![]()
#31
24-10-07 10:39
![]()
Assurbanipal ![]()
#32
24-10-07 16:01
senza dubbio il vg è un medium.
il medium come tale media, veicola un messaggio.
il messaggio è una informazione, e l'informazione di solito è accrescitiva di conoscenza.
se il vg è capace di trasmettere informazioni, messaggi di peso culturale è da verificare.
in ogni caso ci sono giochi il cui messaggio può essere più o meno celato.
di certo il vg insegna a pensare. a reagire e a ragionare in tempi spesso brevissimi.
se può essere inteso questo come forma di insegnamento, allora si, di certo insegnano.
se invece si intende per "insegnamento" l'enunciazione di nozioni di fattispecie culturale, potrei dire che non è un metro assoluto.
in misura parziale, altresì, ci sono giochi che veicolano nozioni culturalmente rilevanti anche per i tradizionali metodi d'insegnamento.
parlo delle schermate alla call of duty che raccontano in maniera piuttosto fedele e sicuramente meno noiosa i fatti di guerra del secondo conflitto mondiale, o anche del recentissimo eternal sonata che ci racconta la storia di frederich chopin, ci fa sentire le sue sonate integrando il tutto nella struttura fantastica del gioco in sè.
la risposta dunque è abbastanza complessa. certo non si può dire che gears of war insegni alcunchè, così come killer 7, senza però negare che (in particolare il secondo) siano in grado di veicolare messaggi certamente non didattici o didascalici, ma sicuramente fortissimi e di alta pregnanza artistica (ancora, killer 7).
Dark Prince #33
25-10-07 22:55
a volte,almeno credo.e credo anche che dipenda dalla capacità della psiche dell'individuo che gioca di lasciarsi influenzare.mi spiego meglio:
io potrei giocare a gta sa,senza problemi,mi diverto ecc ecc.ma potrebbero esserci persone che suggestionate da ciò potrebbero imitare tali azioni
per questo credo che i vg vengano sempre additati come maligni,e ispiratori alla violenza.per quanto mi riguarda,tutti i giochi a cui ho giocato fino ad ora,mi hanno insegnato a non avere pietà per il nemico
chissà,forse mi servirà quando andrò in guerra e farò rambo
Spoiler:post altamente ironico
![]()
jcsolid89 ![]()
#36
26-10-07 00:40
quoto alla grandesenza dubbio il vg è un medium.
il medium come tale media, veicola un messaggio.
il messaggio è una informazione, e l'informazione di solito è accrescitiva di conoscenza.
se il vg è capace di trasmettere informazioni, messaggi di peso culturale è da verificare.
in ogni caso ci sono giochi il cui messaggio può essere più o meno celato.
di certo il vg insegna a pensare. a reagire e a ragionare in tempi spesso brevissimi.
se può essere inteso questo come forma di insegnamento, allora si, di certo insegnano.
se invece si intende per "insegnamento" l'enunciazione di nozioni di fattispecie culturale, potrei dire che non è un metro assoluto.
in misura parziale, altresì, ci sono giochi che veicolano nozioni culturalmente rilevanti anche per i tradizionali metodi d'insegnamento.
parlo delle schermate alla call of duty che raccontano in maniera piuttosto fedele e sicuramente meno noiosa i fatti di guerra del secondo conflitto mondiale, o anche del recentissimo eternal sonata che ci racconta la storia di frederich chopin, ci fa sentire le sue sonate integrando il tutto nella struttura fantastica del gioco in sè.
la risposta dunque è abbastanza complessa. certo non si può dire che gears of war insegni alcunchè, così come killer 7, senza però negare che (in particolare il secondo) siano in grado di veicolare messaggi certamente non didattici o didascalici, ma sicuramente fortissimi e di alta pregnanza artistica (ancora, killer 7).
sarrko ![]()
#37
28-10-07 02:00
Topic molto interessante.
Un paio di anni fa aprii io stesso un topic simile nel quale fu avviata una vivace discussione.
Vorrei dare un contributo personale a questo topic analizzando alcuni aspetti sui quali poi lascerò a voi la possibilità di riflettere e replicare.
Innanzitutto vorrei premettere che esistono molti studi dimostranti che i videogiochi costituiscono un prodotto culturale che può essere inquqdrato nel cosiddetto settore periferico della struttura delle organizzazioni culturali.
Il videogioco è figlio diretto della rivoluzione tecnologica concretizzatasi negliultimi trenta anni ma reca anche in sè i caratteri che lo legabo in qualche modo alla televisione (vedi il rapporto con le console) e al cinema (vedi il rapporto dell'applicazione della CGI dal ai videogiochi e viceversa).
Il termine vidogioco è oggi identificativo di una sofisticata e vasta gamma di elementi ipertestuali e interattivi da cui emerge la potenza dei linguaggi digitali. Attraverso il vg il nostro corpo subisce la metamorfosi di un'azione comunicativa che è sempre più sradicata in quanto esce dai modelli sociali e culturali con cui le strategie espressive della civiltà di massa hanno costruito la civiltà moderna, le forme dell'abitare a cui apparteniamo, ed entra in una pluralità di mondi virtuali talmente estesa e variegata da costituire un multiverso in continua e imprevedibile trasformazione.
