Ok, tanto per farci quattro risate:
Stavo sfogliando uno dei vecchi Topolini di mia madre, il numero 1288 dell'8 Agosto 1980 (più di sei anni prima che io nascessi...) quando m'imbatto in questa lettera spedita alla rubrica di posta "Qui...Paperino, quack!" a cura, credo, di Carla Tanara. E' di una certa Elena, una proto-otaku

che, in breve, scrive che le piacerebbe molto avere tanti amici come quelli che ha "Candy-Candy", fedeli, "che ti capiscono, che ti difendono" etc. (già il fatto che abbia mandato una lettera su un anime a Topolino fa pensare...).
La piccola (ammesso che lo fosse) chiude specificando di voler essere chiamata Mayumi.
Nella risposta, oltre ad ignorare la richiesta ed a sput**nare il nome della piccola lettrice, viene detto quanto segue:
"Anch'io ho seguito e seguo questi cartoni animati giapponesi. Oh, sì, eccome. Ma io credo che questi personaggi siano troppo perfetti. Troppo giudiziosi, capiscono troppo, difendono troppo, aiutano troppo... Io preferisco Minni, Clarabella, Paperina, Chiquita... che sono 'ragazze' normali con i loro centomila difetti e qualità autentiche".
Mi chiedo se qualcuno abbia abbia avvertito Amuro Rei che "difendeva troppo". Si sarebbe risparmiato molta fatica!
E poi, per favore, potreste lobotomizzarli, questi maledetti protagonisti degli anime? Capiscono troppo!
E' questa la differenza tra manga e fumetti? I protagonisti dei fumetti sono più umani?
