a) ti ho già spiegato che la storia è PRESENTE (ancora) almeno fino a quando resterà la parola di chi le cose le ha vissute!!! e la parola la si trasmette e se ci si crede la si trasmette pura!!!
b) avevo promesso di cercare altre fonti sul delitto Matteotti ed eccone una altra (questa volta il sito non è di parte)
Articolo tratto da
GIORNALE DELLA SERA
11 Giugno 2004
Matteotti e il pozzo di Tramutola
Agli inizi degli anni Ottanta viene "scoperto" in Basilicata un enorme giacimento di petrolio, il più grande del nostro continente. Scoperto per modo di dire La presenza dell'oro nero in Basilicata risale, in realtà, a molto tempo prima. Addirittura cento anni fa, per esempio, a Tramutola c'era un pozzo dove si estraeva petrolio. Estrazione che cessò qualche decennio dopo quando si disse che il pozzo era divenuto disgraziatamente "sterile". Che il giacimento più grande d'Europa fosse abbandonato perché sterile è una cosa a dir poco strana. E ancor più strano appare il caso se lo inquadriamo nel contesto storico della vigilia della seconda guerra mondiale. Se una nazione che si prepara alla guerra chiude i suoi pozzi petroliferi vuol dire che quella nazione la guerra vuole proprio perderla. Infatti, sappiamo come andò a finire la seconda guerra mondiale. Per capirci qualcosa di queste stranezze, conviene spostare la nostra attenzione su un fatto storico di enorme portata, successo negli anni Venti.
Il 10 giugno del 1924, il deputato socialista Giacomo Matteotti viene rapito mentre si reca in parlamento per preparare un suo intervento in aula, previsto per il giorno successivo. Il deputato sarà ucciso e il suo cadavere, malamente sotterrato, verrà scoperto qualche settimana dopo. Alcuni giorni prima, il 31 maggio, Matteotti aveva fatto un duro intervento in parlamento per denunciare una serie di "irregolarità" - termine che è un eufemismo nel quale sono compresi anche torture e omicidi - compiute dal fascismo durante le elezioni appena svolte. Quella giornata parlamentare era particolarmente solenne; il re Vittorio Emanuele III aveva appena concluso il suo "discorso della corona" e in aula c'erano numerosi ospiti, tra i quali molti giornalisti, anche stranieri. Il discorso del leader socialista, pronunciato in una circostanza così importante, aveva irritato particolarmente Benito Mussolini che si era lasciato andare a espressioni minacciose nei confronti di Matteotti e dei deputati dell'opposizione.
Fu naturale mettere in relazione questa reazione del Duce con il rapimento di Matteotti e Mussolini fu additato come mandante del delitto. Anche perché egli farà un intervento alla Camera, il famoso discorso nel quale del rapimento se ne assumerà "la responsabilità politica, storica e morale". Ma c'è un particolare, sul quale recentemente si è appuntata l'attenzione degli storici, che avanza qualche perplessità riguardo alla diretta responsabilità del duce nel delitto Matteotti. Il particolare è questo: pochi giorni dopo il fattaccio, i responsabili del delitto erano già stati individuati e assicurati alla giustizia. Se Mussolini fosse stato complice di questi delinquenti, non avrebbe mostrato tanta solerzia nella loro cattura; perché se uno di questi lo avesse tirato in ballo, per lui che non aveva ancora consolidato il suo potere sarebbe stata la fine. A questo punto gli storici hanno cominciato a interrogarsi oltre che su quello che Matteotti aveva detto in parlamento il 31 maggio, anche su quello che avrebbe voluto dire il giorno successivo al rapimento. Ma chi poteva saperlo? Nel 1978 Matteo, figlio di Giacomo Matteotti, riceve la visita di un uomo anziano e sconosciuto, un certo Antonio Piron; questi gli dice di volergli confidare un segreto: nel tubo della stufa di una casa di campagna presso Regello, in provincia di Firenze, è nascosto un importante documento che lo riguarda. Prelevato il documento dal tubo della stufa, Matteo Matteotti si accorge che si tratta di un autografo del padre, scritto su carta intestata della Camera dei deputati.
Lo scritto contiene un articolo che era stato pubblicato sulla rivista "Echi e Commenti" il 5 giugno del 1924, appena cinque giorni prima del rapimento del deputato socialista, nel quale si parla di tangenti riguardo a concessioni per ricerche petrolifere nel sottosuolo italiano. L'articolo era il risultato di una lunga indagine che Matteotti aveva condotto, recandosi clandestinamente all'estero per accertare la provenienza del denaro. Grazie pare a informazioni attinte in ambienti legati alla massoneria, Matteotti aveva accertato che quelle tangenti provenivano dalla società americana Standard Oil. Una società che diventerà la "madre" di tutte le compagnie petrolifere. "Madre" nel senso letterale - sarà questa infatti a partorire le "sette sorelle" del petrolio mondiale. La Standard Oil aveva dichiarato di essere interessata a effettuare ricerche petrolifere in Italia. Questo non deve apparire un interesse di secondaria importanza, essendo l'Italia in quegli anni il secondo paese produttore di petrolio al mondo. Il ministro dell'Economia comunque, trascurando l'importanza strategica del petrolio, non si fece tanto pregare e autorizzò senza indugio la Standard Oil a procedere comodamente alle proprie ricerche in tutta la Penisola, dall'Emilia alla Sicilia. Questo accordo è uno degli atti più strani che siano mai stati stipulati da un governo. Innanzitutto perché di queste ricerche non c'era alcun bisogno in quanto la mappa dei giacimenti petroliferi italiani era già arcinota. Inoltre, perché stranamente il governo italiano - forse per non intralciare il lavoro dei ricercatori americani - si impegnava a non sfruttare i pozzi petroliferi sul nostro territorio né quelli delle colonie. Infine, perché la Standard non avrebbe estratto nemmeno una goccia di petrolio. Se le cose stanno così, qual era il senso di questo accordo?
Un mistero è anche il fatto che il governo italiano per questo accordo non chiedeva nulla in cambio - pura gratuità - né pretendeva alcuna garanzia. E un altro mistero fu che il nostro pozzo petrolifero di Tramutola - e tanti altri - divenne improvvisamente sterile proprio in quella circostanza.
Una cosa è certa. Da quel momento, come aveva intuito Matteotti, era cominciato ad arrivare nelle tasche di vari esponenti fascisti tanto di quel denaro che il loro potere divenne enorme. E non fu facile schiodarli dalle loro poltrone.
Paolo Tritto
c)i siti da cui ho preso questo documento e il precedente sono:
http://www.soslucania.org/variesosl/Matteotti.htm
http://www.ilras.tk/
<B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="FONT-SIZE: 14pt; LAYOUT-GRID-MODE: line; COLOR: red; FONT-FAMILY: Courier; mso-bidi-font-size: 10.0pt"><FONT size=2>Articolo tratto da