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#31
02-11-07 19:00
quindi per farmi capire elray,se tutti ti dicono che sei una cacca anche se tu ti credi un dio tu dai più rilievo al fatto che sei giudicato una cacca e infine ti convinci che sia così???
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dr freeman ![]()
#31
02-11-07 19:00
quindi per farmi capire elray,se tutti ti dicono che sei una cacca anche se tu ti credi un dio tu dai più rilievo al fatto che sei giudicato una cacca e infine ti convinci che sia così???
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Mulder ![]()
#32
03-11-07 05:27
Beh, ma ci sono due piccoli trabocchetti di fondo, a mio avviso. Il primo è quello del tizio che hai quotato: che tristezza dire che ci si relaziona solo per ottenere apprezzamento...ma non è affatto vero. Cioè, non sempre comunque...il secondo è che, ammesso che una persona si relazioni ad un altra proprio per ottenere apprezzamento,sia con la falsità che con altro, è perchè è mossa insicurezza personale, e quindi comunque ha un punto di vista di sè stesso confuso. Invece delle persone che hanno una buona conoscienza e stima di se stessi, e che quindi non hanno nessun problema nel relazionarsi con gli altri.Bingo, hai centrato l'obiettivo.
Relazionarsi per ottenere apprezzamento.Spesso, per fare ciò, si finge, non si è affatto sè stessi, si inventa.Quindi la percezione della persona è del tutto falsata.Si emette un giudizio basato su fattori estranei e non veritieri.
Ecco perchè considero fondamentale solo ed esclusivamente la valutazione personale.
Le persone sono generalmente false, non si mettono mai completamente a nudo, non scoprono sempre tutti i loro aspetti.Nel loro intimo, però, sanno benissimo come sono realmente.
Rika78 #33
03-11-07 11:49
Sono d'accordo con te.Beh, ma ci sono due piccoli trabocchetti di fondo, a mio avviso. Il primo è quello del tizio che hai quotato: che tristezza dire che ci si relaziona solo per ottenere apprezzamento...ma non è affatto vero. Cioè, non sempre comunque...il secondo è che, ammesso che una persona si relazioni ad un altra proprio per ottenere apprezzamento,sia con la falsità che con altro, è perchè è mossa insicurezza personale, e quindi comunque ha un punto di vista di sè stesso confuso. Invece delle persone che hanno una buona conoscienza e stima di se stessi, e che quindi non hanno nessun problema nel relazionarsi con gli altri.
Io contestavo proprio il "relazionarsi per essere apprezzati", cosa che mi sembra alquanto riduttiva.
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Elray ![]()
#34
03-11-07 12:29
lo so che la tua idea è diametralmente oppostaHo detto proprio l'opposto.
Le persone, spesso e volentieri, non appaiono come realmente sono.Si nascondono dietro ad una maschera.
Nessuno potrà mai conoscerci a fondo, nemmeno le persone che ci sono vicine.Per questo, il giudizio di terzi non potrà che essere sempre approssimativo, e quindi degno di scarsa considerazione (almeno per quanto mi riguarda).
Tuttavia trovo,cercando di essere oggettivo,che nella realtà circostante il peso decisionale degli altri è determinante
anche per un colloquio di lavoro,credi che abbia importanza la tua autovalutazione?
io parlo non di cosa sia giusto,ma di come funziona la nostra epicurea realtà
no,non dico questo
la mia valutazione nasce dalla consapevolezza(tutta personale ovviamente)che le idee altrui sono importanti,anche delle nostre
Non perchè sono esatte o pertinenti,non perchè ci fanno piacere,ma perchè quasi in maniera estetica sono convinto che tutti hanno una maschera
Allora,Seppur SOLO tu nel tuo intimo ti conosci,credi che le altre persone si curino di tal fattore,o percepiscano l'apparenza,l'impressione?
ripeto,voi discutete in maniera un po buonistica della cosa,cadendo nella frase fatta che l'aspetto non conta
e allora io ti dico,conta eccome l'apparenza,non sarà eticamente corretto,ma è così
ma non ha attinenza con quello che dicoBeh, ma ci sono due piccoli trabocchetti di fondo, a mio avviso. Il primo è quello del tizio che hai quotato: che tristezza dire che ci si relaziona solo per ottenere apprezzamento...ma non è affatto vero. Cioè, non sempre comunque...il secondo è che, ammesso che una persona si relazioni ad un altra proprio per ottenere apprezzamento,sia con la falsità che con altro, è perchè è mossa insicurezza personale, e quindi comunque ha un punto di vista di sè stesso confuso. Invece delle persone che hanno una buona conoscienza e stima di se stessi, e che quindi non hanno nessun problema nel relazionarsi con gli altri.
