Discussione: Oriente....

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  1. L'avatar di Death_Master Death_MasterDeath_Master è offline #46
    03-03-06 16:41

    Citazione MaXX_XxX
    sanzo posta qualcosa se vuoi
    anke xkè io nn ho fonti da cui prendere spunto
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  2. L'avatar di Sanzo59 Sanzo59Sanzo59 è offline #47
    03-03-06 16:53

    sanzo posta qualcosa se vuoi
    davvero posso? benissimo, io sono un appassionato di samurai per cui...
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  3. L'avatar di Sanzo59 Sanzo59Sanzo59 è offline #48
    03-03-06 16:54

    Samurai

    Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.


    Vai a: Navigazione, cerca

    Samurai in armi (circa 1860)


    La parola giapponese samurai deriva da un verbo, saburau, che significa servire o tenersi a lato ed indica un guerriero del Giappone feudale. Un termine più appropriato sarebbe bushi (letteralmente: guerriero), che risale all'epoca Edo.
    Attualmente il termine viene usato per indicare la nobiltà guerriera (non, ad esempio, gli ashigaru o i fanti). I samurai che non servivano un daimyō o perché era morto o perché ne avevano perso il favore, erano chiamati rōnin.
    I samurai costituivano una classe colta, che oltre alle arti marziali, direttamente connesse con la loro professione, praticava arti zen come il cha no yu o lo shodo. Col tempo, durante l'era Tokugawa persero gradualmente la loro funzione militare. Verso la fine dell'era Tokugawa, i samurai erano essenzialmente burocrati dello shōgun, e la loro spada veniva usata soltanto per scopi cerimoniali. Con la riforma Meiji (tardo XIX secolo) la classe dei samurai fu abolita in favore di un esercito nazionale in stile occidentale. Ciò nonostante, il bushidō, rigido codice d'onore dei samurai, è sopravvissuto ed è ancora, nella società giapponese odierna, un nucleo di principi morali e di comportamento che parallelamente, nelle società occidentali, è costituito da principi etici di derivazione religiosa.
    Indice

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    Etimologia

    La parola samurai ha avuto origine nel periodo giapponese Heian, quando era pronunciata saburai, e significava "servo" o "accompagnatore". Fu soltanto nell'epoca moderna, intorno al periodo Azuchi-Momoyama e al periodo Edo del tardo XVI e XVII secolo che la parola saburai mutò in samurai. Per allora, il significato si era già modificato da tempo.
    Durante l'era di più grande potere dei samurai, anche il termine yumitori (arciere) veniva usato come titolo onorario per un guerriero, anche quando l'arte della spada divenne la più importante. Gli arcieri giapponesi (vedi arte del kyūjutsu) sono ancora fortemente associati con il dio della guerra Hachiman.
    Questi sono alcuni termini usati come sinonimo di samurai.
    • Buke - un appartenente ad una famiglia militare. un suo membro;
    • Mononofu- termine arcaico per "guerriero";
    • Musha - abbreviazione di Bugeisha, letteralmente "uomo delle arti marziali";
    • Shi - pronuncia sinogiapponese del carattere che comunemente si legge samurai
    • Tsuwamono - termine arcaico per "soldato", fatto celebre da un famoso haiku di Matsuo Basho; indica una persona valorosa;
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    Armi


    Foto ricordo con figuranti in costume da samurai (1880 circa)


    I samurai usavano una grande varietà di armi. Nel periodo Tokugawa si diffuse l'idea che l'anima di un samurai risiede nella katana che porta con sé, a seguito dell'influenza dello Zen sul bujutsu; a volte i samurai vengono descritti come se dipendessero esclusivamente dalla spada per combattere. Raggiunti i tredici anni, in una cerimonia chiamata Genpuku, ai ragazzi della classe militare veniva dato un wakizashi e un nome da adulto, per diventavare così vassalli, cioè samurai a tutti gli effetti. Questo dava loro il diritto di portare una katana, sebbene venisse spesso assicurata e chiusa con dei lacci per evitare sfoderamenti immotivati o accidentali. Insieme, katana e wakizashi vengono chiamati daisho (letteralmente: "grande e piccolo") ed il loro possesso era la prerogativa del buke.
    La prima arma ausiliaria dei samurai fu l'arco e non fu modificata per secoli, fino all'introduzione della polvere da sparo e del moschetto nel XVI secolo. Un arco giapponese era un'arma molto potente: le sue dimensioni permettevano di lanciare con precisione vari tipi di proiettili (come frecce infuocate o frecce di segnalazione) alla distanza di 100 metri, arrivando fino a 200 metri quando non era necessaria precisione.

