Enixa
Sinceramente non vi capisco...mi fate impressione VOI: siete talmente ingenui e manipolabili che anche Lino Banfi potrebbe farvi un lavaggio del cervello. Tralasciando la dubbia veridicità della storia (un minuto in mezzo alle fiamme?!), ritengo che fondamentalmente non valga più di un qualunque morto.
La pubblicità serve anche a questo. A esasperare il valore (valore... Parola non appropriata, da intendere come valore positivo e valore negativo) di qualcosa, si tratti di checchessia.
Se da un lato il tuo dire
"Ebbene? Lei è sopravvissuta, altri sono morti, dando valore alla vita ( e di conseguenza alla morte) questo non la rende meritevole d'attenzione" è vero, non consideri che è stata attuata e si sta attuando una anomala operazione pubblicitaria attorno alla persona di Saburido, operazione che, sfruttando il suo caso limite, la rende più importante, la mette su uno scalino rispetto ad altri, che magari sono morti.
Non è una cosa bella da dire, certo; però è vera. Ogni dieci persone ce ne saranno cinque che conoscono Saburido, due che conoscono Y, che è stato diviso in due da un TIR impazzito, e magari nessuno che conosca Z, la cui ultima visione sono stati i suoi intestini scivolare fuori da un addome che non c'era più.
La pubblicità di questo tipo punta moltissimo sulla reazione "di pancia", di stomaco, cioè una sorpresa, una indignazione profonda, seguita da pena, da compassione e il fugace promettersi di non mettersi mai più al volante ubriachi, il tutto in un ordine sequenziale; (promessa che può essere tranquillamente rotta tra l'altro). Ogni tanto però funziona.
La tua è una reazione un po' più "pensata", che va oltre l'impressione è che si ferma a riflettere un attimo. Tipo di reazione sulla quale la pubblicità non fa mai affidamento. Naturale quindi che non ti faccia più di tanto effetto.
Ciò che dici ha un senso; se poi tenessi a bada una certa spocchia, sarebbe anche bene.