Partendo dalla piccola discussione generatasi in
questo topic, ho pensato di aprire un thread apposito dove discutere di quella che, nel bene e nel male, pare essere la strada intrapresa dalla casa di Kyoto per gli anni a venire.
Sono ormai lontani i tempi di Hiroshi Yamauchi, che con pugno di ferro dirigeva azienda ed annessi dipendenti. Niente commercialate, solo capolavori (almeno stando a buona parte dei detrattori della politica attuale). Quelli sì che erano bei tempi, non ci sono più le mezze stagioni, e balle varie.
Ora mi e vi chiedo, la situazione odierna è davvero così disastrosa? Così insopportabile? Così "marcia"?
Quello che Iwata ha fatto per Nintendo è davvero un lavoro notevole (alzi la mano chi non vorrebbe essere azionista Nintendo), ma qual è stato il prezzo da pagare per questo successo? Link sfruttato come un mero brand all'interno di un giochino utile solo a vendere un accessorio, forse anche inutile?
Personalmente ritengo queste accuse e relativo punto di vista, seppur rispettabili, assolutamente insensati. Nintendo non ci ha abbandonato, non ha smesso di elargire capolavori assoluti e non smetterà di farlo in un futuro prossimo. Certo, dovremo abituarci a convivere con tutta quella nuova utenza che la grande N cerca (e riesce, a giudicare dai risultati) di attrarre; un utenza non informata, che non cerca il capolavoro assoluto e non santifica quelli che, alla fine, sono e rimangono dei semplici prodotti commerciali, e che come tali andrebbero quindi considerati. Anche perché come già ribadito da molti, accanto a dette "commercialate", che portano allo "svilimento" di brand storici, vi sono e vi saranno altrettanti titoli che porteranno la qualità degli stessi a nuovi livelli.
Forse molti di noi hanno una visione troppo romantica di questo mercato. Perché di questo si tratta: mercato, prima che passione. Non siamo più gli unici detentori di un'arte eletta. Siamo giocatori, e sempre lo siamo stati. Facciamocene una ragione, e divertiamoci. Tutti assieme.