Per chi ha scelto la porta a sinistra:
Il corridoio,contrariamente a quello di destra,è circolare e in salita.
Le pareti sono spoglie,non hanno decorazioni di sorta,e presentano delle malformazioni rocciose quali spuntoni.
Dopo un pò ti ritrovi in un'altra saletta identica a quella precedente,ma più sinistra...più "cattiva",o così ti sembra.
Ti siedi sul pavimento a pensare.
Il pavimento è duro,stare seduti è doloroso,poi è anche particolarmente freddo,c'è uno spiffero di aria fredda ma non capisci da dove provenga.
Poi ricordi:non sai come,non sai perchè,ma la tua mente ha stabilito che tu sei nel futuro,e che sei un mercenario in missione incognita,inviato in una base spaziale abbandonata ad esplorare e ad analizzare manufatti alieni.
Parte del tuo cervello cerca di respingere quest'ipotesi,ma in breve tempo viene sopraffatta dall'altra metà...così ti convinci (anche se non è vero).
D'improvviso sai tutto:sei stato inviato lì dal comandante Kriger,devi esplorare la zona e dirigerti verso l'areoporto dei velivoli militari,sabotarli e tornare a casa.
Davanti a te si parano altre due porte.
Apri quella di sinistra,e ti inoltri nel buio.
Annaspando alla cieca tasti le pareti alla ricerca di un interruttore della luce e ti ritrovi con in mano una torcia elettrica,appesa al muro da chissà chi.
La accendi.La situazione migliora notevolmente,ora almeno sei in grado di capire dove stai dirigendo i tuoi piedi stanchi,il che è già un notevole progresso.
Procedi lungo un corridoio cosparso da carcasse di androidi di altri tempi,pezzi di muro crollato e...siringhe?
Sì,è pieno di siringhe di ogni forma e dimensione,e tutte quante contengono un liquido verdastro baluginante quasi come se avesse una vita propria.
Il corridoio termina con una pesante lastra di ferro dipinta di grigio,che emana un odore strano in quest'ambiente e assolutamente inconfondibile:quello della vernice fresca.
Devi trovare il modo di aprire quel portone.
Accanto a esso,fisso al muro,c'è una piccola consolle arrugginita a 9 tasti e la tua mente trova subito il codice adatto da trascrivere:una volta completato,la porta si apre,rivelando una sala d'attesa abbandonata.
Per terra ci sono ancora le poltrone e le sedie rovesciate,e a sinistra il bancone ricoperto di muffa.
La sala è molto grande,buia e abbandonata,però accasciati contro il muro ci sono ancora i droni di sicurezza dell'edificio disattivati e privati del cervello elettronico.
Tutto lascia intuire che questo posto sia stato abbandonato in fretta e furia,proprio mentre era in corso una ristrutturazione generale dell'intera struttura.
Dietro il bancone della reception c'è il gabinetto,e putacaso hai giusto bisogno di espletare i tuoi bisogni corporei.
Così entri,sperando che nè topi nè altre creature abbiano deciso di fare di questo posto una tana.
Dopo aver urinato,ti accorgi che lo specchio posizionato sopra il rubinetto non riflette un beneamato nulla.
Ti gratti la testa e lo stacchi dalla parete,cercando di analizzarlo mantenendo il sangue freddo.Niente panico,peggiorerebbe soltanto la situazione.però è strano,quel dannato vetro sta sfidando tutte le leggi della natura e tu non puoi permetterlo.
Sconvolto,ti aggrappi al lavabo stringendo con forza e reprimendo un conato di vomito.
Pallido come un sudario,esci dala toilette e ti siedi su una poltroncina a riflettere.
Decidi di rimetterti in cammino:dietro la reception c'è una porta che molto probabilmente conduce ai sotterranei,e non avendo alternative migliori ti rimetti in marcia.
C'è una scala a chiocciola molto ripida e la discesa sembra durare un'eternità,ma quando alla fine ti ritrovi nel garage sottoterra e guardi l'orologio consti esterrefatto che in realtà non sono passati neanche tre minuti.
Per terra ci sono chiazze d'olio e gli esoscheletri lì abbandonati a se stessi sono ormai ricoperti da batteri che giorno dopo giorno li scompongono sempre di più,fino a che non rimarrà più niente.
Strano a dirsi,ma un tempo quei cingolati alti cinque metri schierati sul campo di battaglia si dimostravano infallibili,sbaragliando ogni nemico gli si presentasse davanti senza alcun remore (come fai a saperlo?ma soprattutto,sei sicuro che è vero?).
Sul pavimento,inoltre,delle enormi frecce gialle indicano la direzione che porta all'uscita,e seguendole ti accorgi di non essere solo.
Un ansimare flebile proveniente dalla tua destra ti gela il sangue nelle vene,e ti blocchi senza aver più voglia di compiere un singolo movimento.
Preso dalla paura,ti inerpichi su uno dei cingolati e ti rannicchi all'interno della plancia di comando,troppo impaurito per poter proseguire.
Ora il respiro si fa sempre più accentuato e ritmico,assumendo una sfumatura musicale che non ti piace ma che ti ricorda qualcosa.
Delicatamente estrai la pistola lanciafiamme dal fodero (Hai un fodero?Da quando?),e la punti in quelle tenebre fitte fitte preso dal panico più totale.
La torcia ha una durata estremamente limitata senza ricariche energetiche,di conseguenza devi cercare di tenerla accesa il meno possibile.
Il sudore che ti sta colando dalle mani ti fa scivolare la pistola,che malauguratamente cade fuori dall'esoscheletro,finendo da qualche parte nel buio emettendo un tonfo sordo e attutito dal rumore...di passi in avvicinamento.
Oh merda,e adesso?
Cerchi disperatamente di chiuderti dentro ma non ci riesci e non ti resta che aspettare impazientemente l'arrivo di quello che non puoi vedere bensì sentire.
Poi,il silenzio.
Quell'essere,qualunque cosa sia,si è fermato da qualche parte.
Tiri un sospiro di sollievo rumoroso e ti distendi sulla poltroncina di fronte ai comandi,esausto.
Che fai,
scendi ed esplori il garage o
provi a guidare l'esoscheletro?