Neisecolifedele
Non lo sminuisce infatti, la speranza sta in quello, "ha fine ma non ha realmente fine, nulla di ciò che sono stato è perduto nell'oblio".
A volte penso sia un peccato che si debba smettere di amare. Credo sia questo che intendi. Ma poi capisco che il presente è l'unica cosa che mi appartiene e per cui l'unica vita possibile che posso vivere e per analogia amo già per sempre.
Non è che ci sia bisogno di chissàcchè al di fuori della vita, io dico che si ha bisogno proprio della Vita, la quale sento sta venendo molto spesso trasfigurata in surrogati depressivi, pressandola al livello della "lampadina accesa e lampadina spenta"...quindi di una situazione che prescinde dalla speranza, "l'uomo con la presa di corrente"...acceso= luce, spento= buio, nient'altro al di fuori di questo. E' orribile, non convieni?
E' chiaro che è orribile, ma non può essere altrimenti.
E' il pensiero umano (di un vivente) a renderlo tale. Il nulla non ha nulla, nemmeno un cervello per rendersi conto di essere nulla.
Non sapendo cosa c'è dopo la morte si vive nell'incertezza.
Solo se ci si perde tempo a chiederselo
Se non c'è nulla, come in un sonno senza sogni, allora la vita di per se non ha alcun significato e il vivere per inerzia è proprio di tutti gli uomini in quanto sono solo delle semplici (si fa per dire semplici) concatenazioni di atomi.
Non ho bisogno di del futuro per trovare un motivo per ridere oggi.
Non vedo perchè debba essere una cosa a dare un senso ad un'altra.
Se c'è qualcosa, l'unica possibilità è credere e affidarsi a qualche Dio cadendo però nel paradosso della religione.
Il vivere d'inerzia è l'equivalente nel credere nel nulla, ma a questo punto sarebbe meglio morire in quanto la sofferenza di altre persone non è che una cosa momentanea che giungerà cmq alla fine in un'inutile vita.
La mia inerzia consiste nel rassegnarmi a vivere quello che qualcuno (compreso nessuno) mi proporrà.