Una teoria del complotto è il tentativo di attribuire la causa ultima di un evento o di una catena di eventi (in genere eventi politici, sociali o storici) a un piano segreto ordìto da poteri occulti (gli artefici del complotto), spesso con la dissimulazione di tali cause per sviare l'opinione pubblica. Molte teorie del complotto sostengono che i principali eventi nella storia sono stati diretti da cospiratori che manipolano gli accadimenti politici rimanendo nel retroscena.
Il termine complottismo viene talvolta usata per designare - tipicamente in modo dispregiativo - il punto di vista di chi ritiene che le versioni ufficiali di numerosi eventi, attuali o storici, non rappresentino la realtà ma siano costruite ad arte per nasconderla.
Al di là dell'aspetto puramente speculativo, talvolta l'intento di chi concepisce una teoria del complotto è solo quello di creare sensazione e interesse: è il caso di certe teorie suggerite da scrittori o giornalisti per ottenere maggiore visibilità. Altre volte la teoria è parte di campagne di controinformazione condotte da organizzazioni e associazioni di varia natura.
Altre volte, infine, è la stessa verità ufficiale ad assumere la forma di una teoria del complotto. Le persecuzioni ai danni dei Cavalieri templari, ad esempio, furono precedute da accuse non solo di sodomia, eresia ed idolatria, ma anche di connivenza con il nemico musulmano. Alla base della politica razziale nella Germania nazista, analogamente, vi era l'accusa che gli ebrei fossero la causa di tutti i problemi della Germania: la povertà, la disoccupazione, la sconfitta nel primo conflitto mondiale. Negli ultimi anni l'amministrazione USA si è dichiarata in guerra contro un "complotto islamico mondiale" ed alcuni sono giunti ad accusare Al Qaida anche dei black out in California [2], prima che emergessero le prove delle responsabilità di aziende private, tra cui la Enron, che tagliavano le forniture per aumentare i prezzi [3]. È ben noto, inoltre, che la seconda Guerra del Golfo è scaturita dalla teoria secondo la quale il regime di Saddam Hussein rappresentasse una concreta minaccia per gli Stati Uniti a causa del possesso di armi di distruzione di massa, armi che in realtà non esistevano (cfr. Progetto per un nuovo secolo americano). Si sono dimostrate false anche le teorie - pur largamente accredite da autorevoli fonti governative - circa un supposto complotto antiamericano basato su un'alleanza segreta tra Saddam Hussein e Al Qaida (cfr. [4], Conclusion 1).