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  1. cc84ars #31
    29-08-07 23:59

    Citazione endeko
    Qui andiamo nella sociologia, altro che mercato dei videogiochi.
    Cambiano i tempi, si accorciano, c'è più frenesia, c'è necessità di un feed-back immediato (dannato lavoro, mi inquina anche nel modo di parlare), c'è esigenza di divertimento sano e veloce, piuttosto che platonico e esteticamente sublime.

    Faccio un esempio: io mi sveglio alle 7 per andare al lavoro (è vero, non è inventata sta storia), prendo la macchina e mi faccio la mia sana codazza mattutina per poi spararmi letteralmente OTTO lunghissime ore in un ufficio, che lascio alle 5.30 per rifiondarmi nella suddetta codazza del ritorno. Arrivo a casa intorno alle 6.15/6.30....me lo dici tu che diavolo di voglia ho di giocarmi un titolo impegnativo e lungo come la fame? Ovvio. Mi prendo il mio bel Colin McRae Dirt e mi faccio una garetta veloce, oppure mi faccio un giro a Bioshock, oppure qualche livello di CoD2. Basta. Lungi da me il disio di giocare con dilemmi morali, o strategie cervellotiche, o imbegolarmi in avventure dove l'unico dettaglio che smuove il dannato gioco è un cavillo microscopico.
    Ecco, mi sono quasi autodichiarato: sono un casual gamer, casualmente. Non sempre, ma nei feriali SI.

    @Spriggan: quoto assolutamente.
    figurarsi, empaticamente posso essere molto d'accordo. Ma è, alla prova dei fatti, una delle variabili più deleterie che il mercato impone sul prodotto artistico o pseudo-artistico. Perchè la televisione italiana è uno schifo? Perchè l'uomo-target dopo una giornata passata a lavoro non ha intenzione di accendere il cervello. Stessa cosa per l'editoria di genere e di intrattenimento, per il cinema à la Vanzina e così via. Comprensibile, certo, ma a mio parere sintomo di un certo abrutimento efficientista e stakanovista. Nevertheless, per cinema ed editoria il problema si pone meno, perchè l'uno beneficia ancora di produzioni di alta qualità, e quanto alla seconda per me potrebbero ristampare ad oltranza i classici, e sarei contento. Ma nel videogioco il fatto si fa serio, perchè il mercato di massa fagocita la nicchia. Finchè EA se ne esce puntuale con un Fifa o un The Sims qualunque, è un conto, ma quando Paradox, Firefly e Lionhead (!) tradiscono la loro base di fans e la loro propria idea di fondo, allora è lì che il casualone diventa un pericolo pubblico, se mi passate l'iperbole. E poi, sinceramente, io continuo a considerarla un'avventura alla cieca. Guardate la Matrix: mi sembra goda di buona salute, ha fatto da publisher a titoli di altissimo livello e comparabile complessità e non è affatto fallita.
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  2. cc84ars #32
    30-08-07 00:08

    Citazione Spriggan
    1)Ormai i giochi multiformato stanno via via aumentando,e questo porta ad una semplificazione del gameplay
    Corretto. Ma allora, cosa tratterrà un giorno l'utenza dal passare in massa alle console? In fondo, non ho bisogno dell'8800 GTX e nemmeno di mouse e tastiera per giocare a Wii Sports. La corsa al multiformato non può che essere perdente per il mercato pc e le sue peculiarità.

    Citazione Spriggan
    2)Ormai i costi della next gen spingono a vendere di più,e quindi semplificare il gameplay per rendere il gioco più accessibile anche per chi non è un fanatico di vg
    Vero anche questo. Ma i costi se li impongono gli sviluppatori, convinti che senza un motore grafico milionario non venderanno. Ora, quanto costa fare un gioco come dominions 3? Sprite disegnati a mano, un po' di musica medievale (bellissima, peraltro), un fottio di mitologie diverse e un team composto in totale da ben DUE persone. Non venderà quanto The Sims, ma sono quasi sicuro che rientri ampiamente nelle spese (se sono arrivati al terzo episodio e hanno trovato un publisher, evidentemente non ci perdono). Ed è, peraltro, il miglior gioco di strategia fantasy di tutti i tempi, accanto a Master of Magic. Ovvio che se avessero voluto metterci il motore 3d avrebbero dovuto semplificare notevolmente il tutto con l'intento di vendere di più (cosa niente affatto certa) e il titolo ne sarebbe risultato menomato. Tutto sta nel sapersi bilanciare.


    Citazione Spriggan
    3)Non sottovaluterei l'effetto nostalgia,che fà vedere il passato in una lente distorta mitizzandolo e esaltandolo al di là delle effettive qualità
    Ma no, ad un certo punto sono dati di fatto...
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  3. L'avatar di endeko endekoendeko è offline #33
    30-08-07 00:12

    Citazione cc84ars
    figurarsi, empaticamente posso essere molto d'accordo. Ma è, alla prova dei fatti, una delle variabili più deleterie che il mercato impone sul prodotto artistico o pseudo-artistico. Perchè la televisione italiana è uno schifo? Perchè l'uomo-target dopo una giornata passata a lavoro non ha intenzione di accendere il cervello. Stessa cosa per l'editoria di genere e di intrattenimento, per il cinema à la Vanzina e così via. Comprensibile, certo, ma a mio parere sintomo di un certo abrutimento efficientista e stakanovista. Nevertheless, per cinema ed editoria il problema si pone meno, perchè l'uno beneficia ancora di produzioni di alta qualità, e quanto alla seconda per me potrebbero ristampare ad oltranza i classici, e sarei contento. Ma nel videogioco il fatto si fa serio, perchè il mercato di massa fagocita la nicchia. Finchè EA se ne esce puntuale con un Fifa o un The Sims qualunque, è un conto, ma quando Paradox, Firefly e Lionhead (!) tradiscono la loro base di fans e la loro propria idea di fondo, allora è lì che il casualone diventa un pericolo pubblico, se mi passate l'iperbole. E poi, sinceramente, io continuo a considerarla un'avventura alla cieca. Guardate la Matrix: mi sembra goda di buona salute, ha fatto da publisher a titoli di altissimo livello e comparabile complessità e non è affatto fallita.
    Io per primo patteggio per le "piccole" software house stile Introversion o la indimenticabile, sacra e brutalmente-fatta-a-pezzi Troika.
    Non è stakanovismo...se il 90% dei cervelli dei lavoratori-gamer fosse davvero così, allora si giocherebbe solo a sparatutto e a nient'altro di lontanamente più impegnativo. E' il corpo che ha bisogno di riposo e negli istanti di svago, il rinnovamento di un impegno cerebrale (chiamiamolo così) potrebbe non essere gradito o di facile digerimento. Ecco che quindi sbuca la disperata necessità di immediatezza, non per pigrizia, quando per stanchezza vera e propria.
    C'è poi una distinzione fondamentale che io farei, molto personalmente: c'è il casual gamer che è proprio casual, nel, senso che non sa che corrente seguire e svolazza verso le "etichette" più vistose e c'è il casual gamer che ha un tempo casuale, appunto, non ha un tempo standard per godersi i suoi giochi che tuttavia si è scelto con criterio e con una certa esperienza alle spalle. Diciamo che quest'ultimo è il mio caso. La prima categoria esiste già, la seconda l'ho plasmata ricalcando il mio profilo. Secondo me, una grossa fetta di acquirenti somiglia a me, non sono tutti "EA-dipendenti" o "blockbusterofagi".
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