Credo conveniamo tutti sul fatto che l'arte sia la perfezione assoluta.
L'arte, tuttavia, non può essere classificata: non si può, secondo me, dire COSA sia arte e cosa non lo sia.
Dispute ancestrali sono avvenute nel corso dei secoli per questa precisa motivazione e, tuttavia, pur essendo passati anni e anni, una risposta OGGETTIVA non si è ottenuta.
Basti pensare a Manzoni che mise in un barattolo le sue feci, e definì il tutto "arte" (proprio per criticare questa idea che vedeva l'arte come un "prodotto" e l'artista come un "artigiano")
Ovviamente cataloghiamo come arte la scultura, la pittura e specialmente (almeno io) la musica.
Però, l'arte trasmette qualcosa o è fine a sé stessa? L'arte non ha come compito proprio quello di "trasmettere"? Secondo me sì...e chiunque guardi un quadro e si senta smarrito, chiunque ascolti un particolare brano e si senta preda di mille emozioni è colui che, secondo me, è appena riuscito a divenire un tutt'uno con "l'arte".
La matematica è una forma in cui identifico l'arte: essa è ordine e caos (pensate ai numeri irrazionali o alla tavola dei numeri casuali), è completa, è perfetta.
Questa descrizione calza a pennello anche per la Natura. La Natura, con la sua armonia, con la sua perfezione, con la sua matematicità e razionalità, con il suo fascino, con i suoi misteri....essa rasenta maggiormente, accanto la matematica, la mia idea di perfezione, e in quanto tale, la ritengo arte, forse proprio con la "A" maiuscola.
Vorrei citare a tale proposito, uno scrittore che credo voi tutti conosciate.
Una persona [...come definirla? diciamo "amica" o forse "musa", come direbbe qualcun altro...boh?] m'ha dato l'opportunità di leggere questa citazione, che subito mi ha colpito, rendendo lei felice...
Comunque, ecco la citazione che esprime pienamente il mio punto di vista:
"Una cosa mi sembra sempre strana e incomprensibile,più trascinante di tutte le
domande e le azioni dello spirito umano:come un albero possa innalzarsi verso il
sole e come i venti,senza rumore,posino in una valle,come gli uccelli trovino la
strada nel cielo azzurro.
Quest´eterno mistero e quest´immensa Bellezza ci stringe il cuore in maniera
così umiliante e dolce al tempo stesso che dobbiamo deporre la nostra superbia e
sentirci,con orgoglio e modestia, ospiti dell´Universo." Hesse