#16
31-10-07 14:33
Bannatemi pure.
Sapete bene che non me ne potrebbe fregare di meno; chi siete voi?
Non siete niente, quindi con il ban mi pulisco tranquillamente il culo.
![]()
Elray ![]()
#17
31-10-07 14:42
cosa vuoi dimostare con tutto ciò?
semplicemente il tuo continuo pessimismo risulta fuori luogo,dato che risulta una forzatura scenica di uno stato d'animo
Non voglio giudicare,ma se stiamo parlando di un argomento differente,i tuoi interventio risultano banali e rischiano di banalizzare la tua stessa validità,dato che spesso e volentieri so già a priori quello che vuoi dire
Sbattere in faccia sempre che la vita ti par mediocre interessa poco,dato che probabilmente molti di noi lo sanno benissimo,solo che non preferiscono utilizzare tali esperienze come un etichetta della loro personalità
vuoi essere bannato?e a che pro scusa?
Noi non siamo nessuno,mod compresi,e proprio per la nostra presenza anonima alla maniera kafkiana(tutti schifosi scarafaggi)i tuoi post sembrano addirittura più vivaci dei nostri
meglio la carta che il ban per pulirsi il deretano
fine Ot e autoapplauso
![]()
Saverione ![]()
#18
31-10-07 14:50
Ma finiscila con le commedie, falso.
Il ban sara' solo conseguenza delle tue azioni, se mai dovesse arrivare.
E "chi siete voi" e la parte di quello che non gliene frega niente dell'opinione della gente su un forum a te proprio sta scomodissima, e non aggiungo altro per decenza.
Ti sei approfittato fin troppo della pazienza della gente, che ti sia ben chiaro.
![]()
KekkoTa ![]()
#19
31-10-07 15:03
Il Corriere della Sera
Il farmaco sperimentato con successo in America e Francia.
Francesco D'Agostino: eticamente inaccettabile, altera la responsabilità personale
Una pillola per dimenticare i ricordi dolorosi divide gli scienziati
Il medicinale è un anti ipertensivo. I pazienti sono riusciti ad accettare memorie prima insopportabili
12 luglio 2003 di Margherita De Bac
ROMA — Il farmaco è vecchio, ma l'uso è nuovo. Da cinquant'anni viene prescritto come anti ipertensivo. Alcuni ricercatori vorrebbero riproporlo per curare non una malattia, ma uno stato emozionale. Per cancellare il malessere psicologico dello stress post trauma oppure per annullare rimorsi e pietà. La pillola del non ricordo. La ingoi e dimentichi quanto di brutto ti ha offerto il passato. Pazienti ideali, le donne che hanno subìto aggressioni sessuali, le vittime di assalti terroristici, chi ha provato lo shock del terremoto o non riesce a riprendersi da un incidente stradale. Poi ci sono le applicazioni estreme. Soldati che si curano con la pasticca per dimenticare azioni efferate commesse in guerra.
La pillola è a base di propranololo, famiglia dei betabloccanti, il primo antipertensivo della storia, nato negli Anni '50 e tuttora prescritto con queste indicazioni. I farmacologi spiegano che agisce sul sistema adrenergico e quindi agisce come un sedativo delle emozioni, in termini tecnici «diminuisce il rivissuto».
Qualche anno fa un medico americano chiese e ottenne la pubblicazione di una lettera sul New England journal of medicine: «Da quando prendo il propranololo non riesco più ad apprezzare la musica e i tramonti. Meglio tenermi la mia pressione alta». La molecola compare nella lista delle sostanze dopanti, vietate agli sportivi. Svolge un'azione anti ansiolitica, riduce tachicardia, tremori. Pensate quanti vantaggi potrebbe trarne un tiratore al piattello che avverte lo stress della gara.
L'Università di Harvard e l'Associazione parigina di psichiatria biologica stanno sperimentando lo stesso farmaco per il post trauma. I risultati clinici mostrano già una buona percentuale di successo. I pazienti riescono a metabolizzare ricordi insopportabili, che li facevano vivere.
Il mondo scientifico è diviso, specie quando vengono ipotizzate applicazioni in guerra. Si pensa a soldati che torturano e massacrano e che poi dimenticano con la pasticca del non ricordo: «Mostruosità, la pillola del diavolo. Può portare uomini e donne a commettere azioni che in altre situazioni sarebbero inaccettabili», dice Barry Romo, coordinatore delle Associazioni veterani del Vietnam.
Da noi i commenti non sono meno teneri. Per Francesco D'Agostino, presidente Comitato nazionale di bioetica «dietro questa linea c'è il riduttivismo anglosassone e l'interesse delle aziende farmaceutiche. Inoltre qualunque sostanza alteri la responsabilità personale non è etica. Il rimorso è funzionale alla responsabilità dell'individuo, è motivo di rigenerazione psicologica».
![]()
Elray ![]()
#22
31-10-07 15:22
no,dovrebbe essere la proteina PP1(protein phosphatase 1)non solo beta bloccanti
http://www.repubblica.it/2007/07/sez...a-farmaci.html
![]()
Saverione ![]()
#25
31-10-07 15:37
Sto leggendo qualcosa sulla fostatasi 1 e qualche esperimento fatto sui topi, ma inibirla come han fatto gli scienziati a zurigo significa aumentare le prestazioni della memoria, anziche' cancellare i ricordi!no,dovrebbe essere la proteina PP1(protein phosphatase 1)non solo beta bloccanti
http://www.repubblica.it/2007/07/sez...a-farmaci.html
(l'articolo lincato parla ancora del beta bloccante, sugli studi compiuti a Zurigo sulla PP1 e sulla memoria in genere ci son in giro articoli ma penso sian piu' comprensibili le parole di Roberto Ettore Bertagnolio da un articolo di Neuroscienze)
![]()
Elray ![]()
#26
31-10-07 15:40
in entrambi i sensi,sia per rafforzare sia per inibire la memoriaSto leggendo qualcosa sulla fostatasi 1 e qualche esperimento fatto sui topi, ma inibirla come han fatto gli scienziati a zurigo significa aumentare le prestazioni della memoria, anziche' cancellare i ricordi!
(l'articolo lincato parla ancora del beta bloccante, sugli studi compiuti a Zurigo sulla PP1 e sulla memoria in genere ci son in giro articoli ma penso sian piu' comprensibili le parole di Roberto Ettore Bertagnolio da un articolo di Neuroscienze)
si,avevo linkato un articolo per un altro
http://internazionale.it/cartoline/c..._id=97&oid=202 alla fine