E'un bel discorso. Tante belle parole in fila ordinata, aforismi pirotecnici, proselitismo e retorica... ma fa effetto.
E' facile sparare accuse a caso, è facile provare rabbia nei confronti dell'infelicità altrui, è facile dare dello sfigato ad un monitor.
L'importante è che noi siamo felici, che ci dimostriamo forti, che mostriamo di essere "arrivati", di avere quello che desideriamo, di non avere problemi. A quel punto possiamo arrogarci il diritto di attaccare l'infelicità altrui, in quanto minacciosa per la nostra condizione di serenità.
D'altronde è un comportamento istintivo dell'uomo: l'uomo tende ad allontanare ciò che ritiene potenzialmente dannoso. Non si chiede il perchè, semplicemente lo fa. Al limite cerca, inutilmente, di giustificarsi... o autoconvincersi di qualcosa.
Al limite ricorre alla filosofia, al senso comune, a qualunque appiglio "credibile". Le filosofie dell'egoismo e dell'immanenza, dell'attaccamento alla realtà concreta, fanno molto comodo al nostro Io quando ha bisogno di autoconvincersi. E in questo topic sento la puzza di questo morbo, quello che si potrebbe chiamare "la malattia del superuomo".
Ma questa è un'altra storia.
Di discorsi ad effetto e di leader autoproclamati con annesso piedistallo, direi che non ce n'è bisogno.
Il discorso è semplicemente questo: non tutti sono felici, e la sofferenza fisica non è necessariamente più terribile di quella psicologica. Ci sono tante diverse ragioni per avere problemi di questo genere, specialmente nell'età adolescenziale, per ovvie ragioni. In questi momenti, uno sfogo o un consiglio sono sempre utili, a prescindere dal mezzo utilizzato. Non c'è niente di ridicolo o di disprezzabile nella sofferenza, a prescindere dalle cause... anche se è facile, per chi non ha idea di cosa sia, parlare diversamente.
In certi momenti il forum, come un qualunque altro mezzo di comunicazione, può essere un ottimo posto per chiedere consigli, per confrontarsi, per avere un incoraggiamento... anche perchè non è sempre possibile ottenere tutto questo nella vita di tutti giorni. Spesso risulta impossibile, se non abbiamo la fortuna di conoscere qualcuno capace di ascoltare. Tutti parlano e urlano (anche qui, sul forum), ma quanti ascoltano?
Se non riusciamo a capire ed a comprendere il perchè di certi "sfoghi" su internet, significa che siamo ottusi, che non pensiamo con la nostra testa ma con la testa dei pregiudizi. Al limite, siamo tecnofobi inconsapevoli. Un post, una telefonata, uno sfogo in pubblico o un pianto sono esattamente la stessa cosa, assolvono allo stesso bisogno imprescindibile dell'uomo.
A noi fa comodo svilire gli altri per la loro debolezza. Così facendo, esaltiamo la nostra forza. Il nostro modello mentale, egocentrico ed iperindividualista, ci dice di fare così.
I consigli di "uscire", di vivere la vita reale, sono sempre veri e validi. Ciò non significa, però, che ci sia sempre possibile trovare nel mondo, al primo colpo, ciò di cui abbiamo bisogno.
Detto questo, non serve soffrire per essere "sfigati"... giudicare gli altri utilizzando se stessi come unità di misura è più che sufficiente.