Qual è il più grosso errore che potremmo fare nella valutazione di una fotocamera da acquistare?
Basarci esclusivamente sul numero di megapixel e su quel 3x, 5x o Nx che sta affiancato alle magiche parole “zoom ottico”.
Entrambe sono caratteristiche importanti, ma prese a se sono incomplete. Spesso questi dati vengono usati come specchietto per le allodole. Siccome la gente è per la gran parte poco informata, si limita a rilevare la grandezza di questi numeri e trascura le caratteristiche davvero importanti.
A tale scopo nasce questa guida.
Concetti fondamentali:
Sensore: E' la parte sensibile della fotocamera, sulla quale verrà "impressionata" la foto. Sostituisce la pellicola delle fotocamere analogiche. Un sensore è ovviamente un componente elettronico, composto di particelle fotosensibili che trasformano un segnale analogico (la luce) in un segnale elettronico (dati digitali). Un sensore pià grande conterrà più elementi fotosensibili, fornirà più dati al processore, perciò a parità di risoluzione garantirà una migliore qualità d'immagine.
Diaframma ed otturatore: Possiamo pensare a questi due componenti come a due porte, che si aprono per lasciar fluire la luce attraverso le lenti, fino al sensore. Del diaframma è variabile l'ampiezza dell'apertura, quindi la quantità di luce che lascierà passare. Dell'otturatore è variabile il tempo d'apertura, quindi il periodo per il quale il sensore verrà esposto alla luce.
Nelle fotocamere compatte in realtà non è presente alcun otturatore, ma solo una vera e propria finestrella meccanica. La funzione comunque è analoga.
Caratteristiche principali:
Numero di Megapixel - Da tempo stiamo assistendo ad una “corsa al megapixel”. Una guerra dei numeri che gioca sulla disinformazione e non tiene conto di altre caratteristiche ben più importanti.
La quantità di
megapixel determina la risoluzione massima della foto. Innanzitutto, è bene chiedersi quanti megapixel ci serviranno. Valori esagerati fanno gola, ma potrebbero portarci ad acquistare un prodotto esagerato per i nostri bisogni. Soprattutto, un numero particolarmente elevato di Megapixel su un sensore troppo piccolo, causerà una perdita di dettaglio e un aumento del rumore (spiegherò meglio più avanti entrambi i problemi).
3Mp
di qualità sono più che sufficienti per le foto di dimensioni standard e anche per foto più grandicielle (penso si possa arrivare fino ad un A4 senza problemi); con 5Mp possiamo stampare tranquillamente foto in formato A3 e pure più grandi senza perdere qualità (poster di piccole dimensioni insomma); 7Mp cominciano ad essere tanti, ci serviranno solo se avremo intenzione di stampare grandi poster.
In ogni caso sarebbe sempre meglio avere qualche megapixel
in più del necessario (sempre che non comprometta la qualità delle foto, ergo aumento eccessivo del rumore digitale), perché se volessimo modificare il taglio della foto originale (magari escludendo parti che non ci piacciono... certe foto potrebbero anche esser già state pensate per essere successivamente tagliate), ovviamente il risultato sarà una foto più piccola.
Marca – Non trascuriamo assolutamente la
marca della fotocamera. Essa determina la qualità dei componenti, soprattutto delle
lenti, fondamentali. Optare per un prodotto di un marchio poco conosciuto significherebbe sì risparmiare, ma anche trovarsi fra le mani una macchina con componenti (lenti in primis) di scarsa qualità.
Canon,
Nikon,
Pentax,
Konica Minolta (ormai defunta),
Olympus e
Fujifilm sono marchi storici nel campo della fotografia.
Sony e
Panasonic sono marchi storici nel campo tecnologico che utilizzano lenti di altissima qualità (Leica e Carl Zeiss).
Tra le ultracompatte si è distinta positivamente anche
Casio. Infine
HP ha prodotto alcuni modelli entry-level molto validi (R707, R717, R817, R818), però non è un marchio sul quale scommetterei.
Samsung ha prodotto modelli interessanti, ma nonostante il nome blasonato, in campo fotografico non ha ancora saputo distiguersi per grande qualità.
