HURGHADA (EGITTO) - Un incendio e' scoppiato almeno tre ore prima del naufragio sul traghetto colato a picco la notte tra giovedi' e venerdi' nel mar Rosso, secondo quanto hanno indicato dei sopravvissuti. ''Due ore dopo la nostra partenza (dal porto saudita di Duba) un fumo denso ha cominciato a uscire dai motori'', ha dichiarato all'Afp Raafat al Sayyed, un egiziano di 34 anni, secondo il quale i membri dell'equipaggio hanno chiesto ai passeggeri di salire sul ponte per consentire loro di spegnere le fiamme.
''Ma l'incendio e' proseguito a lungo e l'equipaggio continuava a dire che lo avrebbe domato'', ha detto Kamel Mohammad Abdel Askari, 48 anni, anch'egli egiziano. La nave, hanno precisato i sopravvissuti incontrati all'ospedale generale di Hurghada, sul mar Rosso, ha proseguito la traversata inclinata sul lato sinistro, prima di colare a picco repentinamente in meno di dieci minuti.
A bordo della 'Al Salam Boccaccio 98' c'erano circa 1.400 persone quando e' affondata al largo del porto egiziano di Safaga - sua meta di arrivo - vicino a Hurghada, 600 km a sud est del Cairo. Il numero dei sopravvissuti e' per ora di circa 314 persone, mentre finora sono stati recuperati 185 cadaveri. Lo ha indicato un funzionario locale.
Stanno svanendo stamani le speranze di trovare vive le circa 900 persone date per disperse. Il generale Mahfouz Taha, capo dell'Autorita' portuale del mar Rosso, ha dichiarato che i soccorsi continueranno, ma una fonte vicina alle operazioni ha detto che le speranze stanno svanendo: "Non ci si aspetta di trovare molti sopravvissuti - ha affermato - perche' e' passato molto tempo dal naufragio".
Elicotteri e imbarcazioni hanno perlustrando il Mar Rosso alla ricerca di sopravvissuti tra i passeggeri, quasi tutti egiziani, inclusi un centinaio di membri di equipaggio, e sauditi di ritorno dalla Mecca. A bordo ci sarebbe stato anche un cittadino americano. Nessun italiano.
Il traghetto 'Al Salam 98', partito dal porto di Dubah in Arabia Saudita, sarebbe dovuto arrivare a Safaga, circa 600 chilometri a sud del Cairo, verso le 2.30 locali (1.30 ora italiana). La guardia costiera ha perso i contatti con la nave nella tarda serata di giovedi', non ci sono stati messaggi di Sos. Le condizioni atmosferiche non erano buone ieri nel Mar Rosso, con piogge e vento molto violenti. A bordo del traghetto, che dovrebbe avere una decina di anni, c'erano per lo più egiziani emigrati in Arabia Saudita per lavoro, oltre a sauditi e sudanesi.
La nave, che trasportava anche automobili e camion (rispettivamente 22 e 16) ed era partita da Gedda via Dubah, aveva una stazza di 6.650 tonnellate e poteva trasportare 1.400 passeggeri, secondo il sito della società egiziana proprietaria el Salam Maritime Trasnsport. Il ministro dei Trasporti egiziano ha escluso che la nave fosse sovraccarica. Un traghetto simile, 'Al Salam 95', è affondato nel Mar Rosso lo scorso ottobre dopo una collisione con un mercantile cipriota. In quell'occasione, la gran parte di passeggeri vennero salvati.
La nave della Marina militare italiana 'Vedetta', che fa parte del dispositivo della Mfo, la Forza multinazionale nel Sinai, ha mollato gli ormeggi dal porto di Sharm per dirigersi verso la zona del mar Rosso dove è affondato il traghetto per partecipare alle operazioni di soccorso.
NAVI ITALIANE RECUPERANO 7 PERSONE VIVE
Le due navi della Marina Militare italiana che partecipano alle operazioni di soccorso nel Mar Rosso hanno recuperato nel corso della notte sette persone vive e un cadavere. Le ricerche dei naufraghi, che si sono finora svolte in condizioni di mare difficili, intanto continuano. Sei superstiti si trovano ora a bordo del pattugliatore Vedetta, che aveva mollato gli ormeggi nel primo pomeriggio di ieri e che sta per tornare alla base. L'altro naufrago, ed il cadavere, sono invece sul pattugliatore Sentinella, che per il momento resta nella zona del disastro.
Le ricerche si sono protratte per tutta la notte in condizioni particolarmente difficili: il mare, infatti, e' forza 4. Le due navi militari fanno parte del contingente italiano della MFO, la forza multinazionale presente nel Sinai dal 1982 per vigilare sul rispetto degli accordi di pace di Camp David. La loro base e' Sharm El Sheik, dove e' presente anche un altro pattugliatore. Complessivamente, gli uomini della Martina Militare che partecipano alla missione MFO sono 75.
PROTESTA PARENTI VITTIME A SAFAGAPER MANCANZA INFORMAZIONI
Almeno cinquecento parenti delle vittime del naufragio di un traghetto egiziano, affondato sul Mar Rosso la notte tra giovedi' e venerdi', hanno rotto i cordoni della polizia che circondavano la banchina e hanno preso d'assalto il porto di Safaga per protestare contro la mancanza di notizie. Le famiglie delle 1.400 persone a bordo dello 'el Salam Boccaccio 98', fra cui cento uomini d'equipaggio, erano tenute nell'area riservata ai pellegrini fuori dal porto di Safaga, dove la nave era attesa per venerdi' notte.
La gente urlava, chiedendo informazioni. Un ufficiale di alto grado e' intervenuto per leggere la lista dei sopravvissuti, finora 389 secondo la Mena, ma c'e' molta confusione. Gli ospedali parlano solo di decine di persone arrivate vive. Il traghetto e' affondato in alto mare, apparentemente dopo che era scoppiato un incendio a bordo. Al momento la situazione e' tornata calma a Safaga, riferiscono testimoni oculari.
Fonte: Ansa (
Articolo)
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A questo punto è chiaro che si sia trattato di un'errore umano di enormi proporzioni. Come può essere stata questa gente abilitata a comandare e gestire una nave? Mah....
Mi spiace per le vittime. *