tu dici che le relazioni sociali non vengono influenzate dalla ricerca di apprezzamento,perchè ti fissi sul significato stretto del termine
Ti faccio un esempio:conosci una persona che ti piace,cosa cerchi di fare?Cerchi di dimostrarle come sei veramente,ovvero (filosoficamente)cerchi di far combaciare autovalutazione personale con quella esterna
ti senti una persona con tali caratteristiche,bene,il tuo desiderio è che gli altri ti vedano proprio come tu consideri la tua vera essenza
Il discorso della "maschera",non facciamo patetici vittimismi,già il caro Wilde ne parlava ampiamente,anche tu indossi paraventi che si adattano alle esigenze
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Alkast1 ![]()
#35
03-11-07 13:15
nn sono d'accordo...in genere durante la fase di corteggiamento si tende a dimostrare tutt'altro che la propria essenza...si cerca di far colpo...di impressionare...sono poche le persone in grado di dimostrarsi per quello che sono effettivamente durante le fasi delicate del corteggiamento...Ti faccio un esempio:conosci una persona che ti piace,cosa cerchi di fare?Cerchi di dimostrarle come sei veramente,ovvero (filosoficamente)cerchi di far combaciare autovalutazione personale con quella esterna
ti senti una persona con tali caratteristiche,bene,il tuo desiderio è che gli altri ti vedano proprio come tu consideri la tua vera essenza
Il discorso della "maschera",non facciamo patetici vittimismi,già il caro Wilde ne parlava ampiamente,anche tu indossi paraventi che si adattano alle esigenze
la natura intima degli esseri umani generalmente vien fuori col tempo e l'essenza della propria personalita' e del proprio carattere diventa qualcosa di tangibile solo quando ci si fida pienamente delle persone che ci circondano...questo perche' istintivamente ci si fida poco degli altri specie se sono persone conosciute da poco...che siano amici, colleghi, compagni o semplici conoscenti...
chiaro c'e' chi si apre al prossimo in maniera immediata o quasi e c'e' chi ci impiega del tempo...ma nella maggior parte dei casi credo che chiunque si riservi il piacere di scoprirsi poco alla volta...cercando di scoprire anche l'altra persona...se fossimo tutti dei libri aperti il mondo sarebbe completamente diverso...nn so se in meglio o in peggio...
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Elray ![]()
#36
03-11-07 13:22
io parlavo in un lasso di tempo lungonn sono d'accordo...in genere durante la fase di corteggiamento si tende a dimostrare tutt'altro che la propria essenza...si cerca di far colpo...di impressionare...sono poche le persone in grado di dimostrarsi per quello che sono effettivamente durante le fasi delicate del corteggiamento...
la natura intima degli esseri umani generalmente vien fuori col tempo e l'essenza della propria personalita' e del proprio carattere diventa qualcosa di tangibile solo quando ci si fida pienamente delle persone che ci circondano...questo perche' istintivamente ci si fida poco degli altri specie se sono persone conosciute da poco...che siano amici, colleghi, compagni o semplici conoscenti...
chiaro c'e' chi si apre al prossimo in maniera immediata o quasi e c'e' chi ci impiega del tempo...ma nella maggior parte dei casi credo che chiunque si riservi il piacere di scoprirsi poco alla volta...cercando di scoprire anche l'altra persona...se fossimo tutti dei libri aperti il mondo sarebbe completamente diverso...nn so se in meglio o in peggio...
come hai tu stesso appurato,il concepimento massimo del rapporto si svolge nel tentativo di mostrare se stessi
Non subito,ma pur comunque rimane(secondo me)uno degli obbiettivi prioritari;liquidare le impressioni altrui come relative,e quindi inesatte,mi sembra una forzatura ipocrita
l'esigenza di una vita sociale è un dato di fatto,e la vita sociale si basa su continue osservazioni che si fanno verso la tua persona,e questo rimane oggettivo
Che poi esistano delle difficoltà nel mostrare la propria anima,è lo scotto da pagare generato proprio dalle diversità
In sostanza:io non sono contrario al valore dell'autovalutazione,sono scettico verso il suo primato
Rika78 #37
03-11-07 13:27
Mi sembra si stesse parlando di rapporti personali, non professionali.E' chiaro che durante un colloquio di lavoro chi ti esamina si faccia una idea di te (in ogni caso rimane un'idea molto superficiale e che nasce considerando solo alcuni aspetti).lo so che la tua idea è diametralmente opposta
Tuttavia trovo,cercando di essere oggettivo,che nella realtà circostante il peso decisionale degli altri è determinante
anche per un colloquio di lavoro,credi che abbia importanza la tua autovalutazione?
io parlo non di cosa sia giusto,ma di come funziona la nostra epicurea realtà
Io ritengo che nessuno tra amici, colleghi di lavoro, parenti, marito e stessi genitori possano davvero conoscermi realmente per quella che sono.Principalmente perchè alcuni aspetti di me non verranno mai fuori, aspetti di cui però io sono perfettamente a conoscenza.Quindi il loro giudizio, per stimabile che sia, non avrà su di me nessun effetto, sia esso negativo che positivo.
