Discussione: Ancora sul silenzio

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  1. Mvesim #46
    08-09-07 22:28

    Citazione cc84ars
    è che mi annoio a spiegare, mvesim...
    Ne sono consapevole, ma la natura del forum, secondo me, è capirsi e spiegarsi (nonchè ovviamente confrontarsi).
    Mi spiace di arrecarti questo fastidio.

    mah, proviamo: come si evince dall'OP, considero i blog adolescenziali come semplice esempio - accessibile a tutti - di una tendenza all'estroversione assoluta da parte delle nuove generazioni. Laddove un tempo vigeva la tabuizzazione del sentimento, a volte la sua sacralizzazione romantica (l'hortus conclusus dell'anima), ora c'è una volontà di sputtanarsi in ogni modo possibile, di distruggere la dimensione della riservatezza non solo attaverso il resoconto delle azioni, ma soprattutto attraverso il discorso sopra i sentimenti che - per quanto semplici ed elementari, ovviamente - divengono quasi espettorazioni con cui irrorare chi ci sta intorno. Accanto alle distanze sociali, sono crollate anche le distanze emotive. Ora, sulla repubblica di qualche giorno fa c'era un articolo di citati riguardo all'uso del tu e del lei che si collega in senso lato a questa faccenda.
    Mah... cc84ars, tu, però, qua mi stai comparando gli altissimi della letteratura con dei banali adolescenti che forse per sbaglio avranno letto Dante per prendere un sette al liceo.
    Posso comprendere il tuo fastidio e il tuo desiderio di sperare che se ne stiano zitti invece che urlare al mondo i loro fastidi (spesso innalzandoli a livello di tragicità immane) ma l'età è quello che è e, per lo più, anche i gusti e le distanze.

    Mi spiego: la frase "Accanto alle distanze sociali, sono crollate anche le distanze emotive." mi sa tanto di una falsa generalizzazione.
    In quanto dipende TROPPO da individuo a individuo: io stesso mi rifiuto categoricamente di fare un blog per spiegare i miei sentimenti e chiedere aiuto mentre ci sono tizio e caio che vogliono disperatamente aiuto.
    Sicuramente, e sono d'accordo con te, che il fenomeno di accorciamento delle distanze è in crescita: la gente pensa di meno alla qualità del sentimento puntando molto di più alla sostanza.
    Ma anche questa è una generalizzazione: se ci soffermiamo a parlare con generalizzazioni è logico che vedremo solo un estremismo della questione (e solitamente quello più negativo, perchè si nota di più)... ma non mi pare che sia un comportamento adeguato.

    Per quanto, invece, riguarda il linguaggio SMS-essese che preferisce il "tu" al "lei" (pensa che io preferisco il "voi" ad entrambe le scelte ) o alla crescita della "k" o di altre modificazioni della lingua: anche qua non mi romperei la testa... è la lingua che si rinnova e cambia... forse troppo rapidamente in questo caso, ma nuove tecnologie + giovani = velocità di pensiero (anche in maniera stupida).

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  2. cc84ars #47
    08-09-07 22:33

    Citazione Mvesim

    Mah... cc84ars, tu, però, qua mi stai comparando gli altissimi della letteratura con dei banali adolescenti che forse per sbaglio avranno letto Dante per prendere un sette al liceo.
    non mi pare di aver detto niente in proposito.

    Citazione Mvesim
    Posso comprendere il tuo fastidio e il tuo desiderio di sperare che se ne stiano zitti invece che urlare al mondo i loro fastidi (spesso innalzandoli a livello di tragicità immane) ma l'età è quello che è e, per lo più, anche i gusti e le distanze.
    ma nemmeno troppo fastidio... si tratta semplicemente di analisi.

    Citazione Mvesim
    Mi spiego: la frase "Accanto alle distanze sociali, sono crollate anche le distanze emotive." mi sa tanto di una falsa generalizzazione.
    In quanto dipende TROPPO da individuo a individuo: io stesso mi rifiuto categoricamente di fare un blog per spiegare i miei sentimenti e chiedere aiuto mentre ci sono tizio e caio che vogliono disperatamente aiuto.
    Sicuramente, e sono d'accordo con te, che il fenomeno di accorciamento delle distanze è in crescita: la gente pensa di meno alla qualità del sentimento puntando molto di più alla sostanza.
    Ma anche questa è una generalizzazione: se ci soffermiamo a parlare con generalizzazioni è logico che vedremo solo un estremismo della questione (e solitamente quello più negativo, perchè si nota di più)... ma non mi pare che sia un comportamento adeguato.
    ma la sociologia si fa con le statistiche, non con i casi singoli

