skater85
Volevo citare una teoria espressa dal cantante dei Fear Factory (tratta dall'album Obsolete) :
"Il concetto espresso attraverso questo album è che l'uomo è obsoleto. L'idea è ancora quella dell'uomo contro la macchina - l'uomo contro il sistema delle macchine... l'uomo contro il governo delle macchine. Il fulcro della storia era che l'uomo è obsoleto. L'uomo ha creato le macchine per rendere la sua vita più semplice ma, nel lungo periodo, lo renderanno obsoleto. Le macchine che ha creato ora lo stanno distruggendo. L'uomo non è il primo cittadino sulla terra".
Che ne pensate?
Lo trovo un pensiero superomistico.
Mi spiego: l'uomo di per sè aborrisce (vorrebbe farlo almeno) ogni sorta di lavoro. Che gli serva per mangiare o per sopravvivere, il succo è sempre: non sarebbe meglio avere già tutto pronto? In effetti cosa cambierebbe? Il lavoro non aggiunge sapore al cibo, per esempio.
Ora, nella mia humble visione utopistica del mondo, prima ci sbrighiamo ad automatizzare tutto e meglio è. Esempio: se i robot fanno il pane, esso non ha valore monetario, in quanto il valore monetario esiste solo nel momento in cui dietro la realizzazione di un prodotto c'è un tot sforzo di un uomo.
Ergo: pane gratis.
Altra cosa: meno lavoro quindi più studio, più arte, più ricerca scientifica (che non vedo come lavoro, ma di per sè portatrice di sapere, quindi chi la praticasse si troverebbe come davanti a un buon libro)
Ergo: sviluppo
Ora, tornando al topic, finchè le macchine fanno i lavori manuali, non vedo nulla di male. Chi afferma che senza lavoro (fine alla sopravvivenza e non al piacere dato dal sapere) l'uomo diventa obsoleto ha, imho, una visione di uomo come super-uomo, uomo preda dell'istinto, che si realizza quando lotta per la sopravvivenza, che deve dimostrare di essere superiore.
Invece, per come la vedo io, l'uomo potrà essere obsoleto solo quando le ipotetiche macchine potranno non solo svolgere i suoi lavori materiali, ma anche quelli di ricerca, di creazione di opere artistiche etc...
In quel caso l'uomo, da attivo creatore di sapere, si trasformerebbe in passivo assuntore del medesimo, andando ad inobesirsi moralmente fino all'estinzione della sua specie.
E questo, si, non è auspicabile.