    Ideogramma Samurai.


    Veniva usato solitamente a piedi, dietro un tedate, un largo scudo di legno, ma poteva essere usato anche a cavallo. La pratica di tirare con l'arco da cavallo divenne una cerimonia Shinto detta Yabusame. Nelle battaglie contro gli invasori Mongoli, questi archi furono l'arma decisiva, contrapposti agli archi più piccoli e alle balestre usate dai cinesi e dai mongoli.
    Nel XV secolo, anche la lancia (yari) divenne un'arma popolare. Lo yari tese a rimpiazzare il naginata allorquando l'eroismo individuale divenne meno importante sui campi di battaglia e le milizie furono maggiormente organizzate. Nelle mani dei fanti o ashigaru divenne più efficace di una Katana, soprattutto nelle grosse cariche campali. Nella battaglia di Shizugatake, in cui Shibata Katsuie fu sconfitto da Toyotomi Hideyoshi (da allora anche noto come Hashiba Hideyoshi) i cosiddetti "Sette Lancieri di Shizugatake" ebbero un ruolo cruciale nella vittoria.
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    La pratica dell'Harakiri

    Ormai entrata nel linguaggio comune occidentale, l'harakiri (da "hara" ventre e "kiru" tagliare) meglio noto in Giappone come seppuku, kappuku o altre denominazioni, è il suicidio d'onore dei samurai. Alcune volte praticato volontariamente per svariati motivi, il più delle volte era una condanna a morte che non disonorava. Infatti il condannato, vista la sua posizione nella casta militare, non veniva giustiziato, ma invitato o condannato a togliersi da solo la vita, praticandosi con un pugnale una ferita orizzontale profonda all'addome, di una gravità tale da provocarne la morte. Per preservare ancora di più l'onore del samurai, un compagno, previa promessa all'amico, decapitava il samurai appena dopo che egli si era inferto la ferita all'addome, per fare in modo che il dolore non sfigurasse il volto del fiero soldato.La parola seppuku appunto entrò nell' uso comune per indicare questa forma "addolcita" di harakiri,che veniva considerato il gesto estremo poichè il guerriero si lasciava morire in una profonda agonia. Nel 1889, con la costituzione Meiji l'harakiri venne abolito come forma di punizione e scomparì definitivamente in Giappone.
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    I precetti di un Samurai


    Il samurai Miyamoto Musashi


    I samurai seguivano un preciso codice d'onore sintetizzato da molte opere, la piu` famosa delle quali e` l'Hagakure di Yamamoto Tsunemoto I precetti fondamentali possono essere sintetizzati come segue:
    • Gi la decisione giusta ed equanime, l'atteggiamento giusto, la verita`. Quando si deve morire, bisogna morire. Rappresenta la risolutezza, la corretta strada da percorrere, il concetto del "Qui e ora"
    • Yu l'abilita`, sia tecnica che umana: il coraggio tinto di eroismo.
    • Jin l'amore universale, la benevolenza verso tutta l'umanita`, verso tutte le persone verso tutti gli individui
    • Rei il retto comportamento, l'osservanza delle regole e della disciplina
    • Makoto la sincerita` totale, universale, in ogni occasione della vita.
    • Meiyo l'onore e la gloria sul cambo di battaglia e nella vita.
    • Chugi la devozione e la lealta`, verso il proprio padrone, verso i propri compagni e fratelli.
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    Sakura - il ciliegio