    Citazione Mvesim
    Per quanto, invece, riguarda il linguaggio SMS-essese che preferisce il "tu" al "lei" (pensa che io preferisco il "voi" ad entrambe le scelte ) o alla crescita della "k" o di altre modificazioni della lingua: anche qua non mi romperei la testa... è la lingua che si rinnova e cambia... forse troppo rapidamente in questo caso, ma nuove tecnologie + giovani = velocità di pensiero (anche in maniera stupida).

    ma la lingua che cambia rispecchia la società che cambia, no?
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  3. Mvesim #48
    08-09-07 22:39

    Citazione cc84ars
    non mi pare di aver detto niente in proposito.
    Davvero?
    Mi scuso allora... se puoi cmq farci un commento anche riguardo quello sarei curioso cmq di sapere cosa ne pensi.

    ma la sociologia si fa con le statistiche, non con i casi singoli
    Proprio per questo i dati mi paiono sbagliati.
    Sono pochi gli adolescenti che usano i blog in maniera decente in proporzione a quelli che non lo usano... fa una statistica fra i giovani, vedrai che il fenomeno dei blogger è in crescita ma ancora estremamente ridotto.

    PS: Non chiedermi dati, è una cosa che so a naso confrontando sia le persone che conosco, sia gli utenti collegati su MSN che fanno vedere se hanno aggiornato o meno il proprio blog (circa 200 persone, non molte... ma un numero abbastanza significativo per fare una piccola statistica).

    Visto che ci sono ti faccio anche una domanda: visto che ti rapporti ad un passato; con quali fonti ti rapporti... mi spiego: anche solo cinque anni fa i blog in Italia non esistevano o quasi.

    ma la lingua che cambia rispecchia la società che cambia, no?
    Certo, è un male questo?

    Sia chiaro... un SMS è MOLTO diverso da un blog ed è anche MOLTO più usato.

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  4. L'avatar di ShadowAlex ShadowAlexShadowAlex è offline #49
    08-09-07 22:46

    Citazione cc84ars
    sì, abbiamo capito. La domanda è: perchè i sentimenti sono passati dal dominio dell'interiore a quello del sociale?

    ma decisamente no... conosco un sacco di gente riservata...
    Ma lo sono da quando sono stati inventati i primi mass media. Volendo parlare di musica (giusto per citare cosa sto ascoltando in questo momento): deep purple, strange kind of woman:
    "i want you, i need you,
    i gotta be near you"
    Ti voglio, ti desidero, devo starti accanto...
    Loro lo cantavano a milioni di persone. Erano almeno 3 generazioni fa.
    Giusto per dire che non è una novità dei giorni nostri (come potrebbe sembrare se parli di blog).

    Forse è semplicemente questa la natura dei sentimenti, vogliono essere urlati. Una volta non si poteva. Oggi si può e chi vuole può farlo in modo semplice ed immediato.
    E così come esistono le persone introverse, magari anche un pò bigotte, esistono persone a cui non importa.
    Del tipo, c'è chi si preoccupa del giudizio degli "altri", degli sconosciuti, a chi pesa come un macigno e quindi preferisce tenersi tutto per sè e a chi non gliene frega nulla.
    O magari li si urla per attirare attenzione. Le motivazioni possono essere diversissime e personalissime... ma sinceramente, fin da quando ce n'è stata la possibilità non mi sembra che l'esternazione verbale dei propri sentimenti alla massa sia mai stata un tabu.
    Rispondi con Citazione 

  5. cc84ars #50
    08-09-07 23:20

    Citazione ShadowAlex
    Ma lo sono da quando sono stati inventati i primi mass media. Volendo parlare di musica (giusto per citare cosa sto ascoltando in questo momento): deep purple, strange kind of woman:
    Ti voglio, ti desidero, devo starti accanto...
    Loro lo cantavano a milioni di persone. Erano almeno 3 generazioni fa.
    Giusto per dire che non è una novità dei giorni nostri (come potrebbe sembrare se parli di blog).
    dovresti renderti conto che proprio la dimensione artistica del sentimento lo spersonalizza. Nella Vita Nova Dante non sputtana i cazzi suoi, ma tratta l'amore come occorrenza emblematica oltre la sfera puramente contingenziale. Questo non succede nei casi di cui si parla qui: ti parlo del mio sentimento, della mia storia, che non ha altro valore oltre l'evento in sè. è qualcosa di mio che viene traslato in una chiave - quella pubblica - che non gli è propria.


