#151
10-11-07 20:03
regulusirius #151
10-11-07 20:03
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Kronos_LostSoul ![]()
#152
10-11-07 20:11
regulusirius #153
10-11-07 20:12
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L'uomo che sapeva troppo ![]()
#154
10-11-07 20:20
Puff
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#155
10-11-07 20:27
La monarchia è un ordinamento politico in cui il potere è affidato ad una sola persona (monarca), in genere per successione ereditaria. L'istituto monarchico affonda le sue radici nella remota antichità in stretta connessione con la coscienza religiosa dei vari popoli. Tra il III e il I millennio a.C. in Egitto, in Assiria e a Babilonia si realizzò un progetto di divinizzazione del monarca, passando attraverso stadi intermedi: prima re-sacerdote, poi ministro di dio, infine emanazione di dio o dio stesso. Presso gli ebrei l'avvento della monarchia coincise con l'unificazione del territorio; il monoteismo di questo popolo sbarrò la strada alla divinizzazione del monarca, che si dispiegò invece in Persia. In Grecia, la forma monarchica già presente a Micene, venne soppiantata per lungo tempo dalla struttura oligarchica o democratica delle città-stato, per tornare vitale con l'impero macedone di Filippo e Alessandro Magno. Secondo il principio aristotelico, la monarchia è una delle tre forme sane di governo, assieme a aristocrazia e politeia, mentre la sua forma degenerata è la tirannide. A Roma la monarchia fu la prima forma di governo (VII-VI a.C.), ma ebbe come contrappeso il Senato e i comizi popolari: tale situazione preparò il passaggio alla repubblica e continuò anche nella prima fase dell'impero (almeno fino a Vespasiano, 70-79 d.C, che formalizzò la successione ereditaria) dove l'Imperatore veniva, formalmente, investito del potere dal Senato dal popolo. Il principato e l'impero a Roma ebbero la forma di monarchia sia ereditaria sia elettiva, in quanto l'imperatore era o un erede del princeps defunto oppure era scelto per elezione da senato o ordine pretoriano tra gli eredi o tra chi ritenevano più opportuno (non solo chi fosse il migliore a ricoprire quel ruolo ma soprattutto chi meglio potesse soddisfare gli interessi della parte elettrice) o per acclamazione da parte gli eserciti nelle province.
La monarchia germanica e feudale
Per i popoli barbarici il Re era essenzialmente il capo militare e solo successivamente si trasformò in capo politico. La sua scelta avveniva per elezione e il potere restò quindi a lungo limitato dalle assemblee dei "liberi" prima e dei "grandi" poi. La forma monarchica assoluta e divinizzata lasciata in eredità dal mondo romano faticava però a conciliarsi con la forte tendenza germanica all'autonomia individuale. Definitiva stabilità fu raggiunta solo con l'incoronazione, il 25 dicembre 800, di Carlo Magno. Il potere della dinastia carolingia veniva infatti, tramite il pontefice, da Dio e non più dal popolo ed era assai più estesa che in precedenza. Poiché la base di consenso non doveva più essere ricercata nei legami tribali, divenne predominante il vincolo feudale, che poneva al vertice del sistema il Re, ma attribuiva anche grandissimo potere alla nobiltà terriera.
Monarchia assoluta e monarchia costituzionale
Quando, a partire dalla fine del XI secolo, l'omogenea strutttura feudale cominciò a trasformarsi in un complesso più articolato, la monarchia venne a porsi come indispensabile strumento di mediazione tra le varie forze in campo (nobiltà e borghesia, centri cittadini e campagna feudale). Dove le forze centrifughe non prevalsero si diffuse una monarchia dalle nuove caratteristiche (Spagna, Francia, Inghilterra, etc.), centro di un'estesa burocrazia, motore di una capillare rete finanziaria, organizzatrice di un forte esercito stanziale. Tale forma di governo centralizzata fu detta "monarchia assoluta", e in essa il Re rivestì sempre più il ruolo di arbitro posto in posizione di superiorità rispetto ai diversi gruppi sociali, almeno finché questi si sentissero garantiti nei propri interessi.
Negli ultimi secoli il termine monarchia viene anche impiegato, spesso nell'espressione monarchia costituzionale, per indicare forme di governo nelle quali esiste un sovrano, ma il suo potere è più o meno limitato dalla presenza di parlamenti, secondo forme che sarebbero più propriamente aristocratiche o democratiche.
L'Inghilterra fu la prima monarchia a dotarsi di una costituzione (la "Magna Charta"). Attualmente in Europa l'unico stato dove vi è una monarchia assoluta è lo stato del Vaticano. Ne rimangono alcune in Asia (come l'Arabia Saudita).
