flash100
Quoto.
Vi dico una mia opinione, che vi spiega tutto con poche parole.
I limiti del popolo. Ignoranza, stupidità, gente completamente IMMATURA(ci sono ventenni che si comportano come se ne avessero 5 di anni, prova vivente mio cugino che abbaia e va a gattoni per la casa con la lingua a penzolne

) non può votare.
Spesso questa gente fa uno scarabocchio a caso, per esempio "Pagami l'affitto", oppure "Morite tutti coglioni", o ancora peggio capita che vengano fatti simboli di politiche al di fuori della democrazia(esempio, scrivere "viva le BR").
Ma il vero rischio e problema è che questi sono tanti, e il vero pericolo è che segnano a caso sul foglio elettorale, rischiando di dare voti a una parte, conseguentemente mandandola al potere(chiariamoci: nella repubblica democratica, il popolo NON ha il potere. Quello è riservato al parlamento).
Una cosa del genere forse è capitata nelle ultime elezioni, quando pochi voti avrebbero fatto la differenza.
Non è una novità, la democrazia ha delle debolezze. Il popolo ha
indubbiamente dei limiti. Ciò non toglie che il regime democratico resti comunque meno pericoloso di una ristretta élite illuminata (da chi, poi? o si gestisce da sola, per autocombustione?) o di un duce incontrastato.
Una "casta" - termine che va tanto di moda ultimamente, come se contenesse chissà quale epifanica rivelazione - di governanti non avrebbe alcuna ragione di fare il bene del paese, tantomeno un dittatore. Ma anche se lo volesse - misera utopia - non avrebbe le competenze e le capacità per decidere cosa sia meglio per la maggior quantità possibile di cittadini. Nulla gli impedirebbe di accendere la miccia di qualche bella guerra, così, per guadagnare punti di prestigio internazionale: non ci sarebbero organismi di controllo capaci di impedire la sistematica lobotomizzazione dell'opinione pubblica e l'invio di pacifici cittadini in una giungla tropicale a combattere per il "bene comune". Ma non è necessario giungere a questi estremi: qualsiasi provvedimento di politica interna verrebbe inevitabilmente viziato da una serie di contraddizioni intollerabili per una società moderna. Basti pensare alla Cina ed ai provvedimenti anacronistici che è costretta ad adottare per evitare la, ormai inevitabile, trasformazione politica.
Per non parlare della corruzione, ma vabbè, la democrazia non ne è certo immune per quanto ne possa solitamente limitare gli effetti.
La gente si può istruire, mentre le leggi della statistica applicate al diritto di voto aiutano a limitare i danni di qualche follia storica. L'opinione pubblica aiuta a riequilibrare, entro certi limiti, gli squilibri interni. Quale meccanismo di controllo, quale dispositivo di sicurezza può schierare un regime non democratico contro le febbri del secolo e le follie di una setta di megalomani con manie paternalistiche?