Thuram: "La Juve non si rilasserà"
Il francese convinto: "Pensiamo solo a non distrarci anche se il vantaggio è buono. Di Canio? Sono cose che danno un'immagine sbagliata dell'Italia"
TORINO, 14 dicembre 2005 -
Giocare come se si fosse a pari punti con Milan e Inter, non sottovalutare mai nessun avversario e scendere in campo sempre e soltanto per vincere. Sono questi i punti fermi di una Juventus padrona del campionato e in piena corsa per la Champions League. Lilian Thuram avverte la Lazio: a Roma i bianconeri punteranno ai tre punti e alla 15ª vittoria su 16 partite in campionato.
"Per il momento le cose vanno bene, siamo sempre concentrati e sappiamo bene che Inter e Milan possono ancora recuperarci - ha detto il francese -. Faremo bene anche su un campo difficile come l'Olimpico. La Lazio ce la metterà tutta, contro la Juve tutte le squadre vogliono fare una grande partita - prosegue il difensore francese - ma noi non abbiamo paura; ogni gara è una sfida diversa, negli spogliatoi non si parla dei punti di vantaggio che abbiamo su Milan e Inter ma c'è la stessa voglia di vincere di sempre. Anche quando vinciamo una partita, di Champions o di campionato, sappiamo che non abbiamo ancora nulla da festeggiare, la stagione è lunga".
Le polemiche di questi giorni non sembrano ancora finite, Lilian Thuram si schiera contro il saluto romano di Di Canio: "Non sapevo delle parole di Dabo, ma se lui ha parlato vuol dire che conosce il personaggio. Spesso quando sono in Francia mi chiedono come faccio a giocare in Italia, dicono che ogni domenica succedono episodi strani. Io rispondo che non è così, in tv spesso sono le immagini più brutte a fare il giro del mondo ma il campionato italiano non è come si vede da fuori. I gesti come quello di Di Canio sono cose strane - ammette Thuram - credo che siano i giocatori a dover dare il buon esempio a pubblico e tifosi, ognuno di noi deve avere un comportamento giusto e lasciare idee e ideologie fuori dal campo. Io voglio soltanto giocare a calcio,lo sport più bello che c'è".
E' una Juve forte ma anche determinata come non mai, lo dimostra il fatto che contro il Cagliari i bianconeri hanno continuato a giocare e cercare il gol anche sul 4-0: "Sarebbe sbagliato accontentarsi di qualsiasi risultato. Noi giocatori non abbiamo molta scelta, conoscete tutti Capello - sorride il difensore juventino -. Il mister è sempre molto chiaro con noi, cerchiamo di deluderlo il meno possibile. A questo punto della stagione, l'anno scorso, eravamo sicuramente più stanchi, ma la vittoria dello scudetto ci ha dato sicuramente molta fiducia. Buffon? Giorni fa un bambino mi ha chiesto se Gigi era fuori a causa della sua ragazza. Scherzi a parte credo sia fastidioso un infortunio al piede quando tutti, lui compreso, si aspettavano il rientro in squadra. Ma tra poco tornerà anche lui".
L'ultima battuta è sulla nazionale francese: "In Italia c'è la mentalità di vincere, non importa come. Spesso si riesce a vincere anche non giocando alla grande, in Francia ad esempio non succede. Non è un caso che quando la Francia ha vinto i Mondiali nel '98 molti di noi giocavano in Italia".
Grande il nostro vicecapitnao Lilian