Il Vaticano ha una forma di Stato monarchica, nella quale la Costituzione assegna la pienezza e totalità dei poteri al Pontefice. Essa tuttavia è una monarchia assoluta elettiva cioè il Papa non ha il potere di scegliersi il successore che invece dev'essere scelto dai cardinali. Esistono inoltre altre forme di autolimitazione del potere temporale dei pontefici.
Ho studiato.![]()
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#156
10-11-07 20:29
Nel 1233 Ezzelino da Romano distrusse il castello di Caldiero, in provincia di Verona, esistente sul Monte Rocca.L'imperatore nel 1236 gli concesse una guarnigione per metterlo al sicuro dai moti e dalle minacce popolari che serpeggiavano nei domini soggetti agli Ezzelini. Lo stesso anno Federico saccheggiò Vicenza e ne dette il governo a Ezzelino, il quale, nel 1237, si fece consegnare anche Padova, città molto più forte, più ricca e potente delle due che già controllava. Per domare questa città, che era avvezza a tutte le libertà dei regimi popolari, fece arrestare tutti coloro che per cultura, per casato e per benemerenze avevano acquistato la stima della cittadinanza. Ordinò che le case dei carcerati e dei fuoriusciti fossero rase al suolo e che i giovani rimasti in città dovessero entrare in corpi di leva, per non sfuggire al suo controllo e alla terribile disciplina del "mestiere delle armi".
Dopo la vittoria di Cortenuova contro i comuni lombardi, nei pressi di Bergamo, il 27 novembre 1237 [citazione necessaria], Federico gli dette in sposa una sua figlia naturale, Selvaggia, che morì giovanissima. Ezzelino III in seguito si risposò altre due volte.
Il 22 maggio 1238, [citazione necessaria] giorno di Pentecoste, nella Basilica di San Zeno (Verona), Ezzelino III sposò dunque Selvaggia, figlia dell'imperatore Federico II. Divenne così, con l'appoggio dell'imperatore e dei suoi consiglieri (fra cui l'astrologo Guido Bonatti), vicario imperiale per tutti i paesi tra le Alpi di Trento e il fiume Oglio. Tutta quest'area, del resto, era già di fatto sotto la giurisdizione di Ezzelino che s'era guadagnato l'obbedienza dei suoi sudditi grazie alla sua efferatezza e alle sue più raffinate crudeltà. Fece una volta murare le porte delle prigioni, rigurgitanti di tanti suoi avversari, e le grida degli affamati - che generavano terrore in tutta la città - sembra che procurassero al tiranno uno speciale piacere, mentre in un sol giorno, nel 1239, assistette come ad uno spettacolo al supplizio di diciotto padovani nel Pra della Valle.
LeanderFelix #157
10-11-07 20:44
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ClaudiusMagnus ![]()
#158
10-11-07 20:48
regulusirius #159
10-11-07 20:54
Anatomia umana [modifica]
1: tuba di Falloppio
2: vescica
3: osso pubico
4: punto G
5: clitoride
6: uretra
7: vagina
8: ovaio
9: colon sigmoideo
10: utero
11: fornice vaginale
12: cervice uterina
13: retto
14: ano
Si tratta di un condotto muscolo-membranoso, impari, mediano, che fa seguito all'utero, attraversa il pavimento pelvico e sbocca nella vulva.
La vagina, in alto, abbraccia la porzione vaginale del collo uterino ed in basso termina con l'ostio vaginale. L'ostio vaginale è parzialmente chiuso da una membrana trasversale detta imene, che viene lacerata generalmente al momento della prima penetrazione.
La vagina è appiattita in senso antero posteriore, per cui si riconoscono una parete anteriore ed una parete posteriore lungo le quali si trovano delle pliche trasversali che convergono formando la carena vaginale. Durante il parto, la vagina veicola l'espulsione del feto dall'utero alla vita fuori dall'organismo materno.
È l'organo dell'accoppiamento femminile (riceve il pene durante il coito); serve a dar esito al sangue mestruale ed alle secrezioni dell'utero e, nel parto, serve al passaggio del prodotto del concepimento. Ha una lunghezza media, misurata dall’orifizio vaginale al collo dell’utero, di 6-7 cm, anche se le sue pareti interne, datane la conformazione, sono un po’ più lunghe. Queste misure non corrispondono a quelle di un pene eretto, infatti il pene non penetra mai completamente nella vagina che peraltro è sia molto elastica che estensibile e arriva facilmente ad allungarsi di 3-4 cm.
