Nemo Nihil
Dunque. Riepilogo delle puntate precedenti : La Sprea diversi mesi orsono ha acquisito le principali testate videoludiche precedentemente appartenenti alla fuggiasca Future. L'avvenimento, controverso fin dal principio, raggiunse in seguito il più parossistico clamore con la criptica defezione del leader storico di GMC, Andrea Minini Saldini ( alias Gorman ) : un'impietoso scempio, un sisma "amministrativo", che, insieme ad ulteriori provvedimenti "periferici" sulla fisionomia della rivista, fece guadagnare alla Sprea l'indignazione, il biasimo, la diffidenza ed il rigetto della maggiorparte dei fruitori di GMC ( me compreso ).
Ora, pur se certe lesioni stentano a cicatrizzarsi, forse è tempo di iniziare ragionevolmente a coesistere con quella che abbiamo definito sempre una sorta di "infida matrigna" la quale, malgrado tutto, garantisce la fertile sopravvivenza di GMC e delle redazioni colleghe. Insomma, persistere nel demonizzare con ostinata idiosincrasia la Sprea, neanche fosse gestita dall'Imperatore Palpatine e da Darth Vader, non giova a nessuno : nè ai consumatori, nè tantomeno agli addetti ai lavori. E' una polemica che alla lunga è divenuta stantia e destabilizzante.
Prendiamo l'attuale GMC ( il 134 ) : nell'ufficiale thread relativo, ho sfogliato una sfilza di critiche per la presunta "povertà" del numero di Ottobre. Che personalmente non condivido : non mi sembra affatto un numero anonimo ed in picchiata involutiva. Trattasi stavolta, a mio avviso, di un prodotto onesto, essenziale nei contenuti e normalmente ben congegnato nel profilo estetico. Qualora risulti più "striminzito" rispetto ai predecessori, suppongo sia dovuto alla presumibile inerzia del periodo estivo, fase più "rarefatta" sotto ogni aspetto per diversi motivi ( si può arrivare a questa conclusione col minimo impiego di raziocinio, eh...).
E non sfugga alla nostra considerazione la recensione di Bioshock, concepita da Paolo : è una piccola perla letteraria, uno dei migliori testi del Paglianti, in quanto riesce a tessere un'analisi del gioco minuziosa ma paradossalmente "ineffabile" ed ignota, pungolando la curiosità del lettore e mantenendolo tuttavia in uno stato di "empatico" stupore.
Sembrano inoltre essere stati rimossi i box, gli spot, le reclame, i gadget da tabloid, e qualsiasi subliminale spazio pubblicitario che "sfiguravano" le rubriche. Sintomo di una sensibilità - da parte della dirigenza e del corpo redazionale - comunque "attiva" nei confronti degli utenti.
Posso, infine, convenire invece sulle perplessità riguardo alla "destinazione" del buon Skulz : è ormai riduttivo impaginare Primoz nell'irrilevante limbo dei cheat, delle gabole, e dei sotterfugi. Per lui, lo slogan è : più reviews, meno walkthrough.