Oberon
Non so dove tu abbia preso quell'articolo.
In genere chi parla per percentuali senza fornire CIFRE, non sa di cosa parla o non vuol dare riscontro agli altri di ciò che va dicendo (è una tecnica banale usata spesso da Berlusconi e dai suoi lacché

. E la parte in cui si accenna a mutazioni trasmissibili alla prole non fornisce dati.
Io voglio le misure.
E quell'articolo non le fornisce per il semplice fatto che misure in tal senso dimostrerebbero una attività coperta da quella di fondo. Le particelle alfa sono presenti anche nell'acqua del tuo rubinetto, ORA, e sono dovute a fallout atomico vecchio di decenni.
Il resto dell'articolo parla di patologie che ho citato anch'io.
Stranamente per un articolo di questo tipo, non cita le influenza delle ipotetiche particelle alfa sui meccanismi di correzione genetica delle aberrazioni (meccanismi affinati dall'evoluzione e presenti in tutti noi). Tali meccanismi infatti reagiscono male alla radioattività. Ed altrettanto male a condizioni di vita disagiata (povertà, malnutrizione, infezioni croniche)....
Si torna a ciò ce giustamente diceva Cerberus.
La radioattività non c'entra nelle aberrazioni genetiche della prole. E quell'articolo non dimostra un bel nulla dato che non dice nulla in proposito.
Specifico per l'ennesima volta: NON sto dicendo che l'uranio impoverito sia innocuo. DICO che la sua pericolosità NON E' QUELLA ESPOSTA IN QUELLE FOTO.
Chiaro?
QUI un articolo serio.
Ho capito una costa, qui si parla di statistiche e numeri.
Quindi sei un ingegnere.
Quindi parlare con un ingegnere equivale parlare a un muro.
Statisticamente parlando, naturalmente.
OMS
Uranio impoverito (fonte OMS)
L’uranio (U) è un minerale, debolmente radioattivo, presente in natura come miscela di 3 isotopi (U238, U235 e U234) di cui l’U238 è il più abbondante. L’uranio naturale è presente nelle rocce, nel suolo, nell’acqua e perfino nel corpo umano (90 microgrammi). La sua tossicità non dipende dalla radioattività, ma dall’essere un metallo pesante.
L’uranio impoverito è una forma di uranio che contiene minori quantità di U235 e U234 ed ha una radioattività pari al 60% di un’eguale quantità di uranio naturale.
Potenzialmente l’uranio impoverito è chimicamente e radioattivamente tossico. Gli organi bersaglio sono principalmente reni, polmoni, ossa.
L’esposizione all’uranio impoverito può avvenire tramite contatto, inalazione di particelle sospese nell’aria, ingestione di acqua o cibo contaminato. I bambini portandosi spesso le mani alla bocca facilmente ingeriscono anche la terra contaminata.
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Armi all’uranio impoverito
L’uranio impoverito è usato nella fabbricazione di armi e munizioni perché è molto pesante. Infatti, la sua densità è quasi il doppio di quella del piombo. Esso penetra quindi molto più efficacemente di altri metalli nel bersaglio e fornisce una migliore difesa se si trova nella composizione delle pareti dei carri armati. Un altro ‘vantaggio’ non trascurabile è che, essendo un prodotto di rifiuto della lavorazione del combustibile per le centrali nucleari, oppure una scoria in uscita dalle stesse, i costi di produzione di questo metallo sono bassi in proporzione agli altri costi militari, poiché i rifiuti della lavorazione dell’uranio per scopi bellici (e civili) non costano più nulla.
L’esplosione di un proiettile all’uranio impoverito (UI) crea altissime temperature che letteralmente “ardono vie” le persone che si trovano vicine al luogo d’impatto. Inoltre il 20% di un proiettile all’uranio impoverito si trasforma in un aerosol di gas e polveri dopo l’impatto con un bersaglio. Dal 50% al 96% delle particelle di uranio nell’aerosol diventa respirabile. La maggior parte delle polveri rimane entro 50 metri dall’esplosione, una piccola percentuale può essere dispersa e portare particelle di uranio fino a 42 Km di distanza. Le polveri inalate o ingerite direttamente o tramite alimenti contaminati possono creare a lungo termine effetti dannosi alla salute, anche se gli studi finora effettuati non sono considerati conclusivi.
Come tutti i metalli pesanti l’UI è tossico è può indurre l’insorgenza di tumori, anche se non si conoscono la dose e la durata di esposizione necessari per produrre questo effetto.
Negli Stati Uniti e in Giappone i siti utilizzati per testare i proiettili all’UI sono stati identificati come contaminati, ne è ristretto l’accesso e in alcuni casi si è provveduto a decontaminare il suolo. Invece non vi sono quasi mai segnalazioni dove l’uranio impoverito è stato utilizzato nei bombardamenti e i siti non sono mai stati decontaminati.
Proiettili all’UI sono stati utilizzati in Iraq (1990), in Bosnia-Herzegovina (1994-95), in Kossovo e Serbia (1999). Studi sembrano confermare la correlazione tra esposizione a polveri di UI e alcune malattie, ma l’argomento è molto controverso.
Il governo iracheno ha ribadito più volte che l’uranio impoverito sarebbe responsabile di un incremento di tumori tra la popolazione e malformazioni dei feti. Da uno studio su quattro ospedali di Mosul, capitale del governatorato di Ninevah, condotto prima e dopo la guerra, risulta che
la frequenza di cancro si è quintuplicata, con prevalenza di cancro ai polmoni, al seno, alla pelle, al fegato, oltre a linfomi e leucemie. Tuttavia gli effetti sulla popolazione civile non possono essere stimati con la necessaria completezza, a causa dell’isolamento scientifico cui è sottoposto il paese, però,
si stima che siano morti almeno 50.000 bambini nei primi otto mesi del 1991 per malattie come cancro, affezioni ai reni e malformazioni genetiche. Nell’aprile 2001 l’Organizzazione Mondiale della Sanità e il governo iracheno si sono accordati per condurre nuovi studi sui possibili legami tra UI ed incremento dei tumori e delle malformazioni.
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Ma non dice il contrario di quello che dici tu?
Oppure anche l'OMS non utilizza dati sufficienti?
Inoltre aggiungo anche questo:
http://www.leculture.net/du-doc.pdf