La mucosa vaginale è rivestita da un epitelio pavimentoso stratificato molle, mantenuto umido e lubrificato dal muco secreto dalle ghiandole uterine. Tale ambiente è sfavorevole agli spermatozoi, che possono invece sopravvivere anche 5-6 giorni nella cervice uterina.
Le cellule dell'epitelio vaginale, in continua desquamazione, hanno affinità tintoriali che variano durante il ciclo mestruale per il variare del pH vaginale, fenomeno che viene utilizzato per vari test di fertilità.
La parte vaginale del collo uterino è circondata dal fornice vaginale che si distingue in una parte anteriore, poco profonda, ed una parte posteriore, più accentuata, che limita inferiormente il cavo rettouterino di Douglas e nel quale vengono accolti gli spermatozoi al momento dell'eiaculazione. Da qui poi risalgono in utero.
Durante l'eccitazione sessuale la vagina si imbibisce similarmente al riempimento dei seni cavernosi penieni.
La vagina presenta un rilievo più o meno sviluppato nella parete anteriore, circa a livello del terzo superiore, denominata punto di Grafemberg (punto G). Tale formazione, che è ricca di terminazioni nervose sensitive, secondo alcuni è l'omologo femminile della prostata e produce un secreto semiliquido più o meno abbondante durante l'orgasmo.
Si suole indicare con l'aggettivo vaginifico un soggetto incapace di espletare al meglio la propria vita sessuale con la tendenza a interiorizzare e mitizzare la figura femminile( simbolicamente rappresentata dall'immagine della vagina) fino a scindere il proprio super-io dall'inconscio. In alcuni soggetti particolarmante predisposti alla patologia si riscontrano alterazioni psico-comportamentali tali da limitare la capacità di empatizzare con con altri soggetti di sesso opposto. Il primo ad aver studiato e coniato il termine è Joseph Temple.
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ClaudiusMagnus ![]()
#160
10-11-07 20:57
Ahhhh! quanto lo amo il copia/incolla + WikipediaAnatomia umana [modifica]
1: tuba di Falloppio
2: vescica
3: osso pubico
4: punto G
5: clitoride
6: uretra
7: vagina
8: ovaio
9: colon sigmoideo
10: utero
11: fornice vaginale
12: cervice uterina
13: retto
14: ano
Si tratta di un condotto muscolo-membranoso, impari, mediano, che fa seguito all'utero, attraversa il pavimento pelvico e sbocca nella vulva.
La vagina, in alto, abbraccia la porzione vaginale del collo uterino ed in basso termina con l'ostio vaginale. L'ostio vaginale è parzialmente chiuso da una membrana trasversale detta imene, che viene lacerata generalmente al momento della prima penetrazione.
La vagina è appiattita in senso antero posteriore, per cui si riconoscono una parete anteriore ed una parete posteriore lungo le quali si trovano delle pliche trasversali che convergono formando la carena vaginale. Durante il parto, la vagina veicola l'espulsione del feto dall'utero alla vita fuori dall'organismo materno.
È l'organo dell'accoppiamento femminile (riceve il pene durante il coito); serve a dar esito al sangue mestruale ed alle secrezioni dell'utero e, nel parto, serve al passaggio del prodotto del concepimento. Ha una lunghezza media, misurata dall’orifizio vaginale al collo dell’utero, di 6-7 cm, anche se le sue pareti interne, datane la conformazione, sono un po’ più lunghe. Queste misure non corrispondono a quelle di un pene eretto, infatti il pene non penetra mai completamente nella vagina che peraltro è sia molto elastica che estensibile e arriva facilmente ad allungarsi di 3-4 cm.
La mucosa vaginale è rivestita da un epitelio pavimentoso stratificato molle, mantenuto umido e lubrificato dal muco secreto dalle ghiandole uterine. Tale ambiente è sfavorevole agli spermatozoi, che possono invece sopravvivere anche 5-6 giorni nella cervice uterina.
Le cellule dell'epitelio vaginale, in continua desquamazione, hanno affinità tintoriali che variano durante il ciclo mestruale per il variare del pH vaginale, fenomeno che viene utilizzato per vari test di fertilità.
La parte vaginale del collo uterino è circondata dal fornice vaginale che si distingue in una parte anteriore, poco profonda, ed una parte posteriore, più accentuata, che limita inferiormente il cavo rettouterino di Douglas e nel quale vengono accolti gli spermatozoi al momento dell'eiaculazione. Da qui poi risalgono in utero.
Durante l'eccitazione sessuale la vagina si imbibisce similarmente al riempimento dei seni cavernosi penieni.
