora una volta viene confermato il fatto che Gesù fosse un agitatore politico, legittimo pretendente al trono e pertanto doveva esser eliminato dai Romani perchè costituiva una minaccia politica.
I resoconti fatti nei Vangeli sono pieni di incongruenze per cui analizziamo i particolari della Crocifissione.
I romani avevano una procedura molto precisa e rigida per la Crocifissione. Il condannato, dopo la sentenza, veniva flagellato al fine di indebolirlo. Poi, tramite cinghie(e raramente per chiodi) gli venivano fissate le braccia alle estremità di un palo di legno e quindi condotto fino al luogo dell'esecuzione. Qui veniva sollevato e fissato ad un palo verticale.
Il condannato, appeso per le mani, non avrebbe potuto respirare a lungo per colpa della pressione sul torace, a meno che anche i piedi non fossero fissati al palo verticale.
Un uomo in queste condizioni ci metteva due o tre giorni a morire, in alcuni casi anche una settimana, morte che arrivava per sete o fame(non per le ferite quindi) oppure per setticemia causata dai chiodi.
*
Voglio fare una piccola digressione dicendo che i chiodi venivano fissati ai polsi, non nei palmi della mano. Se fossero stati fissati alle mani il peso del corpo avrebbe squartato la mano e fatto cadere a testa in giù il condannato, se fissato per i piedi. E' curioso notare che nella credenza popolare i chiodi vengano fissati nelle mani, guardacaso proprio dove la gente dice di avere le stigmati, nel posto errato dunque! Se fossero davvero espressione della sofferenza che provò Gesù dovrebbero apparire nei polsi, non nei palmi delle mani. Dunque una falsa credenza produce le stigmati nel posto sbagliato, sono convinto che se tutti sapessero dove realmente venivano fissati i chiodi comparirebbero stigmati ai polsi. Curioso no?
*
Questa lunga sofferenza poteva esser alleviata spezzando le gambe e le ginocchia perchè quando non c'era più nulla a sostenere il corpo, la pressione sul torace diventava insostenibile e il condannato moriva per asfissia. Non era quindi un atto sadico, ma un atto di misericordia, per dare una morte rapida al condannato, per evitargli una lunga agonia. Questo è proprio quello che stanno per fare a Gesù i carnefici, prima di venir fermati. Quindi vi era il tentativo iniziale di far morire subito Gesù per non farlo soffrire che viene bloccato perchè si vuole che Gesù viva a lungo e soffra a lungo. Un'altro indizio che fa intendere la volontà di non far morire subito Gesù è il fatto che i suoi piedi furono fissati al palo in modo da alleviare la pressione sul torace. Quindi avrebbe dovuto sopravvivere per due o forse tre giorni.
Invece Gesù nel giro di poche ore muore; addiruttura nel Vangelo di Marco lo stesso Pilato si stupisce della rapidità della morte( Marco 15:44).
Allora per cosa è morto? Di sicuro non per la lancia visto che nel Quarto Vangelo(tutti gli studiosi di tutto il mondo ritengono all'unanimità che solo il Quarto Vangelo sia basato su un racconto della Crocifissione fatto da un testimone oculare, per cui più autentico,preciso e accurato degli altri Tre) viene detto che era già morto quando gli viene inferta la ferita ( Giovanni 19:33).
Appare quindi inspiegabile la sua rapida morte e altrettanto sospetta. Infatti muore appena prima che gli spezzino le gambe, in questo modo realizzando una profezia dell'Antico Testamento. Ma questa non è la prima volta che Gesù cerca di ricalcare il Messia dell'Antico Testamento(ricordate l'asino di Gerusalemme? Il piano fatto a tavolino per realizzare una profezia che agli occhi del popolo sarebbe apparsa come miracolosa, aumentando di molto la fama di Gesù) anzi parecchi studiosi moderni ammettono che Gesù modellò la sua vita su quelle profezie che annunciavano la venuta di un Messia. Quindi appare una morte 'opportuna'.
Nel Quarto Vangelo Gesù dice di aver sete, così gli viene offerta una spugna imbevuta di aceto. e questo episodio appare anche negli altri Vangeli. Generalmente l'evento viene interpretato come l'ennesima sadica irrisione nei cofronti di Gesù. Ma era davvero così? L'aceto o vino inacidito è uno stimolante e ha effetti non dissimili da quelli dei sali da fiuto. All'epoca veniva usato per rianimare gli schiavi sfiniti a bordo delle galere. In un uomo all'estremo delle sue forze l'aceto causerebbe una momentanea ripresa dell'energia. Invece appena assorbe il contenuto della spugna, dice le sue ultime parole e "rende lo spirito". Una reazione simile causata dall'aceto è fisiologicamente inspiegabile. Tuttavia sarebbe comprensibile se la spugna fosse stata imbevuta di un soporifero composto di oppio o di belladonna, sostanze tipicamente usate a quei tempi per quegli scopi.
