Bioshock e The Witcher se la battono ad armi pari, per quanto concerne il mio livello di esaltazione (alto...moolto alto). Ma The Witcher non lo reputo un next-gen, ma un brillante esempio di come si possa restare agganciati a una tradizione, creando qualcosa di sconvolgente e toccante. Io lo giuro: quando gioco a The Witcher, mi emoziono. Vuoi la musica malinconica che sembra muoversi nel vento, tra le campagne di una terra devastata da ogni male possibile, dove i bambini corrono in mezzo alla strada giocando, dove i contadini cercano di recuperare una pezza di terra per sopravvivere, dove l'acqua riflette un paesaggio ricco come non ne avevo mai visti. The Witcher è un dipinto realista in movimento, straordinario.
Bioshock...è Bioshock, ho già speso tante di quelle parole che ulteriori chiarimenti in merito sarebbero superflui.
Poi c'è l'amico ritrovato: Call of Duty 4.
Un restyling audace, un atto di coraggio ammirevole.
Infine, ultimo ma non ultimo, un certo Timeshift. Un giocone che se ne sta lì, nel silenzio, stupendo per la sua giocabilità insospettabile e la sua atmosfera carica di apocalisse.