Sensore: tipologia e dimensione – Esistono due tipologie di sensore: CCD e CMOS. Generalmente i sensori CMOS sono molto più grandi e quindi garantiscono una migliore qualità, non si tratta però di una regola. Non ci interessa comunque approfondire il problema, siccome le compatte attualmente in commercio utilizzano tutte sensori CCD (ad eccezione della Sony R1 che è quanto di più vicino ad una reflex esista nel settore delle fotocamere a obiettivo integrato).
La caratteristica
fondamentale che vogliamo analizzare è la dimensione del sensore. Perché è così importante? Semplice. Vediamo sullo scaffale modelli che vantano una quantità spropositata di megapixel. Quello a cui molti non pensano è che tutta questa risoluzione comporta una gran quantità di dati da memorizzare. Un sensore più grande offre maggiore spazio sul quale memorizzare questi dati. Un sensore troppo piccolo in rapporto al numero di megapixel al contrario comporta una perdita d’informazione. Su un sensore piccino i pixel staranno stretti e scomodi, saranno tutti appiccicati, scadenti (perdita di dettaglio e nitidezza) e aumentando la sensibilità (valore ISO) otterremo un pesante
rumore: un disturbo grafico fastidioso che deturpa la qualità d’immagine.
Dopo questa spiegazione, vi sarà facile capire che 6Mp di una reflex saranno molto migliori degli 8 di una qualsiasi compatta. I numeri, presi singolarmente, non hanno un gran significato.
Sensibilità massima: range di valori ISO - Il valore ISO è uno di quei pochi parametri che si possono impostare manualmente su ogni macchina (fortunatamente). Aumentarne il valore equivale ad ottenere una maggiore luminosità. Il problema è che viene anche introdotto un disturbo chiamato
rumore, che se dovesse rivelarsi troppo pesante, renderebbe la foto inutilizzabile. In linea di massima il valore più basso è sempre preferibile.
Alcune compatte permettono l’utilizzo di valori ISO elevatissimi (da ISO 800 in su), ma ai fatti non sono minimamente in grado di reggere simili sensibilità. Nella maggior parte dei casi il valore massimo utilizzabile e ISO 200, solo in alcune macchine anche ISO 400. Le uniche fotocamere compatte in grado di lavorare bene anche ad ISO 800 sono le Fuji F20, F30, F31fd ed S6500fd e la Sony R1.
Zoom: dal grandangolo al teleobiettivo – La sigla “zoom 3x” significa ben poco se non conosciamo il valore (in mm) del grandangolo che la fotocamera offre. Difatti quel 3x sta a significare una moltiplicazione per 3 di tale valore. Una fotocamera con grandangolo (zoom al minimo) 35mm e “zoom 3x” avrà un teleobiettivo (zoom al massimo) pari a 105mm. Diversamente, 24mm in grandangolo e “zoom 3x” significherebbe avere un tele di 72mm. C’è una bella differenza!
Un valore del grandangolo più basso permette di inquadrare un'area più ampia. Il contrario per un teleobiettivo più spinto.
Attualmente le grandi case montano sulle proprie compattone zoom sempre più tirati. Le nuove Sony serie H avranno uno zoom 15x, mentre Olympus ha lanciato addirittura una fotocamera con zoom 18x. Molto, molto… male! Il mercato gioca sulla mentalità del
volercelolo avere più lungo, ma quel che ne consegue è spesso una perdita di qualità delle lenti: distorsioni in grandangolo e in tele, aberrazioni cromatiche e via dicendo. Facciamo attenzione quindi.
E’ anche bene sapere che trovandoci di fronte ad una fotocamera con zoom 20x e dimensioni contenute, probabilmente le lenti saranno poco luminose oppure il sensore sarà microscopico. Infatti le dimensioni di un obiettivo
fisso (quindi senza zoom) aumentano proporzionalmente alla luminosità delle stesse (apertura max diaframma) e alle dimensioni del sensore. Gli obiettivi
zoom saranno ancora più ingombranti, dovendo coprire più focali.
