Ranma Saotome
La penso come te, Thom Yorke, credo anch'io che i giochi di un tempo avessero un tasso di difficoltà alto, vuoi per l'inesperienza vuoi perchè erano frustranti in certi aspetti, però col tempo si è presa la mano e, parlo per quanto mi riguarda, molti di essi tra cui per esempio la saga di Wonder Boy o quella dello stesso Sonic, hanno contribuito alla mia "formazione" e aiutandomi a capire quali sarebbero i stati i giochi che più andavano incontro alla mie preferenze. Il bello di questi giochi inoltre è che ancora oggi rigiocandoli non hanno perso quel fascino pur essendo piuttosto vecchiotti, anzi io credo che un pò come il vino più invecchiano più risultano piacevoli, riportando alla mente ricordi piacevoli di gioventù. C'è anche da considerare che un tempo Internet era una cosa immaginaria tipo Paese dei balocchi e quindi non c'erano tutte le soluzioni e i trucchi che con pochi click si possono trovare su milioni di siti. Per completare al 100% Sonic the Hedgehog 2 io e un mio amico ci misimo un pò di anni e ancora oggi ricordiamo quel giorno con se fosse ieri, a differenza magari dei giochi moderni che invece mi hanno trasmesso raramente quell'emozione. E' la magia, il fascino dei giochi di allora uniti ai bei ricordi che ci hanno lasciato.
La grande forza di quei giochi era una, principalmente: non avevano il salvataggio, quindi uno doveva rimanere 2-3 ore sempre al massimo dell'attenzione, anzi, con un'attenzione crescente perchè la difficoltà aumentava col passare dei livelli.
Ora i giochi ovviamente sono cambiati dalla radice, durano molto di più, ma col salvataggio possibile praticametne sempre uno può mollare e riprendere quando vuole. Forse si è persa quella sensazione di "impresa epica" che voleva dire completare tanti giochi, come Sonic 2 (che era difficilissimo) o un altro gioco non molto conosciuto che era Toejam e & Earl per MD, che era veramente lungo. In prima, seconda media, dopo tanti anni, ero riuscito a finirlo. Ricordo che arrivai a scuola, entrai in classe e mentre mi indicavo manco salutavo ma proclamavo "ho finito Toejam & Earl" (sottointeso "adoratemi"), tra gli "oooh, eeeh" del mio gruppo. Che tempi...allora si viveva per questi momenti, non c'era la figa a portar sempre preoccupazioni