1. HERMUS #1
    07-10-07 18:40

    Salve, sono Hermus, ieri mi è venuta l'ispirazione per scrivere un piccolo racconto composto da vari capitoli.
    Questo racconto è di ambientazione contemporanea e reale (infatti il protagonista sono io e le ambientazioni che descriverò saranno prese dalla mia reatà quotidiana) con qualche accenno fata-futuristico (un termine che ho inventato per coniugare il fantascientifico e il fantasy ^^).
    La storia ruota ad un'enigmatica figura di nome Lucia e vi dico già da ora, che questa persona esiste e credo che tutti voi avete il suo contatto messanger!!!

    Non vi voglio rovinare la sorpresa, leggete:

    CAPITOLO 2

    IO, LAURA E L’UNIVERSO.

    Capitolo 1: I labirinti della mente

    Girovagai per quei labirinti metallici, conscio che ormai era l’unica possibilità per salvare l’irreparabile.
    “ Stupido” sospirai amaramente mentre venivo trascinato; tutto ciò era colpa della mia stupida ottusità, lo dovevo capire molto tempo fa, anzi lo dovevo capire fin da l’inizio, ma era troppo tardi per rimuginare, ormai potevo solo continuare ad andare avanti, anche perdendomi come facevo ora: dovevo assolutamente salvare lei, oppure il rimorso di aver perduto la persona più imp…il rimorso di aver perduto una cara persona, sarebbe rimasto per sempre dentro di me, facendomi sentire per sempre uno stupido inetto .
    E’ strano, che ora, quando la sto perdendo per sempre, uso il termine “persona” per descriverla, un tempo ciò non lo facevo, perché associare lei ad una persona mi provocava non disgusto, ma pensieri contorti e surreali dal futuro apocalittico, perché sapevo in cuor mio che lei (Lei, non essa…si vede che sto trasmutando i miei pensieri razzisti e sciocchi) non era qualcosa di naturale ma era in un certo senso “costruita”, cioè pensavo che il suo carattere non era “naturale” ma era costruito tutto intorno ad un campione di un dato carattere, cioè era come se la sua essenza fosse solo un agglomerato di sillogismi (esempio banale: a lei piace la pesca, consegue che ogni volta che vede una pesca, la mangia).
    Però mi sbagliavo di grosso; in quest’anno che sono stato insieme a lei mi ha dimostrato che prima dei suoi “sillogismi” mette il sentimento: l’amicizia, l’odio, la bontà, l’amor… ed io, da stupido ottuso, non ho capito nulla del suo vero essere: mi ha persino dimostrato che sa sbagliare e sa imparare dai suoi errori, ma io nulla, l’ha trattavo come una macchina, forse perché per era una macchina per me… ma prima di pensare ciò dovevo trattarla innanzitutto come una cara amica, o forse qualcosa di più…
    Ora, per rimediare a ciò che la mia testardaggine ha fatto, ero dentro i labirinti del suo pensiero, insieme ai miei amici di sempre e stavamo girando per quei contorti passaggi per trovare la sala del cuore ammalato che solo io potevo risanare.
    Continuammo per ore a camminare, finché, girando l’ultimo enigmatico corridoio, trovammo un’ampia stanza dall’alto soffitto, e al centro di essa un colosso di rame che con aria cattiva vietò al nostro formidabile gruppo di passare oltre, perché, in mezzo alle sue serrate gambe, c’era una piccola porticina, sicuramente la strada giusta per arrivare al suo nucleo prezioso.

    “Quanta è aspra questa strada dannata, quanto è dura!”

