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  1. L'avatar di bioman biomanbioman è offline #16
    02-12-07 20:03

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    Te lo dico sinceramente: io di gente del genere non ne ho vista.
    Io sì... all'università, in tirocinio, ad alcuni incontri con studenti di varie età cui ho parteciapto a Padova, tra persone che lavorano e cercano una diversa realizzazione. E han raggiunto i loro obiettivi.
    Allo stesso modo, nelle aziende in cui ho lavorato, ho trovato persone con curricula tra i più variegati.


    Senza arrivare a questi estremismi, diciamolo però chiaramente: presentarsi ad un colloquio di lavoro con anni ed anni di ritardo nel conseguimento della laurea non fa una buona impressione.
    Dipende da quel che si cerca.

    Laurearsi in tempo viene percepito come dimostrazione di capacità di ottenere gli obbiettivi prefissati e fretta di entrare nel mondo del lavoro: laurearsi in ritardo è la negazione di tutto questo.
    Un "ritardatario" non può essere già entrato nel mondo del lavoro?

    E bada bene, lo dico da laureato fuoricorso. Io ho perso un anno per prendere la triennale.
    E ora che farai?

    Io no.
    Perciò capisco i tuoi ragionamenti, anche se non li ritrovo nella mia esperienza.


    Dipende che cosa stanno cercando.
    Se stanno cercando persone già professionalizzate, è chiaro che a quel punto conta più il curriculum lavorativo che il curriculum degli studi. Il problema, semmai, è come crearsi un curriculum lavorativo interessante laureandosi con anni ed anni di ritardo...
    Vero... hai lavorato in questi anni?

    Se stanno cercando persone da formare per poi inserirle, viene preso il neolaureato 22-enne anche perché le aziende ricevono sgravi fiscali se assumono gli under-30.
    Eh... pazienza... vorrà dire che si andrà dai primi. Gli uni escludono gli altri, a quanto pare.
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  2. GargoyleGargoyle è offline #17
    02-12-07 20:20

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    Ragazzi miei, se cominciate a considerare come "avanzata" un'età di 22-23 anni, secondo me dovreste fermarvi un attimo, guardarvi un pò attorno e magari confrontarvi con qualche professionista un pò più grandicello, che conoscete e stimate, circa l'andazzo della sua vita (e di quella di tanti altri).
    22-23 anni NON SONO TANTI.
    "Tanto" o "poco" in sè non significano nulla.
    Dipende "tanto o poco" per fare che cosa.
    Secondo me, iscriversi all'Uni. a 22 anni e quindi prendere la triennale a 25 (ipotizzando che ci si laurei in corso) non è pagante.
    Perché a quell'età escono con la specialistica anche quelli con due anni di fuoricorso e finiscono il master quelli con un anno fuoricorso.

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    Ovvio che se uno cambia a 23 anni il corso di laurea deve fare delle riflessioni ponderate circa ciò che non è andato, quello che si aspettava e non ha trovato, gli stimoli persi e quelli nuovi. Il rischio è che inizi qualcosa senza alcuna voglia.
    A quel punto meglio lasciar perdere, magari per qualche anno, e poi se si vuole provare a riavvicinarsi allo studio.
    Il senso di iscriversi da trentenni all'Uni sarebbe?
    Perché a me sfugge, a parte quello dell'interesse personale...

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    Ma il rischio più grande, secondo me, è che un giorno o l'altro vi dobbiate fermare per motivi molto più grandi... una malattia, un'imprevisto serio, o magari una famiglia che si forma... e che vi sentiate fuori tempo o dei falliti, perchè cresciuti con l'idea che la carriera, la velocità, il consenso sociale abbia la priorità su tutto.
    Questo è un altro genere di problema, però.

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    Io sì... all'università, in tirocinio, ad alcuni incontri con studenti di varie età cui ho parteciapto a Padova, tra persone che lavorano e cercano una diversa realizzazione. E han raggiunto i loro obiettivi.
    Allo stesso modo, nelle aziende in cui ho lavorato, ho trovato persone con curricula tra i più variegati.
    Buon per loro, che ti devo dire.

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    Dipende da quel che si cerca.
    No, questo a prescindere: può essere che un laureato in ritardo abbia di suo "qualcosa in più" di un laureato in pari, ma se non ce l'ha questo "qualcosa in più" è chiaro che viene scartato.

