Allora è vero che non sei molto ferrata sull' argomento!
Quella che chiamano evoluzione (parola che non usiamo mai in biologia) è proprio l' effetto del cambiamento del DNA nel tempo (non la causa). Servono milioni di anni per assestare i geni: l' uomo di 5000 anni fa era praticamente uguale a quello di oggi dal punto di vista genetico, e lo sarà anche fra 5000 anni.
I geni quantitativi danno potenzialità: se i tuoi genitori sono entrambi altissimi significa che tali geni li possiendi anche tu, ma per crescere devi seguire l' alimentazione corretta.
Nel campo della specie questo è molto influente: gli europei, se vivono ancora molti anni con questo tenore di vita, cresceranno ancora di diversi cm, fino a quando tutti i geni della crescita saranno espressi (anche se il genoma è sequenziato, non si sa ancora quanti siano i geni responsabili della crescita), ma è logico che non si crescerà di più, salvo rarissime modifiche genetiche.
Un esempio è stato l' esperimento delle mosche nella galleria del vento: ogni mese le mosche venivano sottoposte a vento sempre più forte nella galleria, e solo le più veloci si salvavano. Dopo qualche tempo rimanevano soltanto le mosche più veloci, che trasferivano i geni alla progenie. Tutta la popolazione quindi sviluppava altissime velocità (mi pare 20-25 Km/h), ma non si poteva andare oltre (i geni che regolano la velocità del battito d' ali non sono infiniti).
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Anche il professore di genetica ha un' idea del genere, ma se la popolazione è quintuplicata in 150 anni significa che è un' idea sbagliata: nel 1917 e nel 1943 le condizioni mondiali di vita erano ribassate e secondo questa teoria, sarebbero scomparse molte più persone di quante non ne sono morte nella realtà.
Comunque, nessun libro di genetica (seria) affronta il problema.