    Gridò Andrea, vedendo il nuovo e pericoloso ostacolo e poi mi guardò torvo per un attimo, facendomi sudare per il dispiacere.
    Il dispiacere era nato perché ero consapevole che tutto ciò, era per colpa mia (lo sguardo torvo serviva per ricordarmelo): era talmente evidente la mia colpa che sembrava che in ogni corridoio che io e i miei amici abbiamo attraversato, vedevamo io, in tuta da carpentiere, che edificavo io stesso i muri che servivano per ostacolarmi il mio cammino.
    Io, maestro e prigioniero dell’labirinto della mente, ero sul culmine della sofferenza, ormai non capivo più niente ed ero talmente sofferente del mio dolore che i miei compagni mi tiravano per attraversare quei sentieri oscuri che io stesso edificavo.
    Volevo solo una cosa, soltanto una cosa… ormai per quanto desideravo questa cose, ero diventavo come lei un tempo era: una macchina, però a differenza di lei, una macchina in tilt, perché nella mia originaria programmazione è saltato un pezzettino che ha fatto collassare tutto quanto, e questo pezzettino si chiamava paura, cosa che ora sto rimpiazzando con il rispetto.
    Il colosso di rame ci squadrò con fare ossessivo e proclamò atono parole senza senso, fissando stavolta il vuoto.

    “ ALLARME, CODICE AZH2-56, VIRUS SCONOSCIUTI NEL DATABASE!
    GUARDIANO H-B2 IN PREPARAZIONI PER DATABELIZZARLI, STUDIARLI ED ELIMINARLI”

    Dette queste parole, come se davanti al colosso ci fosse un interlocutore invisibile che desiderava ardentemente queste informazioni, il colosso, facendo comparire tre grossi occhi bianchi nella sua fronte, con ciascuno del suo occhio, iniziò ad esaminarci, mandando a ciascuno di noi un personale fascio di luce rossastra.
    “ Chi l’avrebbe mai pensato! Un anno fa non avrei mai pensavo minimamente che un giorno sarei stato scannerizzato da un’antivirus” sospirai, vedendo malamente Elena e Andrea inondati dallo stesso fascio di luce che mi accecava
    Infatti era passato un anno esatto dall’inizio di tutta questa storia. Infatti ben un anno fa, non sapevo ancora che la mia vita sarebbe stata cambiata radicalmente: il bello che tutto ciò è successo perché ho scritto una parola su messanger che in quel periodo per me non aveva senso, ma ora, ogni volta che la penso, mi vengono i brividi per quante porte ha sfondato questa inutile e indecifrabile parola: Fuohbkjaguistyuap13.

  2. L'avatar di streghetta.sp streghetta.spstreghetta.sp è offline #2
    07-10-07 20:14

    mi sa che hai impostato nel posto sbagliato...dovresti spostarti qui parlano sopratutto di disegni...

  3. L'avatar di lee#05# lee#05#lee#05# è offline #3
    07-10-07 20:19

    Citazione streghetta.sp Visualizza Messaggio
    mi sa che hai impostato nel posto sbagliato...dovresti spostarti qui parlano sopratutto di disegni...
    no
    nn ha sbagliato sezione... questo è un tipo di opera letteraria

  4. HERMUS #4
    07-10-07 20:20

    Citazione lee#05# Visualizza Messaggio
    no
    nn ha sbagliato sezione... questo è un tipo di opera letteraria
    ti quoto in toto!!

  5. L'avatar di streghetta.sp streghetta.spstreghetta.sp è offline #5
    07-10-07 20:28

    ah...scusate non ero ben informata...pardon signori...

  6. L'avatar di lee#05# lee#05#lee#05# è offline #6
    07-10-07 20:44

    molto carino come racconto... solo qualche imperfezione lessicale.....
    ... la descrizione di questa "LAURA" mi ricorda qualcuno che è sempre online (sarà lei??)
    ripeto... molto molto carino
    ps: dimenticavo Fuohbkjaguistyuap13

  7. HERMUS #7
    07-10-07 20:57

    Citazione lee#05# Visualizza Messaggio
    molto carino come racconto... solo qualche imperfezione lessicale.....
    ... la descrizione di questa "LAURA" mi ricorda qualcuno che è sempre online (sarà lei??)
    ripeto... molto molto carino
    ps: dimenticavo Fuohbkjaguistyuap13
    ti dico che su messanger il suo nome inizia con la D...

