Tuco Benedicto Pacifico
Se non ti scoccia l''intromissione, qualcuno te lo citerei io come esempio.
Dico solo qualcuno perché onestamente richiamare a memoria tutte le stonature su quasi dodici ore di pellicola totali è impresa proibitiva, specie considerando il fatto che solo l'altro ieri stavo riguardando Il ritorno del Re (extended) e ricordo di aver trovato particolari di cattivo gusto a cadenza recgolare di circa 5 minuti.
Il vero problema, per inciso, non ritengo siano i tagli, seppur mi fugga la necessità di tagliare parti di storia valide in favore di aggiunte stonate. Il problema è lo svilimento, la banalizzazione, l'appiattimento, della caratterizzazione di personaggi e dialoghi.
Si potrebbe quasi dire che prima ancora dei cambiamenti netti, le cose irritanti nel film sono quelle riportate QUASI integralmente, ma rovinate all'ultimo con quella frase da Steven Segal completamente fuori posto, quel dettaglio stonato, quell'atteggiamento spaccone da action movie americano inadeguato alla battuta e alla situazione, come anche la drammatica rivisitazione di alcuni personaggi.
Gimli oltre a essere un guerriero valoroso era anche un gran personaggio nel libro, e gl ispettavano battute di ben altro spessore nel croso della storia. Invece è stato trasformato nelal mascotte di un gruppo heavy metal, una triste macchietta per il pubblico, una parodia di se stesso. Niente della sua solennità e fierezza è rimasto.
Elrond era un uomo benevolo e ben differente dal mezz'elfo xenofobo raffigurato da Jackson, curiosamente simile negli atteggiamenti all'Agente Smith da cui ha preso in prestito il volto. Dettaglio fastidioso ma tutto sommato tralasciabile, visto lo scarso rilievo che la sua parte ha nella storia.
Arwen era una dama, la più bella delle fanciulle elfiche, la Stella del Mattino. Curiosamente s'è sentita la necessità di trasformarla in santo curatore e in principessa guerriera.
La composizione della compagnia dell'Anello: uno dei passaggi più belli del romanzo, lunghi dialoghi, retroscena intricati e svariate fonti d'informazione a confronto per la prima volta in quella sala d'assemblea. nel film per forza di cose andava tagliata, ma viene ridotta a una buffa lite tra condomini e la formazione della compagnia decisa su criteri tipo "morra cinese".
Il vero punto BASSO del primo film: Frodo offre l'anello a Galadriel. passo MAGNIFICO, dialoghi di primissimo livello, liricità alle stelle. Il film svilisce il tutto con grotteschi e inutili effetti speciali (visivi e sonori) togliendo tutta l'attenzione dal monologo di Galadriel.
L'esorcismo di Theoden re di Roahn. In origine nel libro si puà leggere di questo stregone dal cipigli osevero che si confronta con un re avvelenato dalle parole del suo consigliere, lo ammonisce, gli ricorda ciò che è stato e riesce a reinstillare in lui la fiducia. Il film ci propone questo bizzarro tizio biancovestito che si presenta ammiccando come il più gigione dei Panariello davanti al fratello barbuto di Karol Wojitla e con la sola imposizione delle mani lo trasforma nel cugino biondo di Sean Connery.
Aragorn arruol a l'esercito dei morti. In origine si presenta come Re e discendente di Isildur, rinfaccia ai maledetti il loro giuramento e il loro debito con la fierezza e la formalità di un sire medievale, e li costringe a seguire la sua via. Nel film lo vediamo presentarsi in mezzo ai fantasmi e pronunciare spcconate appena un gradino sotto quelle di Ash di Army of Darkness, per poi fare lo "scherzone" finale: nonl 'aveva ancora detto ma lui ha la spada, lo devono seguire perché è Re. Bah.
Il povero Denethor: un personaggio meraviglioso. Questo contrasto tra la saggezza e la potenza dei suoi giorni gloriosi (definito dallo stesso Gandalf "un vecchio terribile" suo pari)e l'instabilità che l'influenza di Sauron sta portando nella sua mente lo rende uno dei personaggi più sfaccettati e interessanti del romanzo. Denethor è un uomo assennato e ocnsio delle proprie responsabilità, sebbene la sua saggezza e la sua lucidità vadano man mano offuscandosi poiché rabbia e paura lo accecano. Quello che ci offrel ap ellicola è un vecchio in preda a bulimia e senilità, che del senno dell'originale non conserva niente. Perfino la magnifica scena del colloquio a tre con Gandalf e Pipino viene ridotta a uno scambio insisignificante di due battute insipide. Quando poi gandalf lo atterra ocn le 100 staffate di Hokuto e prende comando della città volevo quasi piangere.
A voler continuare, credimi, di esempi simili ce ne sarebbero quasi di innumerevoli.
Sintetizzando potrei idre che hanno trasformato un magnifico romanzo inglese in un fracassonissimo filmone americano, per chi sa leggere tra le righe la differenza tra le due opere è tutta qui.
Come detto altrove, nell'adattamento da libro a pellicola delle scelte andavano fatte per forza. Per me Jackson le ha sbagliate quasi tutte.