Doc Manhattan
Carrot ma per stile intendi un tipo di storia o proprio il tratto? perchè come ho detto su, io potrei voler proporre delle parodie di manga ad un editore (cosa che secondo me può risultare buona visto che un buon 75% di chi compra i fumetti conosce i manga e di sicuro gli anime, ed è quindi propenso a capire i clichè del genere). Di certo anche il tratto deve essere ispirato ai manga, anche se in verità il mio è un ibrido tra il manga e l'umoristico. Insomma, quale potrebbe essere il futuro di quest'idea?
Stile grafico. Uno stile puramente manga non funziona, sia per i motivi che ho già detto (il mercato del manga è già coperto dalle produzioni orientali), sia perché gli appassionati di manga puro vengono visti con sospetto dagli editori non specializzati nei fumetti giapponesi, in base allo stereotipo (nemmeno tanto falso, in base alle mie esperienze personali) dell'otaku secondo cui tutto ciò che viene dal Giappone è oro e tutto ciò che viene dall'occidente è cacca.
Ibridarsi invece va bene, ho già citato Witch, e i cloni tentati si sprecano. Questa via potrebbe essere quindi fruttuosa.
Per quanto riguarda le storie, agli inizi è forse più semplice piazzare degli episodi autoconclusivi, anche inseriti nel quadro di una serie, visto che rappresentano un investimento meno gravoso per l'eventuale editore: se ogni episodio inizia e finisce e può essere letto più o meno da solo (fatta eccezione per gli ovvi riferimenti agli altri, se è parte di una serie), l'editore potrebbe rischiare di più, visto che il progetto è più flessibile. In parole povere, può fare l'esperimento con un episodio e decidere di procedere nel caso vada bene, oppure interrompere senza troppe perdite (dal suo punto di vista, ovvio).
EDIT: dimenticavo, riguardo il tuo progetto con Gesù e l'onda Kamehameha: siamo in Italia, ricordi? Vaticano, CEI, Avvenire, CL?