Diaframma: range di apertura – Poter aprire maggiormente il diaframma significa poter lasciar passare più luce attraverso l’obiettivo. La variazione d’apertura determina anche la profondità di campo (la pdc, per sapere di cosa si tratta, leggere l’approfondimento più avanti): aumentando l’apertura, diminuirà la pdc.
Molte fotocamere non permettono di impostare questo parametro, perciò se vi interessasse, fateci attenzione. Perché sia possibile, la fotocamera deve possedere una modalità “full manual” o a “priorità di apertura” (aperture priority).
E’ bene che la fotocamera permetta la maggior apertura possibile. Solitamente sono indicati due valori di apertura massima, riguardanti rispettivamente l’apertura massima in grandangolo ed in teleobiettivo. Pochissime fotocamere (mi viene in mente solo la Panasonic FZ20) offrono un’aprtura massima invariata sull’intera focale.
Iil rapporto valore/apertura è inversamente proporzionale; F4.1 indica un'apertura
minore rispetto a F2.8.
I valori canonici d’apertura sono i seguenti:
(f) 1 - 1.4 - 2 - 2.8 - 4 - 5.6 – 8 - 11 - 16 - 22 – 32 ...
Valori differenti da quelli qui indicati, sono generalmente variazioni quasi impercettibili degli stessi (per esempio un F2,6 è quasi identico ad un F2,8).
Tempo d’esposizione: valori minimi e massimi – E’ il tempo che impiegherà la macchina per “dar vita” alla foto, lasciando che la luce impressioni il sensore. Anche questo parametro su molte fotocamere non è regolabile. Perché sia possibile, la fotocamera deve possedere una modalità “full manual” o a “priorità di tempi” (shutter priority).
Poter utilizzare tempi lunghi torna molto utile per panorami notturni. Superata una certa soglia (indicativamente 1/60 secondi) sarebbe opportuno utilizzare un treppiede o qualche altro supporto, onde evitare il mosso causato dalle microvibrazioni della nostra mano (inevitabili, dovendo premere il pulsante di scatto)
Formato non compresso. - Tutte le macchine fotografiche digitali salvano le foto in formato compresso (JPG), ma solo alcune (generalmente quelle di medio-alto livello) permettono di salvarle anche in formato
non compresso. Esistono due formati di questo tipo: il TIFF ed il RAW. Entrambi mantengono inalterata la qualità originale della foto, ma solo il RAW permette interventi successivi per correggere bilanciamento del bianco ed esposizione (nei limiti del possibile), non operando tali elaborazioni digitali in modo definitivo.
Batterie - Ci sono due tipi di batterie:
1) Batterie al litio: Le batterie al litio, in quanto
dedicate, sono comprese nella confezione della fotocamera, con tanto di caricabatterie. Non tutte possono vantare la stessa autonomia, ma in genere gli ultimi modelli sono molto efficienti. Lo svantaggio principale di queste batterie è che se si scaricano mentre siamo in giro, siamo fregati. Quindi è consigliabile, per chi sa di fotografare molto, acquistare una batteria di riserva. Altro svantaggio è che, ovviamente, le batterie dedicate di una fotocamera non potranno essere utilizzate in un'altra differente (tipo quelle di una Canon A620 in una Fuji F30).
2) Batterie stilo ( AA ): Le normali pile alcaline hanno solo svantaggi: durano molto poco, circa mezz'ora, per via dei Mah molto bassi. Ma al tutto c'è un facile rimedio: un bel set di pile ricaricabili. Da notare che molto spesso queste non sono incluse nella confezione della fotocamera (e nemmeno il più costoso caricabatterie), quindi potremmo dover affrontare un'ulteriore spesa (che potrebbe arrivare anche a 50€, per avere un caricabatterie rapido ed efficiente).
Le pile ricaricabili ideali dovrebbero avere almeno 2100/2300 Mah: il che garantirebbe un'autonomia più che soddisfacente. E se si scaricassero tutte e le pile a nostra disposizione, basterebbe andare in un tabacchi ed acquistare delle stilo normali: comodo!