La vagina presenta un rilievo più o meno sviluppato nella parete anteriore, circa a livello del terzo superiore, denominata punto di Grafemberg (punto G). Tale formazione, che è ricca di terminazioni nervose sensitive, secondo alcuni è l'omologo femminile della prostata e produce un secreto semiliquido più o meno abbondante durante l'orgasmo.
Si suole indicare con l'aggettivo vaginifico un soggetto incapace di espletare al meglio la propria vita sessuale con la tendenza a interiorizzare e mitizzare la figura femminile( simbolicamente rappresentata dall'immagine della vagina) fino a scindere il proprio super-io dall'inconscio. In alcuni soggetti particolarmante predisposti alla patologia si riscontrano alterazioni psico-comportamentali tali da limitare la capacità di empatizzare con con altri soggetti di sesso opposto. Il primo ad aver studiato e coniato il termine è Joseph Temple.
Spoiler:
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#161
10-11-07 21:15
Cicindelinae
Tradizionalmente le Cicindele avviano la trattazione sistematica moderatamente specialistica dei coleotteri. Questo gruppo degli adefagi, a seconda delle classificazioni considerate viene riunito con quello, affine, dei Carabidae a costituire un'unica famiglia, o separato nella famiglia Cicindelidae. Si tratta di un gruppo rappresentato, riconoscibile e ben caratterizzato. Quella delle Cicindele, in questa classificazione è una sottofamiglia comprendente poco più 2000 specie, comunque sufficientemente diffuse in tutto il mondo, prevalentemente nelle zone tropicali e sub tropicali.
Insectorum tigrides veloces a detta di Linneo, sono carnivori feroci, irrequieti, in perenne movimento deambulatorio, con a seconda delle specie rapidi spostamenti in volo, le cicindele sono insetti estremamente attivi. Gli esemplari sono per lo più di medie dimensioni, riconoscibili per la snella sagoma caratteristica, agili, robusti, di colorazioni generalmente sericee ed ornamentazione simmetrica. Caratteristiche le grandi mandibole denticolate ed acute, spesso ad incrociarsi distalmente, e gli occhi grossi e sporgenti. Le zampe sono lunghe ed adatte alla corsa. I primi tre articoli dei tarsi anteriori sono dilatati negli esemplari di sesso maschile. Le antenne, filiformi, contano 15 articoli. La denominazione inglese, Tiger beetle, si ispira alla descrizione linneiana. Il genere Manticora, il cui nome è ispirato ad una creatura mitica, diffuso in Africa australe comprende le specie più grandi conosciute.
Il gruppo si riconosce tra gli adefagi per la morfologia del clipeo e per la presenza di caratteristici processi detti speroni sulle tibie anteriori dello stadio immaginale. La larva ha caratteristici uncini sul quinto tergite, ed assenza di urogonfi.
Fin dallo stadio larvale si tratta di animali attivamente predatori. Le larve tendono agguati nascoste in cunicoli scavati nella sabbia, nei tronchi, eccetera, grazie all'ampio campo visivo fornito dagli occelli, due grandi , due piccoli e sovente due piccolissimi, ed il cui comportamento vagamente ricorda quello della più nota larva del formicaleone. Lo sviluppo dura alcuni anni, nelle nostre specie, tra due e quattro. Gli adulti predano ogni genere di artropode od altro invertebrato presente nell'ambiente, che a seconda delle specie oltre ai sottocitati spazi aperti, può comprendere quello acquatico, arboricolo, litoraneo e ripario, e in qualche caso termitofilo. Vengono parassitate sovente negli stadi preimmaginali da Imenotteri icneumonidi.
Raggiungendo velocità superiori agli 8 Km/h, le cicindele sono, relativamente alla loro taglia, e tra gli animali corridori, i più veloci conosciuti.
Diffuse in molti Habitat, luminosi ed aperti, dalle zone sabbiose ed aride, litorali, praterie, fino ai pascoli alpini (oltre i 3000m sulle Alpi). In italia il più rappresentato è il genere Cicindela, Linnaeus, 1758, suddiviso in almeno 15 specie; le più note sono:
C.silvicola Dejean 1822
C.gallica Brullé 1834
C.hybrida transversalis Dejean 1822
C.germanica
C.campestris Linné 1758
C.majalis Mandl 1935
Cicindela maroccana pseudomaroccana Roeschke 1891
Spoiler:
LeanderFelix #162
10-11-07 21:15
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ClaudiusMagnus ![]()
#163
10-11-07 21:21
LeanderFelix #164
10-11-07 21:22
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ClaudiusMagnus ![]()
#165
10-11-07 21:29