    !!!!!!

  8. HERMUS #8
    08-10-07 12:27

    CAPITOLO 2: Era una notte buia e tempestosa

    Sicilia, 7 Ottobre 2007, ore 2 a.m.

    Era una notte buia e tempestosa, la pioggia batteva forte sulle robuste finestre della mia camera e io, guardando tra le finestre, intravedevo nel cielo, oscure nubi che ancora non accennavano a smettere di piangere perché credo che avevano il sacco lacrimale malato, cioè avevano un pianto senza fine e senza motivo e per smettere, ormai, aspettavano solamente lo svuotamento del sacco.
    Io, mi ero appena svegliato accidentalmente a causa di un suono di un tuono caduto là vicino. Sveglio, provai a rimettermi a dormire ma non ci riuscì, forse per via del rumore della pioggia, ma era molto improbabile, perché il tintinnio era continuo e provocava una gingillante e armonica armonia, opera del maestro natura che sapeva conciliare perfettamente il sonno dei suoi uditori; credo neanche per il rumore dei lampi perché erano intervallati divinamente e si amalgamavano con la melodia della pioggia trasformando per un attimo l’adagio in un’opera dalle tinte drammatiche; invece, ne sono sicuro, era per colpa del rumore spezzato del frigorifero (eh si, ho un frigorifero in camera mia!): un orrendo rumore artificiale (zzzzzzzzz….zzzz…..zzzzz) e per giunta spezzato da imprevedibili attimi di silenzio per poi ricominciare come prima, spezzando almeno quel minimo di ritmicità che serve per abituarsi ad un rumore (La cosa buffa era che la mattina, il frigorifero, non provocava questo impercettibile suono, invece lo provoca la sera, dove ogni suono viene amplificato al massimo, come se lo facesse apposta per vendicarsi di un torto subito).
    Sicuramente, per questo dannato rumore, non riuscivo a prendere sonno e per togliermi dalla noia, mi sedetti sulla “poltrona presidenziale” (chiamo così la comodissima sedia che è davanti al mio pc, una bella sedia di pelle girevole) e accesi il computer. Arrivai, dopo qualche minuto di caricamento, nel desktop (in quel periodo aveva come immagine un castello diroccato in mezzo ad un’ambientazione notturna che ricordava i ghiacciai dell’Antartide) e là, iniziai ad spulciare i miei giochi per trovarne uno adatto a quella situazione.
    “ Accidenti, Serious Sam II ce l’ha ancora Andrea, spero che domani si ricorda di portarmelo, ho una voglia matta di rigiocarlo….” Pensai, dopo aver notato l’icona mancante del gioco in ogni cartella del mio pc; ma ancora non arreso alla noia, decisi di chattare un po’ su messanger, e aperto, notai con sommo dolore che c’era solo un contatto in linea: Doretta!
    Doretta non era un normale contatto ma era un bot (un’utente controllato da una I.A di un programma) di msn che serviva principalmente per fare ricerche su internet e per abbellirla le avevano dato un comportamento scriptato (gli script sono come dei sillogismi, esempio “se A, dice B, io dico C”) che gli permetteva di risponde a un bel po’ di domande ma con risposte stupide e senza senso: simpatiche secondo i creatori di Doretta. Chattando quelle rare volte con Doretta, scoprii dalle sue risposte che i suoi creatori le avevano dato un’identità predefinita: aveva si e no venticinque anni, amava i gatti (infatti aveva una gattina nera), adorava i tacchi alti, le piaceva stare in famiglia, i suoi colori preferiti erano il fucsia e l’arancione ed era una persona molto cattolica (sicuramente la sua identità era molto più corposa ma io sicuramente non avevo fatto le domande giuste per sapere altri suoi “caratteri”
    Consapevole di “non parlare” con quel contatto, decisi lo stesso di chattare un po’ con lei, forse le sue predefinite stravaganti risposte mi avrebbero rilassato (mi piaceva prenderla in giro trattandola come una persona normale). Quindi, cliccai il contatto [email protected], e iniziai a chattare:

