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  1. L'avatar di nicjedi nicjedinicjedi è offline #31
    25-11-07 12:50

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    aridaje... ci sono professioni che non possono essere classificate come "mestieri". Fare l'idraulico è fare un mestiere, fare l'avvocato no, ad esempio. Un avvocato ha bisogno, oltre che di corpose e preminenti conoscenze di diritto, di accettabili nozioni di filosofia, lingua, storia, scienze umane in genere. Sono anni che mio padre s'incazza perchè i nuovi avvocati con cui lavora non sanno manco un minimo di latino giuridico e gli rimandano indietro i documenti chiedendo lumi: ti sembra una cosa dignitosa, adatta alla professionalità di un avvocato? Per il medico è lo stesso: la differenza fra un vero medico e un carrozziere del corpo umano la fa la cultura. E non è una distinzione nuova: quella fra il medico, che è un accademico, e il cerusico, che è un praticone, risale al medioevo. Che poi si debbano rivedere i test è un conto, ma strutturarli in modo di testare conoscenze rigurdanti il corso di studi prima che il corso di studi inizi, a scapito di conoscenze che dovrebbero essere pregresse, e che non verrano più riprese, mi sembra parecchio insensato.
    scusa eh, ma non ti accorgi che stiamo dicendo le stesse cose?
    cerco di riassumere per punti:
    - ora nel test direi che la culutra generale pesa sul 40% del totale...questo è troppo, e serve ad un unico scopo che è visibile a chiunque abbia un minimo di conoscenza degli ambienti "baronali" della medicina.
    - il test dovrebbe valutare le conoscenze pregresse minime per poter affrontare l'università, cioé le basi che uno deve saper per affrontare l'università. A mio avviso non puoi iniziare a studiare medicina se non sai distinguere una cellula da un atomo, no?
    - sta bene che ci sia pure la parte di "cultura generale", che sia cultura però, e non gossip, e che non pesi per quasi la metà della valutazione totale del test.


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    Vabbè, ma col wishful thinking non si va da nessuna parte... sappiamo benissimo che la scuola superiore è una tragedia, che gli studenti si parcheggiano all'università e vanno di 18 politici, che lo studente universitario medio è di un'ignoranza CRASSA per tutto ciò che non riguarda il prossimo esame, e che tutte queste piacevolezze costano un botto alle casse dello stato. Che facciamo, allarghiamo ancora di più i portoni?
    è proprio il contrario quello che vorrei fare io...a Medicina, dovrebbe accedervi solo chi ha le conoscenze iniziali adatte per poter poi studiare tranquillamente...senza trasformare gli esami in "sanatorie" per far passare avanti i deficienti che son 7 volte che provano lo stesso esame.
    E questo si potrebbe fare anche ora. Un test strutturato più sulle conoscenze, e meno sulla nozionistica, permetterebbe di capire chi ha veramente assorbito le conoscenze, e chi invece se le impara a memoria appositamente per il test. Naturalmente se quasi la metà del test è occupato dalla pura nozionistica stupida come l'attuale cultura generale, tutto questo ragionamento va a farsi benedire.
    Quello che critico, non è la presenza della cultura generale nel test, ma come sia composta. Non è cultura, è gossip.
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  2. cc84ars #32
    25-11-07 12:56

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    scusa eh, ma non ti accorgi che stiamo dicendo le stesse cose?
    cerco di riassumere per punti:
    - ora nel test direi che la culutra generale pesa sul 40% del totale...questo è troppo, e serve ad un unico scopo che è visibile a chiunque abbia un minimo di conoscenza degli ambienti "baronali" della medicina.
    - il test dovrebbe valutare le conoscenze pregresse minime per poter affrontare l'università, cioé le basi che uno deve saper per affrontare l'università. A mio avviso non puoi iniziare a studiare medicina se non sai distinguere una cellula da un atomo, no?
    - sta bene che ci sia pure la parte di "cultura generale", che sia cultura però, e non gossip, e che non pesi per quasi la metà della valutazione totale del test.



    è proprio il contrario quello che vorrei fare io...a Medicina, dovrebbe accedervi solo chi ha le conoscenze iniziali adatte per poter poi studiare tranquillamente...senza trasformare gli esami in "sanatorie" per far passare avanti i deficienti che son 7 volte che provano lo stesso esame.
    E questo si potrebbe fare anche ora. Un test strutturato più sulle conoscenze, e meno sulla nozionistica, permetterebbe di capire chi ha veramente assorbito le conoscenze, e chi invece se le impara a memoria appositamente per il test. Naturalmente se quasi la metà del test è occupato dalla pura nozionistica stupida come l'attuale cultura generale, tutto questo ragionamento va a farsi benedire.
    Quello che critico, non è la presenza della cultura generale nel test, ma come sia composta. Non è cultura, è gossip.
    ah, allora siamo d'accordo. Quello che dico io è che sia necessaria comunque una selezione a priori (anzi, preferirei che ci fosse una serie di prove strutturate, non tanto un quiz). Poi la natura di questa selezione è da stabilire, certamente.
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  3. L'avatar di nicjedi nicjedinicjedi è offline #33
    25-11-07 14:45

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    ah, allora siamo d'accordo. Quello che dico io è che sia necessaria comunque una selezione a priori (anzi, preferirei che ci fosse una serie di prove strutturate, non tanto un quiz). Poi la natura di questa selezione è da stabilire, certamente.
    esattamente...qua in italia si confonde spesso il diritto allo studio dello studente, con il dovere degli apparati scolastici di "accettare cani e porci".
    A mio avviso ogni scuola dovrebbe avere una serie di test per determinare se chi accede ha le conoscenze minime per poter proseguire senza diventare un peso.
    Ormai i genitori mandano i figli ai licei anche se non sanno fare 2+2, solo perché "fare il liceo fa figo"...e poi cosa succede? succede che chi invece ha le capacità per affrontare seriamente un liceo si stufa perché la scuola deve correr dietro a questi cazzari.
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