Molto spesso i vg sono definiti un oggetto di intrattenimento infantile e generalmente evasivo: questo perché risulta difficile comprendere come essi appartengano alla nostra vita quotidiana, a quel territorio, al tempo stesso emergente e sommerso, i cui i mutamenti, le identità e i conflitti nascono dal basso, animati da una strategia delle emozioni che i dispositivi della tradizione usano nelal forma del controllo verticale e centralizzato. Il vg si attiva nei luoghi intermedi in cui si collocano gli oggetti di cui ci serviamo per vivere e comunicare, cioè si colloca nello spazio collettivo della nostra persona: soddisfa i mercati di massa proprio perché soddisfa la sempre più forte dinamica di strategie di consumo personalizzate.
I vg rappresentano inoltre una manifestazione della dimensione post-umana e sono quindi l'espressione, come direbbe Bruce Sterling in una delle sue visioni futuristiche nel suo "La Matrice Spezzata", l'espressione di una diversa identità evolutiva dell'uomo. Il celebre scrittore, in questo senso, ha intutio una delle verità che si nascondono dietro il fenomeno dei vg, e cioè che non hanno a che vedere con il sapere istituzionale, ma sono anche uno dei modi attraverso cui accedere ad una forma di comunicazione e apprendimento che è tipica del gioco in generale e che si fonda sul modello percettivo-motorio.
Chiunque di voi sia abituato a giocare sa che imparare il funzionamento di un gioco è per lo più molto semplice,avviene in modo quasi inconsapevole e coinvolge il corpo (i movimenti delle mani per esempio, accentuati adesso dall'introduzione di nuovi controllers come il Wiimote o il Sixasis) e i sensi (in primo luogo la vista e l'udito).
E' stato dimostrato come i tipi di azioni che possono essere compiute da videogiocatore siano generalmente tre (coordinazione senso motoria, tipica degli sparatutto; immedesimazione, tipica dei giochi di avventura e dei RPG; ragionamento logico, tipico degli strategici) e corrispondono ognuna ad uno dei tre stadi dello sviluppo mentale individuati dallo psicologo Piaget: acquisizione dell'intelligienza senso motoria, acquisizione del linguaggio simbolico e sviluppo dell'intelligenza rappresentativa, acquisizione della capacità di rendere opperativo il pensiero razionale e sviluppo dell'intelligenza logica.
Mi sembra di aver lanciato molti spunti di riflessione: lascio a voi la parola...![]()
![]()
Mao-t ![]()
#38
31-10-07 14:13
Mi interessa molto questa parte.
E' stato dimostrato come i tipi di azioni che possono essere compiute da videogiocatore siano generalmente tre (coordinazione senso motoria, tipica degli sparatutto; immedesimazione, tipica dei giochi di avventura e dei RPG; ragionamento logico, tipico degli strategici) e corrispondono ognuna ad uno dei tre stadi dello sviluppo mentale individuati dallo psicologo Piaget: acquisizione dell'intelligienza senso motoria, acquisizione del linguaggio simbolico e sviluppo dell'intelligenza rappresentativa, acquisizione della capacità di rendere opperativo il pensiero razionale e sviluppo dell'intelligenza logica.
Mi sembra di aver lanciato molti spunti di riflessione: lascio a voi la parola...
In effetti ho letto di diversi studi condotti su campioni che videogiocano e non.
Si è notato che i primi sviluppano coordinazione, attenzione, velocità e altre caratteristiche riguardante la prontezza di riflessi, motori e mentali.
E sinceramente l'ho notato anch'io sulla mia persona.
Quindi possiamo parlare non solo di messaggi veicolati attraverso i videogiochi ma anche di insegnamenti diversi, come quelli motori appunto.
Sappiamo benissimo infatti che l'intelligenza può anche essere motoria, e di contro svilupparla.
C'è chi la sviluppa facendo attività fisica di vario tipo, c'è chi videogiocando la sviluppa con il pad.
![]()
Bruce Kettah ![]()
#39
31-10-07 18:23
Okami sono costretto a giocarlo in lingua con il vocabolario sotto il braccio perchè non voglio perdermi neanche un particolare della trama. la cosa non mi dispiace affatto, mi diverte di tanto in tanto mettere alla prova il mio inglese.
se a questo poi aggiungiamo che spesso e volentieri i doppiaggi in italiano sono qualcosa di scandaloso, vedi il primo metal gear solid, giocare in lingua originale oltre che utile è anche dilettevole.
rispondendo direttamente al titolo della discussione, è mia opinione che un videogioco difficilmente possa insegnare qualcosa che non sia una lingua straniera come ho scritto sopra. certamente i vg trasmettono messaggi, alcuni più profondi, altri un po banali se non proprio infantili; sicuramente emozionano ma difficilmente insegnano.
divertono e fanno vibrare le corde delle mie emozioni, mi basta.