Ma perchè dare a Gesù un soporifero?? L'unica spiegazione razionale è che la Crocifissione facesse parte di un ampio progetto di Gesù, questo stratagemma avrebbe fatto passare per morta una persona che era ancora viva. In questo modo Gesù si sarebbe salvato e al tempo stesso avrebbe realizzato le profezie riguardanti il Messia dell'Antico Testamento. Per questo Gesù prevede la sua morte e la sua resurrezione : aveva già tutto calcolato, voleva che andasse così per rispettare la profezia.
Ma ci sono altri elementi anomali nella sua crocifissione.
Secondi i Vangeli Gesù viene crocifisso in un luogo chiamato 'Golgota', il luogo del teschio.
Una tradizione più tarda(quindi non per forza autentica) si riferisce ad una collina fuori Gerusalemme. Tuttavia sono gli stessi Vangeli a contraddire questa ipotesi.
"Ora, nel luogo dove è stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora deposto". Quindi non una collina spoglia e deserta e in un luogo pubblico, ma in un casa privata, che aveva una tomba privata. Secondo Matteo(23:49) la casa e la tomba appartenevano a Giuseppe d'Arimatea, uno dei più ricchi mercanti del Medio Oriente dell'epoca e seguace segreto di Gesù(secondo tutti i Quattro Vangeli ma non solo,anche secondo documenti contemporanei dei Vangeli)
La tradizione popolare indica la Crocifissione come un evento pubblico ma non è vero. Secondo Matteo, Luca, Marco i presenti, incluse le donne, assistevano da lontano. Sembra evidente che la Crocifissione non fu un avvenimento pubblico ma privato, in una casa privata con poche persone scelte ad assistervi, mentre il popolo veniva tenuto a distanza.
Molti studiosi moderni sostengono a ragione che il luogo fosse l'Orto di Getsemani. Se esso era di proprietà di Giuseppe si spiega il motivo per cui Gesù, prima della Crocifissione, potesse servirsene liberamente. Ovviamente una crocifissione privata lascia spazio ad un eventuale inganno e il popolo, tenuto a gran distanza come ci confermano i Vangeli, non avrebbe potuto veder bene che veniva crocifisso veramente.
Certamente un inganno del genere avrebbe richiesto la connivenza di Pilato o di un uomo molto importante nell'amministrazione romana. Ed è molto facile che questa connivenza ci fosse.
Il Pilato storico, quello reale, autentico, ben diverso da quello descritto nei Vangeli per i motivi citati sopra, era un individuo crudele, tirannico, corrotto e corruttibile. Non avrebbe esitato a risparmiare la vita a Gesù in cambio di una grande somma di denaro e la promessa che non ci sarebbero state altre agitazioni politiche.
Quali fossero le sue reali intenzioni non si sa ma si sa che fu direttamente coinvolto nella vicenda : riconosce la pretesa al titolo di Re dei Giudei a Gesù, quindi sapeva molto, partecipa alla crocifissione e mostra stupore, finto o reale, per la rapida morte di Gesù ma cosa ben più importante è che permette a Giuseppe d'Arimatea di portare via il corpo di Gesù.
E' importantissimo questo fatto, tutto ruota attorno ad esso! Secondo la legge romana di quei tempi ad un uomo crocifisso veniva negata la sepoltura! Anzi venivano messe guardie per impedire ai parenti di portare via il corpo, che doveva restare li appeso alla croce, finendo per esser divorato dagli avvoltoi. Invece clamorosamente Pilato infrange la legge e permette a Giuseppe di portare via subito il cadavere, a conferma della sua complicità con l'inganno. E' altrettanto importante notare che nella versione originale greca del Vangelo di Marco quando Giuseppe chiede il cadavere utilizza la parola 'soma', parola che indica esclusivamente un corpo vivo, mentre Pilato gli risponde usando la parola 'ptoma', che significa cadavere. Nelle traduzioni successive si cambiò apposta la parola usata da Giuseppe perchè creava imbarazzo e poneva i dubbi citati sopra. Quindi secondo il testo greco Giuseppe chiede il corpo di un vivo e Pilato gli da quello che crede, o finge di credere, un cadavere.
