pinci
Mi rattrista vedere come qui nel forum vi siano utenti che affermino..."usa orco cattivo;viva la russia,la cina ecc ecc"..E vero che gli americani l'hanno fatta grossa in iraq...ma nn sono gli unici o meglio,sn quelli che lo fanno conn un po di buon senso.Perche qui nn si dice mai che la cina e da circa 60 anni che occupa illegalmente il Tibet violando i diritti umani?e che sn una semi dittatura con quasi zero liberta di stampa?A gia e vero lono sn comunisti,sn di sinistra,fanno il bene del popolo...Perche nn si accusa mai la russia di occupare la Cecenia,compiere massacri di civili ecc ecc?lo sapete perche lo fa,nn per beneficenza ma perche la cecenia e un regione piena di giagimenti di petrolio e gas naturali...Ma anche loro sn comunisti ecc ecc!!Io da cittadino italiano preferisco mille volte che a possedere le armi atiomiche sia gente come Bush...E quindi prima di accusare gli UsA guardate i panni sporchi delle vostre "nazioni"
Concordo, al di là dei toni un po'politicizzati, con la sostanza del tuo discorso: pur continuando a considerare assolutamente negativo l'unipolarismo statunitense per le conseguenze che ha avuto e potrebbe avere, gli scenari di un multipolarismo impostato su Russia e Cina sono così torbidi da far venire i brividi.
Sono sempre stato un sostenitore del diritto all'Iran di adottare un programma nucleare ad uso civile (e ricordo che, ad ora, non esistono prove di alcun genere su piani o strutture iraniane rivolte al nucleare bellico), ma l'idea di un asse Mosca-Teheran è oggettivamente preoccupante, e lo diventa sempre di più man mano Putin si svincola dalla formalità democratica dimostrandosi un autocrate. Il riarmo putiniano non può che gettare un'ombra molto preoccupante sulla collaborazione ai piani nucleari di Teheran, e rappresenta un fattore di destabilizzazione che si ripercuoterà senza dubbio da Israele fino all'Arabia Saudita, al Pakistan ed all'India, senza contare l'Iraq che sembra avviato, salvo per la regione curda, verso lunghi anni di instabilità.
La Guida della Rivoluzione Islamica iraniana, ayatollah Khamenei, da sempre intrattiene, attraverso incaricati diretti paralleli all'ambasciata iraniana, forti relazioni dirette col governo russo (uno degli esiti fu, anni fa, l'inizio del supporto russo al nucleare civile iraniano a livello tecnico ed economico), ma che da una vicinanza geo-strategica dovuta ad interessi contingenti si passi ad una sorta di alleanza o, quanto meno, ad una prospettiva di relazioni a lungo termine che portino allo sviluppo di strutture difensive comuni è un qualcosa che dovrebbe esser visto col massimo della preoccupazione da tutti noi.
L'Unione Europea, come sempre sullo sfondo, non ha saputo recuperare l'Iran al dialogo internazionale, isolandolo per via delle stolide pressioni statunitensi e buttandolo, di fatto, nelle braccia di Putin, ben felice di assicurare ad Ahmadinejad il necessario supporto nel Consiglio di Sicurezza dell'ONU oltre ad un potenziamento degli aiuti per il programma nucleare. Chi detesta Bush ed il suo operato dovrebbe riflettere su quanto Putin sia per parecchi versi potenzialmente più pericoloso, specialmente perché le informazioni sulla reale situazione di molte zone della Russia sono da anni assenti od adulterate e la maggior parte degli attacchi terroristici ceceni sono stati rianalizzati dai media liberi con esiti talora sconcertanti.
Allo stesso modo, la follia di Nancy Pelosi nel voler far riconoscere legalmente il genocidio armeno negli USA rischia di provocare una rottura senza precedenti nei rapporti fra Turchia ed USA, riavvicinando la Turchia all'Iran in funzione anti-curda ed allontanandola sempre di più, complice anche l'elezione presidenziale di Gul, dall'entrata nella UE.
Il governo Sarkozy, con il suo appiattimento sulla politica atlantica, sta di fatto ottenendo l'esito opposto a quello desiderato, cancellando qualsiasi possibilità di dialogo fra la UE e l'Iran (senza contare la già menzionata Turchia, alienata dalla legge francese sul genocidio armeno) e favorendo la creazione di un asse permanente russo-iraniano.