Stabilizzatore d’immagine - Alcune fotocamere implementano questa interessantissima caratteristica che serve a ridurre il mosso causato dalla "mano tremante" (perché anche se si tratta di micro-movimenti, la foto verrà mossa... anche di molto utilizzando un tele spinto). Permette di guadagnare qualche step nel tempo d’esposizione a mano libera.
Lo stabilizzatore non ha comunque alcun effetto sugli oggetti in movimento.
Macro: distanza minima - La modalità
macro consente di scattare foto da distanze molto ravvicinate. E’ sempre indicata una distanza minima dalla quale sarà possibile scattare. Alcune fotocamere permettono scatti addirittura da 0 cm. Caratteristica da tenere presente nel caso interessasse particolarmente il genere macro.
Alcuni brevi approfondimenti:
Perché apertura del diaframma e tempo d’esposizione sono parametri collegati fra loro?
Per spiegare questa relazione, si utilizza questo semplice paragone:
Pensiamo al CCD (l’elemento sensibile della fotocamera digitale, il “sostituto” della tradizionale pellicola) come ad un secchio da riempire e al diaframma come a un rubinetto. Per riempire il secchio si può aprire al massimo il rubinetto per un breve tempo, oppure lasciar scorrere un sottile filo d'acqua per un tempo più lungo.
Insomma, per “dar vita” alla foto è necessario che entri la giusta quantità di luce. Questa luce può entrare in gran quantità per un breve periodo di tempo o in piccola quantità per un periodo più lungo.
In quanti modi posso aumentare la luminosità della foto?
In tre modi: aumentando l’apertura del diaframma, aumentando il tempo d’esposizione o aumentando la sensibilità (valore ISO). Ogni metodo presenta i suoi vantaggi e i suoi limiti. Sarà bene utilizzare uno o più di questi mediti a seconda della circostanza.
Cosa cambia se utilizzo un lungo tempo d’esposizione e una bassa apertura del diaframma piuttosto che un breve tempo e un’elevata apertura? E se aumento la sensibilità?
Un'elevata apertura del diaframma serve a far entrare molta luce in un tempo breve. E' quindi possibile guadagnare luminosità sensa usare tempi d'esposizione troppo lunghi. Il limite è che diminuirà la profondità di campo, che talvolta è necessaria (per i panorami ad esempio).
Un tempo d'esposizione più alto invece lascia entrare luce per più tempo. Sarà possibile evitare di aumentare l'apertura del diaframma, quindi scegliere quanta profondità di campo avere. Il limite è ovviamente l'impossibilità, superata una certa soglia, di scattare a mano. Inoltre i soggetti in movimento potrebbero essere un problema, siccome non verranno "congelati" nello scatto.
Aumentando la sensibilità infine, otterrò una maggiore luminosità a priori, senza influenzare apertura del diaframma o tempo d’esposizione. Il limite di questo metodo è che più alta sarà la sensibilità, più rumore (disturbo grafico) verrà introdotto, deturpando la qualità della foto.
Non ho ben capito cos’è questo rumore.
Vi è mai capitato di osservare una foto scattata di sera e notare, soprattutto nelle parti più scure (aree grigie o nere) tanti punti rossi e blu? Ecco, quello è il
rumore.
Cos’è la profondità di campo?
La profondità di campo è la distanza che intercorre tra il soggetto più vicino messo a fuoco e quello più lontano messo a fuoco.
Approfondimento by
Loto.Nero
Che valori è meglio utilizzare per un primo piano piuttosto che per un panorama?
Apertura elevata (F2.8, F2.0, …) = bassa profondità di campo. Molto usata per i primi piani; l’effetto sarà: soggetto pienamente a fuoco e sfondo sfocato.
Apertura bassa (F4.0, F5,6, …) = elevata profondità di campo. Indispensabile per i panorami, siccome solo in questo modo avremo a fuoco tutta l’area, oggetti vicini e oggetti lontani.
Ringraziamo
Cavour per la partecipazione.
Spero di esser stato d’aiuto a molti.