    Citazione ShadowAlex
    Forse è semplicemente questa la natura dei sentimenti, vogliono essere urlati. Una volta non si poteva. Oggi si può e chi vuole può farlo in modo semplice ed immediato.
    E così come esistono le persone introverse, magari anche un pò bigotte, esistono persone a cui non importa.
    Del tipo, c'è chi si preoccupa del giudizio degli "altri", degli sconosciuti, a chi pesa come un macigno e quindi preferisce tenersi tutto per sè e a chi non gliene frega nulla.
    se non gliene frega nulla perchè non li tiene per sè?

    Citazione ShadowAlex
    O magari li si urla per attirare attenzione. Le motivazioni possono essere diversissime e personalissime... ma sinceramente, fin da quando ce n'è stata la possibilità non mi sembra che l'esternazione verbale dei propri sentimenti alla massa sia mai stata un tabu.
    Falso. L'intimità sentimentale era in passato - parlo anche di un paio di generazioni fa - vista come il coronamento di un rapporto amicale intenso. Si trattava di cose da rivelare "a pochi intimi". Ora, sembra diffondersi la smania di far sapere al mondo se sto male o sono felice. Mi sembra avvilente.
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  6. L'avatar di ShadowAlex ShadowAlexShadowAlex è offline #51
    08-09-07 23:23

    Citazione cc84ars
    sì, abbiamo capito. La domanda è: perchè i sentimenti sono passati dal dominio dell'interiore a quello del sociale?



    ma decisamente no... conosco un sacco di gente riservata...
    No, ripensandoci proprio non capisco a cosa ti riferisca.
    Ma quand'è che i sentimenti sono mai stati dominio del solo interiore? Stai parlando di un epoca antecedente cristo o cosa?
    Da sempre chi ne ha avuto la possibilità ha parlato di quel che voleva, oggi praticamente tutti possono e tutti lo fanno. L'unica reale differenza è che una volta esisteva una censura pesantissima e se toccavi certi argomenti ti ritrovavi in una qualche cella a mangiar topi.
    A me sembra che la domanda a questo punto sia un "perchè non sono tutti come me e i miei amici (tutti pseudo intellettualoidi, filosofini e gran speculatori mentali scommetto), riservatissimi fino al midollo?".
    Rispondi con Citazione 

  7. cc84ars #52
    08-09-07 23:25

    Citazione Mvesim
    Davvero?
    Mi scuso allora... se puoi cmq farci un commento anche riguardo quello sarei curioso cmq di sapere cosa ne pensi.
    mah... il sentimeno del romanticismo è il geistiges gehful, tutto un altro discorso da quello che stiamo facendo qui, se intendevi questo.


    Citazione Mvesim
    Proprio per questo i dati mi paiono sbagliati.
    Sono pochi gli adolescenti che usano i blog in maniera decente in proporzione a quelli che non lo usano... fa una statistica fra i giovani, vedrai che il fenomeno dei blogger è in crescita ma ancora estremamente ridotto.
    dimentica i blog, dimentica anche la rete. Concentrati sulla rete di relazioni di un quattordicenne medio. Non ti pare che il numero di persone "messe a parte" in dettaglio delle condizioni sentimentali del suddetto quattordicenne sia molto elevato rispetto a qualche generazione fa?

    Citazione Mvesim
    Visto che ci sono ti faccio anche una domanda: visto che ti rapporti ad un passato; con quali fonti ti rapporti... mi spiego: anche solo cinque anni fa i blog in Italia non esistevano o quasi.
    è piuttosto difficile trovare fonti in quest'ambito, non si tratta di nulla di quantificabile. Diciamo che è "a naso".