    Fiori di ciliegio


    Oggi assunto a simbolo di tutte le arti marziali, venne adottato dai samurai quale emblema di appartenenza alla propria classe. Nell' iconografia classica del guerriero il ciliegio rappresenta insieme la bellezza e la caducità della vita: esso, durante la fioritura, mostra uno spettacolo incantevole nel quale il samurai vedeva riflessa la grandiosità della propria figura avvolta nell'armatura, ma è sufficiente un' improvviso temporale perché tutti i fiori cadano a terra, proprio come il samurai può cadere per un colpo di spada infertogli dal nemico. Il guerriero, abituato a pensare alla morte in battaglia non come un fatto negativo ma come l'unica maniera onorevole di andarsene, riflettè nel fiore di ciliegio questa filosofia. Un antico verso ancora oggi ricordato è "hana wa sakuragi, hito wa bushi" (花は桜木人は武士) che tradotto significa "tra i fiori il ciliegio, tra gli uomini il guerriero".
    Ricavato da "http://it.wikipedia.org/wiki/Samurai"
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  4. L'avatar di MaXX_XxX MaXX_XxXMaXX_XxX è offline #49
    03-03-06 17:28

    riesci a trovare info su musashi miyamoto??
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  5. L'avatar di MaXX_XxX MaXX_XxXMaXX_XxX è offline #50
    03-03-06 20:39

    sanzo cmq ottime le notizie che hai dato sui samurai...continua così...se puoi..
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  6. L'avatar di PsicoEroe PsicoEroePsicoEroe è offline #51
    03-03-06 20:48

    Riguardao al ciliegio è tutto giusto, in più una leggenda narra che i fiori fossero inizialmente bianchi, ma un giorno un uomo venne ucciso e per farne sparire il corpo lo seppellirono sotto un ciliegio, ma il suo sangue macchiò i petali che assunsero quella tonalità per sempre...
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  7. L'avatar di Sanzo59 Sanzo59Sanzo59 è offline #52
    03-03-06 21:17

    sanzo cmq ottime le notizie che hai dato sui samurai...continua così...se puoi..
    certo senza alcun dubbio, mi interessa molto la loro dottrina e le loro tecniche di combattimento e se lo trovo vorrei comprarmi un libro
    e cerco notizie di miyamoto
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  8. L'avatar di Sanzo59 Sanzo59Sanzo59 è offline #53
    03-03-06 21:18

    Musashi Miyamoto (宮本武蔵 - Miyamoto Musashi) (1584-19 maggio 1645) fu forse il più grande spadaccino della sua epoca. Fu istruito all'uso delle armi dal padre Munisai, che era uno spadaccino riconosciuto dallo shogun, mentre al suo sviluppo spirituale contribuì anche il monaco zen Takuan Soho amico di Yagyu Munemori, famoso maestro di spada. A soli 13 anni ebbe il suo primo duello mortale.
    A 29 anni, dopo ben sessanta duelli vittoriosi, si ritirò per dedicarsi alla meditazione e allo studio. A 50 anni era divenuto un maestro riconosciuto di calligrafia, pittura, scultura, poesia e forgiatura.
    Forse il suo duello più celebre fu quello combattuto contro Kojiro Sasaki, detto Ganryu, nel 1612, sull'isola di Funa-jima. Il duello ebbe così tanta rinomanza che ora quest'isola porta il nome di Ganryu-jima.
    La sua opera più nota Il libro dei cinque anelli (五輪の書, Go Rin No Sho), conosciuto anche come Il libro degli elementi o Il libro dei cinque elementi, è la sintesi di tutta la sua esperienza. L'opera è divisa in cinque parti, con riferimento agli elementi costitutivi dell'universo secondo la cultura Buddhista: terra, acqua, fuoco e aria. Più un quinto elemento: il vuoto. Il libro della Terra tratta in generale l'arte della spada; quello dell'Acqua descrive specificamente le tecniche della scuola fondata dall'autore; quello del Fuoco le tecniche di combattimento; quello dell'Aria le tecniche delle altre scuole; l'ultimo, il libro del Vuoto, espone le conclusioni filosofiche dell'insegnamento: come una volta raggiunto l'apice della tecnica si debbano dimenticare le regole e agire con la più grande spontaneità istintuale. L'insegnamento è in linea con le massime della filosofia zen
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    Opere