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    Un "ritardatario" non può essere già entrato nel mondo del lavoro?
    Non come laureato.
    E se sei laureato in legge, all'azienda che ti assume gliene frega poco se facevi il porta pizze per pagarti gli studi.

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    E ora che farai?
    Non posso fare altro che andare avanti, ben sapendo che gente più giovane di me con ogni probabilità mi passerà avanti.
    Oramai l'ho messo in conto, non ci posso più fare nulla.

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    Eh... pazienza... vorrà dire che si andrà dai primi. Gli uni escludono gli altri, a quanto pare.
    Sì, però non è banale da farsi.
    Perché per vantare di avere esperienza nel settore bisogna prima essere stati assunti da qualcuno, e per essere assunti la laurea in ritardo resta sempre un handicap.
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  3. L'avatar di bioman biomanbioman è offline #18
    02-12-07 20:32

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    "Tanto" o "poco" in sè non significano nulla.
    Dipende "tanto o poco" per fare che cosa.
    Secondo me, iscriversi all'Uni. a 22 anni e quindi prendere la triennale a 25 (ipotizzando che ci si laurei in corso) non è pagante.
    Perché a quell'età escono con la specialistica anche quelli con due anni di fuoricorso e finiscono il master quelli con un anno fuoricorso.
    Quindi una persona dovrebbe rinunciare?
    Ci sarà sempre chi è davanti a te... se anche ti fossi laureato in tempo, ci sarebbero quelli che han fatto la primina.
    Ora come ora alla laurea son capaci di arrivare davvero quasi tutti, tralasciando imprevisti personali.
    Se a 30 anni tu scoprissi di volere a tutti i costi aprire un allevamento di polli anzichè continuare sulla tua strada, ti sentiresti troppo vecchio per farlo, pensando che per questa vita è andata così?

    Il senso di iscriversi da trentenni all'Uni sarebbe?
    Perché a me sfugge, a parte quello dell'interesse personale...
    1. Ti pare poco?
    La motivazione e l'interesse son quelle cose che fan diminuire NETTAMENTE il tempo dedicato allo studio, a parità di risultati, AUMENTANDO di molto la comprensione e la padronanza della materia e lasciando la possibilità di accrescere la propria formazione personale anche in altri ambiti.
    E la possibilità di realizzarsi non mancherà.

    No, questo a prescindere: può essere che un laureato in ritardo abbia di suo "qualcosa in più" di un laureato in pari, ma se non ce l'ha questo "qualcosa in più" è chiaro che viene scartato.
    Chiaro... vale anche per chi ha solo studiato. Quando si partecipa ad un progetto, viene apprezzato chi porta un contributo non trascurabile. Meno chi svolge paro paro il protocollo.

    Non come laureato.
    E se sei laureato in legge, all'azienda che ti assume gliene frega poco se facevi il porta pizze per pagarti gli studi.
    Mica ci sono solo i portapizze.
    Non posso fare altro che andare avanti, ben sapendo che gente più giovane di me con ogni probabilità mi passerà avanti.
    Oramai l'ho messo in conto, non ci posso più fare nulla.
    Gargo, permetti? io ti voglio bene e ti stimo, ma così non si vive bene. Affatto.
    Per carità, è una scelta tua.
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  4. L'avatar di Elray ElrayElray è offline #19
    02-12-07 21:13

    ritornando IT(mod mod)allora io uso due testi per biologia,inerenti alla citologia e all'istologia
    si chiamano semplicemente"biologia della cellula"e"biologia dei tessuti",quest'ultimo uscito la settimana scorsa
    allora,sono testi completi ed esaurienti sulle basi della materia,e si spingono anche oltre approfondendo parecchie interazioni proteiche
    poi c'è ovviamente il Monesi,su cui hanno studiato generazioni di cristi
    PS attenzione,l'edizione è fondamentale,libri troppo vecchi hanno carenza profonde soprattutto su argomenti quali il citoscheletro o il nucleoscheletro
    poi,se si tratta di un test d'ingresso per un'università,sono sicuramente eccessivi,libri del liceo sono sufficienti
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  5. L'avatar di Valiant ValiantValiant è offline #20
    02-12-07 22:37

    ma usa un qualsiasi libro da liceo, recente.
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