Che mezzo gaudio sapere che tutto il mondo sia paese...
Vi racconto la mia settimana?
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Lunedì,
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Lezione di Procedura Penale, 9-11.
Mi reco là verso le 9: aula (ovviamente) minuscola, (naturalmente) murata. Mi siedo per terra.
Ore 9.30: strano, il prof non arriva;
Ore 10: davvero strano...
Ore 10.15: una ragazza va al microfono "Ho chiamato in portineria, il professore ha avvisato stamattina che LE LEZIONI INIZIERANNO IL 15".
Io così:
Va bene, va bene: può capitare, no? Un imprevisto, un disguido... Per sicurezza vado in portineria (che non è nello stesso stabile, perchè legge ha aule ovunque, persino nelle cantine delle abitazioni private) e domando
esplicitamente se altri prof abbiano ben pensato di prolungare le loro vacanze. Risposta "No no, assolutamente, la lezioni di Amministrativo e Tributario quest'oggi ci saranno"; "Ne siete sicuri?"; "Certo".
Ok, è solo questione di essere positivi, mi ripeto...
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Lezione di Amministrativo, 11-13.
Torno lì, verso le 10.45: stessa aula minuscola, meno stipata. Riesco a sedermi (miracolo). Non su una sedia col banco davanti, ma non è che si possa avere tutto dalla vita, no? Già che non poggio il mio dolce peso sul pavimento...
Ore 11.30: strano, il prof è in ritardo...
Ore 12: davvero strano... Vuoi vedere che...
Ore 12.15: si vocifera che qualcuno abbia chiamato in portineria e che sia stato risposto "Il professore non si trova". NON SI TROVA?! NON SI TROVA?! Non si trova. "Le lezioni cominceranno più avanti". PIù AVANTI?! PIù AVANTI?! Più avanti. Va bene, va bene: prima o poi scopriremo cosa significhi quel "più avanti". Sul "non si trova" non ho voluto riflettere oltre...
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Lezioni di Tributario, 15.17.
Stessa aula angusta, ancora e ancora più stipata. Io (previdente) arrivo con un anticipo amplissimo e mi siedo nello stesso posto senza banco davanti (vorrei farvi vedere che begli appunti ho preso...).
Ragazzi che si affollano davanti (e fuori) dalle uscite, il canuto professore che si deve fare largo fra la folla e parla tutta la lezione in piedi con ragazzi seduti anche alle sue spalle. Una bolgia infernale, roba da non credere.
Arriva alla conclusione che l'aula è troppo piccola e che avrebbe provveduto. Come? Non si, cambiare aule è una delle operazioni più complesse per la macchinosa burocrazia della mia facoltà... Tant'è...
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Martedì
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Diritto Amministrativo salta fuori che comincia la prossima settimana: quindi il docente deve essere stato trovato. Ok, un problema in meno.
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Diritto Tributario, ore 15-17
Mica sono scema, io! Prima di uscire di casa, controllo sul sito che non ci sia qualche avviso di cambi aula (o, Dio non voglia, orario). Niente, il sito non dice niente. Quindi esco, tutta baldanzosa, con un anticipo mostruoso.
Giungo in aula. DESERTA.

I dubbi cominciamo a venirmi... Vedo, però, altri ragazzi del mio corso, dialoghiamo, nessuno sapeva nulla...
Finchè uno non entra e dice "le lezioni sono in via xyz, in aula zyx".

Allora, io comincio a sentirmi presa in giro, comincio a irritarmi veramente. Cosa avrei dovuto fare per scoprirlo? Chiamare la portineria che
non risponde mai al telefono? Nemmeno a questa domanda ho voluto rispondere.
Esco da lì e grido a tutti quelli che conosco (ignari, come me, del cambio) che l'aula è un'altra: loro ricambiano le informazioni con uno sguardo stupito e un grazie appena sussurrato.
Arrivo in aula.
Non potete capire: delle stesse dimensioni dell'altra, non murata, mooooolto ma mooooolto di più: raggiungo un mio compagno di corso comodamente seduto e lo sbrano per non avermi tenuto il posto, che io gli ho riservato per ben un semestre l'anno precedente. Si scusa. E ci mancherebbe altro.
Mi siedo per terra: non ci crederete, ma si lottava persino per accaparrarsi un posto sul pavimento. Una ragazza mi chiede di stringermi un po' e di farla sedere: "No, scusami, ma già soffro di claustrofobia e questo è il
minimum di spazio che deve passare tra me e gli altri, sennò impazzisco". Ella mi scruta, sorpresa dalla mia risposta decisa e si accomoda ESATTAMENTE davanti ai miei piedi. Non riuscivo a spostarmi. Anche in questo caso, vorrei che vedeste la grafia degli appunti.
Il prof conclude "questa aula è il male minore". E va bene.
Esco da lì, torno a casa.
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Mercoledì:
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Lezioni di Diritto Tributario, 15-17
Allora, sicuramente mi avranno tenuto il posto, altrimenti qui si rischiano vendette trasversali, nonchè battute al vetriolo: non ho la minima intenzione di stare ancora seduta per terra. Per cui mi vesto bene, sicura che sarei stata comodamente seduta.
Però, prima di uscire rifaccio la stessa operazione del giorno prima: visitina sul sito di facoltà (vuoi mai che abbiano nuovamente cambiato aula?). Nulla.
Bene, le lezioni saranno nella "aula meno peggio":
Cambio ben due bus per arrivarci.
Entro.
Avviso: "LE LEZIONI DI DIRITTO TRIBUTARIO SI TERRANNO OGGI NELL'AULA DI LUNEDì".
Eh no, no, così, però, non si fa. Ma scherziamo?
Va bene, va beeeeeeeeeeeeeeene: vado all'aula di lunedì. Se non mi hanno tenuto un posto mando tutti al diavolo e me ne vado: io un'altra lezione come fossimo in un rifugio antiatomico non la faccio. La mia testa fa capolino nell'aula: ovviamente, piena. Una mia compagna mi fa cenno con la mano "C'è un posto qui!". Scavalco le persone sedute per terra, che mi osservano malevolmente mentre mi dirigo verso il mio trono (stavolta col tavolino davanti: appunti scritti benissimo). Mi siedo, ringrazio caramente chi di dovere.
Questa è stata la prima settimana: c'è un calo fisiologico del 40, a volte 50 % nel corso dell'anno accademico.
Mai come quest'anno prego che ciò avvenga.