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Elray ![]()
#38
03-11-07 13:38
va bene,se hai tale pensiero non posso contestartiMi sembra si stesse parlando di rapporti personali, non professionali.E' chiaro che durante un colloquio di lavoro chi ti esamina si faccia una idea di te (in ogni caso rimane un'idea molto superficiale e che nasce considerando solo alcuni aspetti).
Io ritengo che nessuno tra amici, colleghi di lavoro, parenti, marito e stessi genitori possano davvero conoscermi realmente per quella che sono.Principalmente perchè alcuni aspetti di me non verranno mai fuori, aspetti di cui però io sono perfettamente a conoscenza.Quindi il loro giudizio, per stimabile che sia, non avrà su di me nessun effetto, sia esso negativo che positivo.
io invece tengo in grossa considerazione il giudizio di persone che stimo,semplicemente perchè le reputo forse più oggetive di me stesso
Rika78 #39
03-11-07 13:46
Personalmente non ne faccio una questione di oggettività, ma di conoscenza.
Per poter giudicare una persona bisognerebbe conoscerla in maniera davvero completa, globale, in ogni sua sfaccettatura.Ogni mancanza falsa inevitabilmente questa valutazione.
Credo che nessuno di noi possa affermare di conoscere davvero un altro essere umano, sia esso un semplice amico o un figlio.
Ricordo un detto indiano "Per conoscere una persona, devi prima mangiare un quintale di sale con lei."
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Mulder ![]()
#40
04-11-07 02:08
No, è lo stesso identico discorso,presumo...Chi è sicuro della propria personalità, non prostituirà mai il suo carattere, nemmeno per una persona che apprezza; ovvero, continuerà a comportarsi normalmente, senza aver come scopo il chiodo fisso dell'essere conosciuto e accettato,ma la semplice conoscenza dell' altro interlocutorema non ha attinenza con quello che dico
tu dici che le relazioni sociali non vengono influenzate dalla ricerca di apprezzamento,perchè ti fissi sul significato stretto del termine
Ti faccio un esempio:conosci una persona che ti piace,cosa cerchi di fare?Cerchi di dimostrarle come sei veramente,ovvero (filosoficamente)cerchi di far combaciare autovalutazione personale con quella esterna
ti senti una persona con tali caratteristiche,bene,il tuo desiderio è che gli altri ti vedano proprio come tu consideri la tua vera essenza
Il discorso della "maschera",non facciamo patetici vittimismi,già il caro Wilde ne parlava ampiamente,anche tu indossi paraventi che si adattano alle esigenze
Ok ^^ però...Sono d'accordo con te.
Io contestavo proprio il "relazionarsi per essere apprezzati", cosa che mi sembra alquanto riduttiva.
..beh, penso sia scontato; tralasciando ogni eventuale paranoia pseudo-filosofica sul cosa voglia dire davvero "essere se stessi" ed avere una "personalità propria" (termini che secondo me spesso hanno poco senso perchè il carattere e la personalità non sono un qualcosa di definibile, in quanto un continuo adattamento alle situazioni genetiche/biologiche/ambientali), non resta che constatare che non è lontanamente immaginabile che gli altri possano conoscere noi stessi, quando nemmeno noi stessi riusciamo a capirci appieno...Credo che già questo tu lo pensi, però non per questo condivido il ragionamento opposto: che noi allora non possiamo conoscere gli altri. E' vero, molti dei meccanismi intrinsechi non potranno essere comprensibili se non a noi stessi, ma il carattere globale spesso penso sia meglio definibile dagli altri, in quanto spettatori privilegiati all'esterno di un processo nel quale, vivendolo da dentro, spesso non è per forza di cose possibile rimanere oggettivi, vivendoci dentro appunto.Per poter giudicare una persona bisognerebbe conoscerla in maniera davvero completa, globale, in ogni sua sfaccettatura.Ogni mancanza falsa inevitabilmente questa valutazione.
Credo che nessuno di noi possa affermare di conoscere davvero un altro essere umano, sia esso un semplice amico o un figlio.
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dr freeman ![]()
#42
06-11-07 17:21
..nessuno ha detto in che modo la considerazione che si ha di se possa influire sul rapporto con gli altri..
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Niemans ![]()
#44
07-11-07 10:42
Sono tutte queste cose e nessuna di esse, ogni giorno mi alzo e sto' come sto'. Ormai alla mia età ho imparato a non farmi troppi problemi e a vivere senza darmi delle regole fisse, abitudinarie.Nn so se l'argomento sia da agorà,ma volevo chiedere che considerazione avete voi di voi stessi.Vi considerate felici o infelici,realizzati o meno,profondi o superficiali,intelligenti o meno,ma anche belli o brutti,simpatici o antipatici..In sintesi siete contenti di come siete,di come apparite,di ciò che pensate e di come vi comportate?Siete orgoliosi di voi stessi?E potendo cambiereste qualcosa in voi o vi accettate ed apprezzate completamente così come siete?E in che modo la vostra considerazione personale influisce sulla vostra vita e nel rapporto cn gli altri?a voi la parola.
In sintesi, "io sono Legione"...