Yuzo Morisaki 91
Comunque, non penso che la consecutio temporum imponga in caso di precedenza di un evento rispetto ad un altro che questa sia indicata con le coordinate temporali grammaticalmente più prossime a quelle contemporanee. Anche perchè il Passato Prossimo, derivato dal perfetto, passa facilmente ad essere qualcosa di tutt'altro che prossimo.
Per cui penso che si possa tranquillamente prendere in esame il contesto. E il contesto della frase riportata dall'autore del thread vuole che si parli di eventi passati ed inquadrati in modo Imperfetto; gli ultimi vincoli vengono sciolti dal fatto che un Trapassato Prossimo sia insindacabilmente precedente ad un Presente.
No. Narrano oggi, quindi tempo presente.
Morale: non c'è errore da parte di nessuno, solo che viene da riflettere su come l'Italiano risulti ambiguo nella sua complessità grammaticale, a fronte di un Latino (ma anche di un Inglese) più scremato e quindi privo di dubbi ruguardo cavilli formali.
L'errore c'è, eccome. Un presente nella principale vuole un perfetto nella relativa esprimente anteriorità. E al perfetto latino corrisponde il passato italiano.
A questo punto, mi convinco che la scelta tra Passato e Trapassato Prossimo sia influenzato dapprima dalle coordinate temporali disponibili (cosa che giustificherebbe il perchè del nome Imperfetto della forma verbale), e quindi dalla distanza.
Niente di più falso. Tale concezione è derivata dai costumi dell'italiano moderno, che vede il trapassato come un passato molto lontano.
I latini preferivano distinguere fra l'azione in quanto compiuta (presente, perfetto, futuro semplice) e in quanto protrattasi (imperfetto, piuccheperfetto, futuro anteriore).
Un'epoca va inquadrata col perfetto.
Un periodo impreciso e distante col piuccheperfetto (che poi assumerebbe in questo caso il valore di un menocheperfetto. Penso che il nome Latino sia imputabile alla possibilità di indicare anteriorità rispetto ad un Passato Remoto).
Ancora, no.
Perfectum è participio perfetto di
perficio, e significa "portato a termine".
Tale tempo si preoccupa dell'azione in quanto finita, mentre il piuccheperfetto mette in luce il fatto che ci sia stata una durata.
Per fare un paragone con la Fisica, diremmo che il perfetto considera l'azione come punto materiale, mentre il piuccheperfetto come vettore.
Parlare di funzione propria del tempo è però parecchio aleatorio nel congiuntivo, la cui funzione è strettamente legata alla principale. Questo discorso vale soprattutto per l'indicativo. E' comunque aleatorio anche spiegare la grammatica attraverso l'etimo dei termini. Altrimeni avresti dei gran problemi a definire la funzione dell'accusativo, per esempio.