DOMANDE FREQUENTI
ALTRE GUIDE UTILI:
Reflex vs Compatta by
Loto.Nero
Il Paradossale Mercato Delle Compatte by
Evillo
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ELENCO DELLE MIGLIORI COMPATTE ATTUALMENTE IN COMMERCIO (aggiornato il 13 Dicembre 2007) :
+++LE PREFERITE DA DCRESOURCE
Prosumer SRL-like:
Fujifilm Finepix S6500fd
6 megapixel (sensore 1/1,7") / 28-300 mm (zoom 10,7x) / Alimentazione: 4 pile AA
Più che buona qualità d'immagine; Resa ad alti iso molto buona; Funzioni manuali complete + ghiera per zoom; RAW
Panasonic FZ50
10 megapixel (sensore 1/1,8") / 35-420 mm (zoom 12x) / Alimentazione: batteria litio dedicata
Ottima qualità d'immagine; Resa ad alti iso scarsa; Funzioni manuali complete + ghiere per zoom e messa a fuoco; Stabilizzatore; RAW.
Prosumer compatte:
Canon G9
12 megapixel (sensore 1/1,7") / 35-210 mm (zoom 6x) / Alimentazione: batteria litio dedicata
Ottima qualità d'immagine; Resa ad alti iso discreta; Funzioni manuali complete + ghiera ISO; Stabilizzatore; RAW.
Megazoom:
Canon S5 IS
8 megapixel (sensore 1/2,5") / 36-432 mm (zoom 12x) F2,7 - F3,5 / Alimentazione: 4 pile AA
Buona qualità d'immagine; Resa ad alti ISO scarsa; Funzioni manuali; Stabilizzatore; Display orientabile.
Panasonic FZ8
7 megapixel (sensore 1/2,5") / 36-432 mm (zoom 12x) F2,8 - F3,3 / Alimentazione: batteria litio dedicata
Ottima qualità d'immagine; Resa ad alti ISO scarsa; Funzioni manuali; Stabilizzatore.
Megazoom compatte:
Panasonic TZ3
8 megapixel (sensore 1/2,35") / 28-280 mm (zoom 10x) / Alimentazione: batteria litio dedicata
Discreta qualità d'immagine; Resa ad alti ISO scarsa; Teleobiettivo (28mm); Stabilizzatore; Display 3"; Automatica.
Compatte medio livello:
Canon A650 is
12 megapixel (sensore 1/1,7") / 35-210 mm (zoom 6x) / Alimentazione: 4 pile AA
Buona qualità d'immagine; Resa ad alti ISO scarsa; Stabilizzata; Funzioni manuali; Display orientabile.
Fuji Finepix F50fd
12 megapixel (sensore 1/1,6") / 35-105 mm (zoom 3x) / Alimentazione: batteria litio dedicata
Più che buona qualità d'immagine; Resa ad alti ISO buona; Stabilizzata (ma sistema scarso); Funzioni manuali.
Compatte medio/basso livello:
Canon A720 is
8 megapixel (sensore 1/2,5") / 35-210 mm (zoom 6x) / Alimentazione: 2 pile AA
Buona qualità d'immagine; Resa ad alti ISO scarsa; Stabilizzata; Funzioni manuali.
Canon A570 is
7 megapixel (sensore 1/2,5") / 32-210 mm (zoom 6x) / Alimentazione: 2 pile AA
Buona qualità d'immagine; Resa ad alti ISO scarsa; Stabilizzata; Funzioni manuali.
Ultracompatte:
Canon Ixus 900 ti
10 megapixel (sensore 1/1,8") / 37-111 mm (zoom 3x) / Alimentazione: batteria litio dedicata
Ottima qualità d'immagine; Resa ad alti ISO discreta; Corpo in lega di titanio; Automatica.
Canon Ixus 950 is
8 megapixel (sensore 1/2,5") / 35-140 mm (zoom 4x) / Alimentazione: batteria litio dedicata
Buona qualità d'immagine; Resa ad alti ISO scarsa; Stabilizzata; Automatica.
Sony W55
7 megapixel (sensore 1/2,5") / 38-114 mm (zoom 3x) / Alimentazione: batteria litio dedicata
Buona qualità d'immagine; Resa ad alti ISO scarsa; Automatica.