Oltre alla straordinaria concessione di Pilato è altrettanto strano il fatto che sia Giuseppe ad avanzare quella richiesta. Perchè lo fa lui? Se era un seguace segreto difficilmente avrebbe potuto avanzare la richiesta senza rivelarsi ed esporsi; a meno che Pilato non sapesse già tutto o vi fossero altri fattori favorevoli a Giuseppe. Si sa poco su di lui, era sicuramente fra gli uomini più ricchi di quella zona, era membro del sinedrio ed è quindi evidente la sua enorme influenza, tanto da condurre le trattative con Pilato e a far crocifiggere Gesù nel suo appezzamento di terra privato con tomba annessa. Ed è molto probabile che Giuseppe d'Arimatea fosse un parente di Gesù.
Ed ecco il quadro completato:
Gesù era un re-sacerdote, aristocratico, legittimo pretendente al trono, e aveva intrapreso un tentativo di riconquistare l'eredità che gli spettava. Nato in Galilea, tradizionale nemica di Roma, aveva avuto numerosi sostenitori nobili, ricchi ed influenti in tutta la Palestina, addirittura un membro del sinedrio, che poteva esser suo parente. E intanto a Betania c'era il centro operativo, c'era sua moglie e i parenti di sua moglie. Li risiedeva prima di entrare a Gerusalemme trionfalmente, li aveva creato il centro del suo culto misterico, li aveva accresciuto il numero dei suoi seguaci eseguendo iniziazioni rituali, inclusa quella di suo cognato Lazzaro.
Ovviamente un aspirante re-sacerdote avrebbe attirato le ira di Roma e di alcuni gruppi giudaici, come i sadducei, in più Gesù diede più volte prova di esser un agitatore politico quindi è comprensibile l'interesse di Roma. Uno o l'altro gruppo o entrambi riuscirono a sventare il suo tentativo di salire al trono ma non riuscirono ad eliminarlo. Grazie alle sue conoscenze influenti e all'appoggio di un militare corrotto, avrebbe inscenato una falsa crocifissione in un territorio privato accessibile a pochi mentre il resto della folla lo avrebbe visto come un Messia. Numerosi documenti come le pergamene di Nag Hammadi e del Mar Morto narrano una storia diversa della crocifissione da quella dei Vangeli; un sostituto prese il suo posto o fu proprio lui stesso ad inscenare la sua morte come ho descritto sopra; in entrambi i casi al calar della notte il corpo fu trasportato in una tomba li vicina(e privata) dalla quale, dopo un giorno o due, scomparve miracolosamente.
Gesù, trasportato nella tomba da Giuseppe, avrebbe avuto neccessità di cure mediche e quindi sarebbe stato presente un guaritore esseno(gli esseni erano famosi per le lorto arti curative,i più stimati in tutta la Palestina, Gesù stesso come ho dimostrato ne faceva parte o ne aveva ricevuto gli insegnamenti, quindi la sua arte guaritrice era frutto delle sue conoscenze terrene, non divine), al tempo stesso un emissario doveva restare li per fungere da intermediario fra Gesù e i suoi discepoli che erano all'oscuro di tutto( questo perchè facevano parte del livello interiore, solo i membri del livello superiore, parenti come Maria Maddalena,Lazzaro e persone come Giuseppe ne erano a conoscenza). Avrebbe dovuto rassicurare gli ignari seguaci ed evitare che contro i Romani venissero rivolte accuse di profanazione. Ed è interessante notare che gli esseni portavano vesti di lino bianco, molto rare a quei tempi, al contrario di quanto viene visto al cinema e in tutti e i quattro Vangeli viene vista una figura biancovestita. In Matteo è un angelo che porta un 'vestito bianco come la neve' (28:3), in Marco è 'un giovane vestito d'una veste bianca' (16:5), Luca dice 'due uomini..in vesti sfolgoranti' (24:4) e nel Quarto Vangelo 'due angeli in bianche vesti'. Quindi l'angelo visto altro non è che un esseno.
Ora non voglio occuparmi di che fine fece Gesù, una volta guarito, se scappò con Maria e Lazzaro nel sud della Francia o andò in esilio da qualche altra parte anche se ci sono alcuni testi non presenti nella bibbia che ne parlano(i rotoli di Nag Hammadi, i rotoli del Mar Morto, sicuramente più validi dei Vangeli perchè non furono rielaborati dai romani), mi bastava dire che ci sono forti possibilità che non morì realmente sulla croce. E che Gesù fu un uomo straordinario ma pur sempre un uomo, con le sue debolezze e le sue ambizioni di quel periodo. Che fosse davvero Dio sceso in terra non sta me dirlo ma non sta neanche a nessun altro su questa terra. Lui non si definiva così e a me tanto basta, se altri vogliono vederci altro liberi di farlo