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    Curiosità

    Esiste un manga che narra la storia di Miyamoto ispirandosi al suo libro, "Vagabond", di Takehiko Inoue (edito in Italia dalla Panini Comics).
    Esiste anche un romanzo di Eiji Yoshikawa (attualmente edito in Italia dalla Rizzoli, Ed. Superbur) che racconta, in versione romanzata, la sua vita. La versione italiana non è integrale: sono "solo" 840 pagine.
    In Giappone sono molte le opere cinematografiche che hanno Musashi come protagonista. Una delle ultime è una miniserie TV del 2003 che ha anche un pizzico di opera italiana al suo interno: la colonna sonora è di Ennio Morricone.
    ecco qua
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  9. L'avatar di PsicoEroe PsicoEroePsicoEroe è offline #54
    03-03-06 21:22

    Vagabond non è ispirata al libro di Musashi (che non narra la sua vita infatti), ma al romanzo di Yoshikawa
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  10. L'avatar di Sanzo59 Sanzo59Sanzo59 è offline #55
    03-03-06 21:24

    Vagabond non è ispirata al libro di Musashi (che non narra la sua vita infatti), ma al romanzo di Yoshikawa
    scusate per le sbagliate informazioni
    Rispondi con Citazione 

  11. L'avatar di PsicoEroe PsicoEroePsicoEroe è offline #56
    03-03-06 21:25

    Citazione Sanzo59
    scusate per le sbagliate informazioni
    Figurati, era solo una precisazione

    Oltre al Giappone però anche la Cina e molte altre nazioni stanno in "Oriente", come la Corea, la Thailandia...
    Nessuno sa niente?
    Rispondi con Citazione 

  12. L'avatar di Sanzo59 Sanzo59Sanzo59 è offline #57
    03-03-06 21:29

    Figurati, era solo una precisazione

    Oltre al Giappone però anche la Cina e molte altre nazioni stanno in "Oriente", come la Corea, la Thailandia...
    Nessuno sa niente?
    a dire la verità la cosa che mi interessa di più in assoluto è il Giappone cmq una bella leggenda cinese è il viaggio verso ovest
    Rispondi con Citazione 

  13. L'avatar di PsicoEroe PsicoEroePsicoEroe è offline #58
    03-03-06 21:34

    Citazione Sanzo59
    a dire la verità la cosa che mi interessa di più in assoluto è il Giappone cmq una bella leggenda cinese è il viaggio verso ovest
    Yeah!
    Viaggio In Occidente rox!

    Aspoettavo solo che ne parlasse qualcun altro perchè lo cito sempre io

    http://www.liberliber.it/biblioteca/...g_en/index.htm

    Da questo link puoi scaricartelo con la traduzione in italiano, quella buona, non quella dalla versione USA censurata che è uscita negli anni '50

    Sun Wukong

    Conoscete Il Romanzo Dei Tre Regni?
    E' quello su cui si basa Dynasty Warriors
    Bellissimo, ma niente in italiano, al massimo inglese
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  14. L'avatar di Sanzo59 Sanzo59Sanzo59 è offline #59
    03-03-06 22:36

    io ce l'ho italiano ma sul computer, ma nn riesco a leggerlo
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  15. L'avatar di PsicoEroe PsicoEroePsicoEroe è offline #60
    03-03-06 22:51

    Citazione Sanzo59
    io ce l'ho italiano ma sul computer, ma nn riesco a leggerlo
    Io me lo sono fatto stamapare in tipografia

    Ho speso un capitale, ma ne è valsa la pena, le avventure del gruppo sono fantastiche

    "Che stai facendo Porcellino?"
    "Ormai è finita, non riusciremo mai a scalare la montagna! Io scavo la fossa per il maestro, Sabbioso divide i bagagli e tu ammazzalo così si risparmia le sofferenze..."
    "E se ti accarezzassi al testa col mio bastone?"
    "Chiedo scusa, chiedo scusa!"
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