Carrot
A - Ok, fregatene pure. Ma un gioco che appartiene a un genere (e Oblivion non è nato per essere un gioco "misto", ma è stato annunciato come TES3 senza le lacune di TES3, quando in realtà è TES3 con tutte le sue lacune più altre del tutto inedite) e non rispetta i canoni di quel genere non è di qualità per lo stesso motivo che ti ho spiegato nell'esempio musicale di prima. Vai a dire a un fan del punk che i Green Day sono punk e poi vediamo che ti risponde
B - Si sta discutendo e dedichiamo la nostra energia alla discussione. In altri momenti la indirizziamo verso altro. Non è che in questo momento tu ci stia mettendo meno dedizione di noi nella tua difesa, eh

Ovvio che ognuno si diverte come meglio crede (l'ho anche già scritto): proprio in virtù di questo, ho libertà di affermare che il gioco in questione non m'ha divertito per niente perché è privo degli elementi che mi fanno divertire, o sono obbligato a farmelo piacere perché è stato deciso così?
C - Un'ultima questione: perché gli appassionati di strategia che amano lambiccarsi il cervello possono farlo con Victoria o Europa Universalis, mentre noi appassionati di GDR che amiamo lambiccarci il cervello dobbiamo rassegnarci a un appiattimento sullo stile di Bimbominkioblivion?
Se confrontiamo le versioni base, sia Vincenzo Beretta nel suo confronto fra i 3 big di quest'anno (TESIV, Gothic3 e NWN2) che tu adesso ti dimentichi che Oblivion apporta ottimi miglioramenti al gameplay della serie TES, e mi riferisco a decenti sistemi di combattimento e stealth, oppure alle gratifiche di abilità. Ok che un gioco di ruolo nella sua forma più pura deve testare solo ed esclusivamente le abilità del personaggio e non quelle del giocatore, ma ritengo solo un bene il fatto che la serie si sia allontanata da un "il risultato della somma di lancio di dado e abilità del personaggio dev'essere maggiore del tasso di difficoltà insito nell'azione svolta, universalmente applicato per ciascuna abilità".
Che poi a questo allontanamento a me gradito si affianchi una perdita di contenuto e profondità interpretativa, ovvio, non mi sta bene. Ed è anche vero che non sempre si riesce a rendere divertente E sensato e coerente l'uso di una abilità (vedi il minigioco di Persuasione, pessimo, di Oblivion).
Ma di per sè, intraprendendo questa strada Oblivion ha migliorato aree lacunose di Morrowind. Il combattimento, appunto, o l'Intelligenza artificiale (niente di straordinario, ma pur sempre migliore di quella di Morrowind base). E se gli attori fossero stati moltissimi e i dialoghi già pieni di testo vario per tutti i png e di ramificazioni nelle missioni, lo stesso parlato sarebbe un grandissimo impreziosimento rispetto a TESIII.
La sua grafica, poi, è sì un elemento di contorno, ma aiuta l'immersione, indubbiamente (però, praticamente rovinata, devo purtroppo aggiungere, da un pessimo sfruttamento per via della povertà estrema della varietà di ambientazioni (quasi assente, direi)).