Inter, 100 anni e quella voglia di stupire
Moratti e il "colpo del secolo": tutto tace, ma il tam-tam cresce
di
Andrea Saronni
Ufficialmente, non ci sono tracce. Ufficiosamente, nemmeno. Di incontri, trattative più o meno riservate e segnali intelleggibili non se ne è a conoscenza. Eppure, a Milano e dintorni, il tam-tam proveniente dalla galassia interista cresce e non è possibile fare finta di non sentirlo come sottofondo della normale quotidianità nerazzurra. Il 9 marzo l'Inter taglia il traguardo del secolo di vita e chi conosce bene Massimo Moratti rifiuta di pensare che il presidentissimo non voglia regalare ai tifosi (e, di conseguenza, a se stesso) il colpo della vita, l'uomo che consentirebbe alla Beneamata di essere la sola al centro del palco, illuminata dall' "occhio di bue" dei riflettori mentre gli altri possono solo applaudire. A cominciare dal Milan e da quel Pato che, a dispetto del largo distacco in classifica, sembra avere spostato il baricentro mediatico dalla parte dei rossoneri. I sogni, perchè di tali al momento si tratta, sono tre. E corrispondono a nomi e cognomi ben conosciuti.
CRISTIANO RONALDO
Festini hard a parte, Cristiano Ronaldo è il "top class" perfetto per l'Inter anche da un punto di vista di esigenze tecniche. E' indubitabile che, a meno di celeri resurrezioni di
Adriano, per il 2008/09 i nerazzurri dovranno rinforzare un reparto di attacco che vedrà due grandi come
Crespo e
Cruz salire di un nuovo, pesante gradino anagrafico. Le sue caratteristiche sembrano fatte apposta per interagire con
Ibrahimovic, con cui formerebbe la coppia più spettacolare del globo a livello di numeri e giocate. Le voci sul bollente portoghese sono ritornate in auge proprio in occasione del fresco ingaggio di
Maniche, assistito da quel
Jorge Mendes che è anche il procuratore di Ronaldo. La volontà di chiudere la trattativa con l'Atletico Madrid a dispetto di qualche perplessità e l'eventuale riscatto a giugno potrebbero rappresentare, al di là del valore e del rendimento di Maniche, i "benefit" per l'operazione-Cristiano. Certo, il Manchester non è proprio il tipo di club che cede i suoi gioielli, anzi. Ma di fronte a un'offerta tra i 70 e gli 80 milioni, anche uno come
Sir Alex Ferguson potrebbe pensare di avanzare di grado qualcuno dei suoi amati giovanotti e lasciare andare Ronaldo, immarcabile anche fuori dal campo.
RONALDINHO
Va al Milan. E' del Milan. Se lascia il Barcellona, è Milan sicuro. "Per Ronaldinho siamo in super-pole", parole di Adriano Galliani. E invece, strana la vita, il buon Dinho, l'oggetto nemmeno troppo oscuro del desiderio milanista è stato sedotto e abbandonato dal Diavolo.
Berlusconi rimane possibilista, ma la verità è che la scoperta di
Pato e la riscoperta di
Ronaldo hanno allontanato forse definitivamente il zannuto fuoriclasse dai cancelli di Milanello. Visto il probabile, probabilissimo divorzio con la Catalogna e con quel club che lo ha tolto dal piedistallo, l'unica rotta aerea plausibile per Ronaldinho sembra essere quella per Londra, la pista di atterraggio il Chelsea. Dietro alle scelte future del numero 10
do Brasil, però, c'è il suo sponsor tecnico, che gli elargisce per il disturbo una cifra degna di un ingaggio alla Abramovich ed è comprensibilmente preoccupato dal brusco, costante calo delle azioni mediatiche del suo principale testimonial. E' la stessa azienda che sta chiudendo un accordo con l'Inter per una partnership da 140 milioni di euro in 10 anni. Un assegno da kolossal, non c'è che dire. E le prebende potrebbero allargarsi sotto forma di un aiuto economico e contrattuale se in Via Durini decidessero di sovrapporre al famoso "baffetto" su sfondo nerazzurro il celebre e disperso sorriso di Dinho, tornato Re in quella Milano che pareva averlo ripudiato.
MESSI
Qui, di condizioni almeno accennate non ce ne sono. Lio Messi è il presente e il futuro del Barcellona, è la nuova star, il ragazzo che ha preso il posto di Ronaldinho nei ranking dei tifosi, delle prime pagine e dei tifosi. E' trattato come un re e il suo rapporto con la società è solido, a dispetto di qualche piccolo screzio (vedi la fuga di lunedì in Qatar, non permessa dalla società). E' amato da tutti e anche da
Massimo Moratti, che dichiarò i suoi "sentimenti" verso il grande piccolotto ai tempi non sospetti degli esordi col Barça. E' il solo giocatore sulla piazza per cui il presidente interista, centenario o no, sarebbe disposto a compiere un'autentica follia, a colorare il bilancio di un rosso fuoco. L'ordine di idee è di una novantima di milioni per il Barça e di un ingaggio annuo che dovrebbe per forza essere allineato a quello di Ibrahimovic e magari con qualcosa in più. Fantascienza, per ora. Ma cento candeline, sulla torta di Moratti, sono più che sufficienti almeno per accendere la miccia.