    Citazione Mvesim
    Certo, è un male questo?
    No, mica l'ho detto? è solo un fattore
    Rispondi con Citazione 

  8. cc84ars #53
    08-09-07 23:27

    Citazione ShadowAlex
    No, ripensandoci proprio non capisco a cosa ti riferisca.
    Ma quand'è che i sentimenti sono mai stati dominio del solo interiore? Stai parlando di un epoca antecedente cristo o cosa?
    Da sempre chi ne ha avuto la possibilità ha parlato di quel che voleva, oggi praticamente tutti possono e tutti lo fanno. L'unica reale differenza è che una volta esisteva una censura pesantissima e se toccavi certi argomenti ti ritrovavi in una qualche cella a mangiar topi.
    A me sembra che la domanda a questo punto sia un "perchè non sono tutti come me e i miei amici (tutti pseudo intellettualoidi, filosofini e gran speculatori mentali scommetto), riservatissimi fino al midollo?".
    rinuncio
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  9. L'avatar di ShadowAlex ShadowAlexShadowAlex è offline #54
    08-09-07 23:42

    Citazione cc84ars
    dovresti renderti conto che proprio la dimensione artistica del sentimento lo spersonalizza. Nella Vita Nova Dante non sputtana i cazzi suoi, ma tratta l'amore come occorrenza emblematica oltre la sfera puramente contingenziale. Questo non succede nei casi di cui si parla qui: ti parlo del mio sentimento, della mia storia, che non ha altro valore oltre l'evento in sè. è qualcosa di mio che viene traslato in una chiave - quella pubblica - che non gli è propria.
    Ma era comunque un esternazione di una sfera interiorie. I poeti del dolce stil novo usavano un altro stile, un altro modo, ma penso che un ragazzino di oggi che scrive una poesia d'amore verso la compagna di scuola e la pubblica su di un blog possa essere mosso dallo stesso tipo di desiderio, sentimento e voglia dello stilnovista.

    se non gliene frega nulla perchè non li tiene per sè?
    Perchè dovrebbe? Perchè tu non vuoi leggerlo?
    Ognuno è libero di fare quel che vuole, se esternare e condividere sentimenti può contribuire a far star meglio una persona perchè non dovrebbe farlo?
    Falso. L'intimità sentimentale era in passato - parlo anche di un paio di generazioni fa - vista come il coronamento di un rapporto amicale intenso. Si trattava di cose da rivelare "a pochi intimi". Ora, sembra diffondersi la smania di far sapere al mondo se sto male o sono felice. Mi sembra avvilente.
    In passato quando? Sono secoli che ci sono in giro poesie e tanto altro materiale che una volta era considerato "intimo".
    E poi come fai ad esserne tanto sicuro? Dici che in passato quando qualcuno ne aveva veramente l'occasione (intendo quando poteva dire quel che voleva senza essere giudicato, quando ci si poteva confidare senza paure) non si faceva altrettanto?
    I poeti confidavano ai lettori i propri sentimenti. I gruppi rock ai loro fan. I blogger alla rete.
    C'è sempre stata la volontà di mettersi un pò a nudo e di voler mettere il mondo a conoscenza dei propri sentimenti.

    Rinuncia pure, a me sembra palese che tu ti riferisca solo ad un mondo molto bigotto, che certe cose ha sempre voluto che rimanessero tenute nascoste quando da sempre c'è tutt'un altra parte del mondo che gira in tutt'altro senso.
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  10. cc84ars #55
    08-09-07 23:46

    Citazione ShadowAlex
    Ma era comunque un esternazione di una sfera interiorie. I poeti del dolce stil novo usavano un altro stile, un altro modo, ma penso che un ragazzino di oggi che scrive una poesia d'amore verso la compagna di scuola e la pubblica su di un blog possa essere mosso dallo stesso tipo di desiderio, sentimento e voglia dello stilnovista.
    vorrei ricordarti che i temi della poesia stilnovistica erano convenzionali. Sta scritto in qualsiasi antologia delle medie.
    Rispondi con Citazione 

  11. L'avatar di ShadowAlex ShadowAlexShadowAlex è offline #56
    09-09-07 00:10

    Citazione cc84ars
    vorrei ricordarti che i temi della poesia stilnovistica erano convenzionali. Sta scritto in qualsiasi antologia delle medie.
    Ma non importa la visione dell'amore, del divino, lo stile o quel che ti pare usato dallo stilnovista, il voler scrivere nasce sempre da qualcosa che si sente di dover liberare, da dover esprimere.
    Questo è un desiderio comune a tutti (uomini o donne) da sempre.
    E con chi è più facile confidarsi, sfogarsi ed esprimersi? Con chi non giudica e si è liberi di dire quel che si vuole senza paure.
    Ieri era il giro di amicizie intime, oggi è la rete che tutti accoglie (volendo anche in anonimato) senza propinare giudizi e moralismi da 4 soldi.
    E un 14enne così come lo stilnovista di una volta ha lo stesso desiderio di esprimere ciò che gli preme dentro di dover esprimere.
    Cambia la forma, il modo ma non la sostanza.
    Rispondi con Citazione 