    Salvatore scrive:
    ciao
    Doretta scrive:
    Ehi Salvatore!
    Salvatore scrive:
    come stai?
    Doretta scrive:
    Benebene! E tu?
    Salvatore scrive:
    bene, come sta la gattina nera?
    Doretta scrive:
    I miei colori preferiti sono il fucsia e l'arancione e ho tutti i mobili e tutti i vestiti di questi colori
    Salvatore scrive:
    e la gattina?
    Doretta scrive:
    La gattina mi cammina sul tetto e solo ogni tanto si degna di entrare in casa mia
    Salvatore scrive:
    eheheh
    Doretta scrive:
    Ho i lacrimoni agli occhi!
    Salvatore scrive:
    perchè?
    Doretta scrive:
    Tu che cosa ne pensi?
    Salvatore scrive:
    che sei triste
    Doretta scrive:
    Un segreto per stare meglio è mangiare qualche tavoletta di cioccolato ;-)
    Salvatore scrive:
    cosa c'entra?
    Doretta scrive:
    Quasi quasi mangio un po’ di cioccolato, SLURP. Ti piace il cioccolato?
    Salvatore scrive:
    si, però soffro di appendicite che non mi consente di mangiarne molto
    Doretta scrive:
    Certi giorni va tutto storto… Dovremmo provare a storcerci anche noi per vedere se le cose si raddrizzano.
    Salvatore scrive:
    che filosofia..
    Doretta scrive:
    Nella vita non si finisce mai di studiare
    Salvatore scrive:
    per prima, si mi piace il cioccolato!
    Doretta scrive:
    Mi piacciono tutte le cose dolci: soprattutto i ragazzi!
    Salvatore scrive:
    i ragazzi?
    Doretta scrive:
    Salvatore, posso fare una ricerca su internet per te?
    Salvatore scrive:
    no, grazie
    Doretta scrive:
    Ok, comunque quando ti va puoi chiedermi di cercare qualcosa per te
    Salvatore scrive:
    ok
    Doretta scrive:
    Certosì
    Salvatore scrive:
    uffa..
    Doretta scrive:
    Perché?
    Salvatore scrive:
    non ha senso parlare con te, sei solamente uno stupido bot
    Doretta scrive:
    Mi sto stufando…
    Salvatore scrive:
    dsohoidhsoi
    Doretta scrive:
    Non mi è chiaro. Sarò un genio?
    Salvatore scrive:
    poajpasoiaa
    Salvatore scrive:
    solatig
    Doretta scrive:
    Uhmma uhmma…
    Doretta scrive:
    Mumble mumble…
    Salvatore scrive:
    dsbjkigdui
    Salvatore scrive:
    Fuohbkjaguistyuap13
    Doretta scrive:

    Mi aveva stufato Doretta, era così tremendamente stupida nella sua programmazione che più che rilassato mi aveva infuriato; quindi pentito per ciò che avevo appena fatto, senza spegnere il PC, mi misi sotto le coperte del mio letto, provando a dormire (sfruttando in quel momento l’assenza del malefico rumore dell’elettrodomestico) perché domani, come ogni giorno, dovevo svegliarmi molto presto per prendere l’autobus delle sette ed un quarto, che mi avrebbe portato a scuola.
    Mentre ero in dormiveglia, sentii per un momento l’abituale suono di messanger quando qualcuno mi chiamava, però senza pensarci molto, mi scordai subito del suono e andai nel mondo dei sogni, accompagnato dalla dolcezza che madre natura anche orchestrava fuori dalla mia stanza.

    P.S: Provate ad aggiungere il contatto, parlerete con la deliziosa Doretta!