  12. cc84ars #57
    09-09-07 00:46

    Citazione ShadowAlex
    Ma non importa la visione dell'amore, del divino, lo stile o quel che ti pare usato dallo stilnovista, il voler scrivere nasce sempre da qualcosa che si sente di dover liberare, da dover esprimere.
    Decisamente, no. Questa concezione ingenua di arte ingenua produce le peggiori schifezze. Puoi chiedere a qualsiasi critico.
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  13. L'avatar di ShadowAlex ShadowAlexShadowAlex è offline #58
    09-09-07 00:55

    Citazione cc84ars
    Decisamente, no. Questa concezione ingenua di arte ingenua produce le peggiori schifezze. Puoi chiedere a qualsiasi critico.
    Vabbè, come ti pare allora, che solo i Veri Artisti accettati mondialmente dai signori Critici si esprimano e che tutti gli altri invece se ne stiano zitti.
    Mi domando però che senso abbia zittire solo i blogger 15enni e non anche a tutti gli utenti dei forum che sentono lo spasmodico bisogno di pubblicare il loro pensiero in bella vista davanti a migliaia di persone che neanche conoscono. Una volta si comunicava solo con le persone che si conoscevano di persona, diamine, una discussione del genere si sarebbe fatta attorno ad una tavola con qualche amico.
    Diamine, non sarà che forse è la stessa cosa?
    Vabbè, chissenefrega. Rinuncio anch'io.
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  14. cc84ars #59
    09-09-07 01:41

    Citazione ShadowAlex
    Vabbè, come ti pare allora, che solo i Veri Artisti accettati mondialmente dai signori Critici si esprimano e che tutti gli altri invece se ne stiano zitti.
    Auspicabile. Comuque sei tu che hai tirato fuori lo stilnovo.

    Citazione ShadowAlex
    Vabbè, chissenefrega. Rinuncio anch'io.
    Rinunciamo
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  15. EthrandirEthrandir è offline #60
    09-09-07 02:20

    Citazione cc84ars
    Rotti nel kulo volevate sapermi morta.................volevate saxere della mia fine.............Bastardi

    Prendendo spunto dal thread del buon L33T, allargo il concetto di "silenzio".
    Spero tutti voi conosciate quel capolavoro che è il blog di NerAurora. Se non lo conoscete, andate a cercarvelo perchè merità. Ora, questo blog è una spassosa parodia di certi atteggiamenti che si riscontrano facilmente tra adolescenti e meno adolescenti. Tutti riconducibili ad una certa forma di compiacimento per la propria esistenza, che spinge i soggetti a spammare il proprio nome e la propria esistenza in tutti i modi e i luoghi possibili. Un fenomeno che non conosce limiti umorali, e può verificarsi sia per la gioia più nutellosa e immotivata (siiiiiiiiiiiiiiiiiiiii, sn trp felice domani mi metto la spirale!) che per lo sconforto più clinicamente preoccupante (spero di Sognare il Re del Dolore).
    Le esplicazioni del suddetto fenomeno sono molteplici, dai reiterati tentativi di suicidio via taglio delle vene alla pratica di scrivere il proprio nome dappertutto, spesso contornato da cuoricini (e chi ha avuto in classe una certa tipologia di bimbeminkia sa a cosa mi riferisco). L'avvento dei blog ha generato un nuovo incontrollabile far west popolato dalla intimità più segrete e - per contrasto - a disposizione di tutti. è solo una mia impressione o le nuove generazioni parlano continuamente di sè stesse? Ha ancora senso il valore della riservatezza? La dignità che impone di tenersi dentro i propri sentimenti, di non sbandierarli per non ferire gli altri, o semplicemente per non farli partecipi di una sfera che è solo nostra? E l'etichetta, il pudore di sè, che fine ha fatto? Questa, signori, è un'epoca di emotional anarchy...
    Complimenti.
    Basta guardarmi intorno e vedo ciò che tu hai perfettamente descritto.
    Fiero di non far parte di quel mondo.

    Quoto soprattuto le ultime righe, possibile che sia così cambiato il nostro mondo?

    No.

    Infatti tutto questo è sempre esistito, semplicemente ora, con un Mass Media quale è internet, è tutto alla portata di tutti. Tutto è pubblico. Tutto è volutamente pubblico.
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